Tutto il giorno, mi ci è voluto.
Chiamo, non chiamo, chiamo, non chiamo.
Provo in svedese? e se poi non capisco che mi dice? allora in inglese direttamente? oppure parto in svedese e le chiedo se parla inglese? che poi è una domanda retorica ma hai visto mai. E se invece in questo modo mi do subito la zappa sui piedi, che le faccio pensare che non potrò mai lavorare in una compagnia svedese, se non riesco manco a finire una telefonata? allora in svedese? mi appunto due o tre frasi. Ma se mi risponde in svedese su aspetti tecnici non capisco niente...e invece devo capire bene perché così so come scrivere la lettera di motivazione in svedese. Ma a che serve scrivere bene una lettera di motivazione in svedese se tanto si son fatti già l'idea al telefono che lo svedese non lo parlo abbastanza?
E poi qui sul sito dicono: We place great emphasis on the personal characteristics in this recruitment.
Dio quanto li detesto, questi pisicologi delle risorse umane, coi loro metodi infallibili per giudicare già da una frase se il candidato vale la pena guardarlo in faccia. Magari ti giudicano per i tuoi hobbys, magari è più importante che tu sappia sciare che non il tema del tuo fottuto dottorato. Conosco uno per il quale il colloquio di assunzione era in pratica vedere come socializzava in pausa caffè, la super importissima fika coi colleghi. E così penso: quali sono i miei interessi? mi piace scrivere, mi piace leggere, mi interesso di psicologia e sociologia, mi piace fare yoga e allenarmi a casa con il mio tapis roulant, ecco sai che pensano se leggono questo? che sono una asociale, un'insicura, magari pure una piantagrane. Ok, ammettiamo che sia vero (LOL) ma davvero questo ha un impatto su un lavoro tecnico, spersonalizzato, oggettivo, scientifico? E io che ho fatto Scienze perché temevo che, avessi studiato Lettere sarei stata poi sottoposta a giudizi poco oggettivi, in una società poco meritocratica! povera scema. Sai cosa dovrei scriverci, per farmi assumere? Che faccio free-climbing o triathlon. O che l'altra estate ho fatto un corso di barca a vela in Costa Azzurra. Che sono stata eletta quattro volte rappresentante degli studenti e che ero mediatore studentesco. Che a 18 anni ho preso un anno sabbatico per fare il volontario nell'africa sud-sahariana. Nella realtà, non so manco nuotare, ho la fobia degli insetti e ogni volta che me l'hanno proposto ho rifiutato di fare il rappresentante di classe, o di corso di laurea, o di studenti di dottorato.
E allora finisce che scrivo che i miei interessi sono viaggiare, cucinare per i miei amici e imparare le lingue, tutto vero per carità, ma allora perché mi sento così sfigata a scriverlo?
Mi viene da vomitare.
Devi chiamare, mi dicono tuti: prima, durante e dopo aver applicato, prima e dopo i pasti, devi rompergli le scatole, devi avere la voce ferma e allegra, non devi mai essere sincera ma nemmeno mentire troppo, devi spiegar loro perché tra tutte le persone del mondo dovrebbero assumere proprio te (ma guarda, io non mi assumerei, ogni volta che leggo di una posizione penso che io no, stiamo freschi), devi dir loro che cosa puoi fare per loro (eh? cioè, cercano qualcuno per quel dato lavoro, no? e io quello faccio, mica posso andar lì e inventarmi di far tutt'altro, no?) e sopratutto, cerca di non sembrare una malata di mente.
Per quello hai sempre il blog e grazziaddio che non lo legge nessuno.
Ok, faccio il numero.
Mi si annebbia un filo la vista. Butto giù prima che suoni.
Sai cosa? mi son scordata il magnesio stamani. E anche la vitamina D che serve tanto a queste latitudini.
Riprovo?
C'ho il cuore in gola. La tachicardia.
Spè che rileggo quello che scrivono sul sito.
Richiamo.
Suona.
Suona.
Suona.
Non risponde nessuno.
Sono le quattro deficiente. Alle quattro sono già tutti sulla via di casa, o a fare jogging, o al supermercato, o in palestra, o a fare un corso di capoeira o modellismo o danza del ventre o fotografia digitale. Glie possino.
Vabbè domani allora.
Intanto mi accascio un attimino.