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martedì 14 gennaio 2014

Dos idiomas dos almas*

Con Danne ancora non parliamo svedese. Riesco a parlare svedese con lui solo se ci sono intorno a noi altri svedesi. E anche in quel caso, se si tratta di amici che conosco da tanto, sono enormemente a disagio. Con i famigliari di Danne, invece, coi quali non ho mai potuto prima d'ora parlare più di tanto, passare allo svedese è stato un passo avanti.
Il motivo è ovvio: mi sento come sdoppiata, e sento che di colpo la me stessa che parla svedese  non mi appartiene, e questo mi fa tanta più impressione quanto più i miei interlocutori mi hanno conosciuta nella piena potenza di una lingua a me più nota.. Sono una persona diversa da quella che fino a ieri con le stesse persone parlava inglese, una persona che parla con un vocabolario ristretto, che è involontariamente comica ma non è capace di esserlo volontariamente - perché declinare il senso dell'umorismo.in una nuova lingua è forse l'ultima cosa che si riesce a fare, molto dopo che si è già diventati fluenti.
 
In effetti ho dovuto ripensare a come sia andata con l'inglese. Non me ne sono accorta, a suo tempo, ma ci ho messo anni a trovare me stessa nella mia seconda lingua. Non so esattamente quando sia accaduto, ma comunque anni dopo aver conseguito, a vent'anni, il famoso livello C2, quello che corrisponde, sulla carta, ai madrelingua. Prima del C2 ero comunque in grado di parlare inglese in modo rilassato, avevo avuto modo di fare molte amicizie in altri paesi, conoscere gente, cavarmela in situazioni quotidiane. L'inglese era però la lingua delle vacanze, delle parentesi aperte e chiuse. Non ne avevo bisogno al di fuori di esse, e durante potevo ben permettermi di essere più o meno io, ma smussata di tante complicanze, di tante sottigliezze. Dove il vocabolario non mi seguiva, la conversazione non andava, e andava bene così, anche perché ero una ragazzina.

Il cambiamento è avvenuto molti anni dopo, quando mi sono trasferita in Germania, l'inglese si è preso tutta la mia vita, incluse le ore di dormiveglia e di sonno.Vivevo in uno studentato dove ero l'unica italiana e soprattutto, là ho conosciuto Jason. Jason mi assomigliava tanto, era come una me stessa cinese e maschile. Jason è madrelingua inglese, ma un inglese velocissimo e duro, come è quello che si parla a Singapore. Le nostre serate passate a parlare e guardar film, fino alle quattro del mattino, sono stati il vero shock linguistico. Ricordo bene che molte di quelle conversazioni le seguivo con molta fatica, che a volte al telefono non lo capivo, che guardare un film o una serie tv dove si parlasse con forti accenti o in modo gergale era difficile. Un esempio su tutti: Snatch visto senza sottotitoli fu una pena tremenda. È vero, ero già stata in grado di leggere in lingua originale molti classici inglesi, ma col diario di Bridget Jones, per fare un altro esempio, avevo fatto molta più fatica. Mi mancavano le parolacce, le espressioni colorite, la percezione che una frase può essere detta in molti modi. E il senso dell'umorismo....ah, la fatica di tradurre le cose che mi facevano ridere, e la realizzazione che semplicemente non si può. Perché pare assurdo ma non ci fanno ridere le stesse cose, in due lingue diverse. E questo, incidentalmente spiega perché in Italia detestavo I Griffin e invece adesso adoro Family Guy. È che semplicemente in italiano spesso non funziona, non si è in grado veramente di decodificarlo. Anche perché mancano alcuni riferimenti culturali.

E qui si apre un altro capitolo. Il cinema, le citazioni da film o da episodi de I Simpson sono sempre state una gran parte delle conversazioni con i miei amici, in Italia come all'estero. Ma solo dopo aver conosciuto Jason mi sono resa conto che non potevo comunicare semplicemente traducendo all'indietro, dall'italiano all'inglese, le frasi celebri e le battute. Anzi, nemmeno i titoli dei film! Dopo aver conosciuto Danne, ed aver capito che ormai l'inglese era una componente fissa della mia vita, ho dovuto riguardare tutti i film che erano stati importanti per me in lingua originale, da Via col Vento al Padrino - perché devi sapere come dire Cara francamente me ne infischio! in modo che si capisca che stai citando Reth Butler. Sembra una cosa da niente ma ci ho messo anni!

Ecco, ci ho messo anni. Io e Danne siamo insieme da 7 anni. Abbiamo le nostre battute, i nostri modi di dire, le nostre citazioni, i nostri riferimenti, tutto in inglese. Forse altre coppie miste hanno sempre avuto un modo misto di parlare - ne conosco che mischiano due o tre lingue costantemente - ma forse per noi non è stato necessario poiché potevamo coprire tutti gli ambiti della nostra vita con questa seconda lingua. Dalle parole d'amore alle parolacce, mi è rimasto solo di dirgli stronzo, ogni tanto. Ma questo lo dice anche Colin Firth, che ha la moglie italiana e che parla italiano, che stronzo è la sua parola preferita!

Passare allo svedese con lui mi costa fatica ma soprattutto trasforma interamente la nostra relazione, per quello non mi riesce. All'inizio lui rideva, e lo capisco, perché è così pazzesco il confronto. Non so essere in svedese né sarcastica né sboccata, non mi soddisfano queste parolacce senza cuore che parlano solo di inferno e dannazioni, non riesco nemmenoa gridare al gatto di scendere dal tavolo, in svedese

Dai tempo al tempo, mi dico. Piano piano arriveranno tutti i riferimenti culturali che mi mancano.
E una parte di me, in un angolo, sospira e pensa...di nuovo? Dopo la fatica fatta con l'inglese e quella fatta col tedesco siamo daccapo! E capisco la mia compagna di corso che una volta è sbottata dicendo "Questa lo giuro è l'ultima lingua che imparo!"

* citazione da non so chi. Avrei tanto voluto studiare spagnolo, io.





2 commenti:

  1. Dos idiomas dos almas era il motivo per cui ho sdorato ognuna delle mie vite all'estero e in altre lingue. Sentivo di potermi reinventare. Dopo 10 anni e yre lingue e mezzo in cui scoprire una nuova anima... io sono un po' stanchina, devo ammettere. .
    bentrovata! Io mi chiamo squa, sono venuta seguendo un commento che hai lasciato da Polly

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  2. Benvenuta Squa! mi fa piacere che tu sia passata e che tu possa capire. È una cosa bella potersi sdoppiare e reinventare ma anche una bella fatica. Forse con l'età la percepiamo di più, questa fatica, non so. Forse dipende anche dalla lingua, alcune le sentiamo subito più affini di altri. Ad ogni modo, una volta che il peggio è passato è una soddisfazione enorme.

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