Giovedì è stata una di quelle giornate che sembrano fatte apposta per riconciliarti col mondo. Con la Svezia, quantomeno.
Faccio parte di un book club composto di ragazze straniere da poco in città. Ci siamo conosciute tramite vari corsi di lingua e abbiamo costruito una specie di rete allargata. La maggior parte di noi non lavora, da qui il soprannome "The real housewives of Gothembourg", se avete presente la serie di orridi reality show dagli USA. Insieme leggiamo libri di scrittori svedesi e ci troviamo una volta a settimana per parlarne, in svedese. D'estate abbiamo letto il decimo libro di
Camilla Läckberg, "Änglarmakerskan" (non c'è ancora la versione italiana) e ci è venuta voglia di farci un giro a
Fjällbacka, la cittadina sulla costa ovest dove sono ambientati tutti i suoi libri e dove lei stessa è nata.
 |
| Fjällbacka dalla collina rocciosa protagonista de "Il predicatore" |
Ci abbiamo messo mesi ma finalmente siamo riuscite a recuperare due auto e un buon numero di noi, e siamo partite con borse di provviste, coperte, thermos di té e caffè, costumi da bagno, crema solare, scarpe da trekking, macchine fotografiche, giacche impermeabili, felpe, e una quantità imbarazzante di plock-godis, le caramelle che si comprano sfuse praticamente in tutti i negozi. Si vede che ci siamo svedesizzate?
È stata una giornata semplicemente fantastica, pura estate nonostante non ne avessimo più speranza (agosto è considerato ufficialmente autunno, qui). Sole, cielo azzurro, il mare di un blu intenso e il verde dei boschi e dei prati (tutte cose che stanno pure nell'inno nazionale, e francamente ora capisco perché).
 |
| Fjällbacka dal molo |
A Fjällbacka avevamo anche prenotato una barca che ci portasse all'isola di Valö, che sta proprio davanti alla cittadina ed è il luogo dove è ambientato il decimo romanzo. Si tratta di un isola piuttosto grande e quasi completamente deserta. Vi si trova una grande casa antica, che al momento è un hotel e che nel libro era un internato per studenti facoltosi. Dall'hotel abbiamo fatto una lunga passeggiata su sentieri molto impervi, che ci ha portato fino sulla parte più alta dell'isola, che è molto rocciosa. Quando dico impervi non esagero, c'era da usare le braccia per arrampicarsi, da schivare fango e rocce instabili e abbiamo lodato il fatto di esserci messe le scarpe giuste senza saperlo. Vedi a svedesizzarsi.
 |
| vista di Fjällbacka dall'hotel sull'isola di Valö |
 |
| la vista dal luogo del picnic |
Sulla cima ci siamo stese sulle rocce al sole e abbiamo fatto un lunghissimo picnic con davanti una vista pazzesca. Poi ci siamo rimesse in marcia scendendo sull'altro versante, sempre su sentieri davvero impegnativi, fino a raggiungere una piccola spiaggia. Ci sono alcune piccole case di vacanza super moderne che hanno l'aria di costare miliardi ma essendo la stagione finita erano deserte. E poi ci sono dei vecchi capanni di pescatori che sono stati rimordernati e trasformati in minuscole casette per vacanzieri proprio sulla spiaggia. Una di noi si è veramente messa il costume e buttata nell'acqua gelida dal pontile.
 |
| la spiaggetta |
Di ritorno all'hotel il gestore ha richiamato la barca che ci avrebbe riportato indietro e abbiamo finito la giornata curiosando nei negozi costosissimi pieni di vestiti per velisti e arredamento per case di vacanze, a tema rigorosamente marittimo. Moltissimi svedesi sono velisti e questo è un tema che tira parecchio. Ci siamo poi prese un caffè in un ristorante dove il pizzaiolo si è rivelato essere un modenese che non parlava una parola di svedese e che non voleva più mollarmi, volendo raccontarmi del suo amore per i paesaggi svedesi, per la natura e per i luoghi. Si vede che era un giorno che ispirava! La padrona invece si è molto divertita all'idea che il nostro variopinto gruppo di plurime nazionalità fosse un book club sulle orme di Camilla Läckberg. E ci ha pure indicato, dalla finestra, la casa dove la scrittrice è nata, pensando chiaramente che fossimo un gruppo di fanatiche.
 |
| un tour sulle orme della giallista (è lei nella foto) costa circa 15 euro |
Del resto in paese si organizzano anche visite guidate ai luoghi degli omicidi dei romanzi (il Camilla Läckberg tour) e cercano di sfruttare questa cosa dal punto di vista turistico. Quel che mi colpisce è che la scrittrice è del 1974 e la maggior parte degli svedesi non la considera certo un esempio di alta letteratura (e concordo). Insomma sarebbe come un Moccia Tour per Roma.
 |
| Ingrid Bergman, la star di molti film di Hitchcock |
Inoltre, Fjällbacka ha un'altra cittadina illustre,
Ingrid Bergman, che qui ha fatto spargere le sue ceneri e alla quale è dedicata la piazza del paese. Non so, francamente penso sia una figura destinata a rimanere nella storia più di una giallista di moda...ma forse è solo l'aura della star defunta, e di certo il marketing è sempre il marketing!
Alla fine, parlando tra noi, ci siamo trovate daccordo su questo punto. Che la Svezia è un luogo capace di grandi contrasti emotivi. Il buio inverno e l'estate scintillante. Si pensa spesso che la conseguenza di questo sia un popolo di depressi con manie suicide (un dato che in realtà non ha una vera valenza statistica ma viene spesso ripetuto) ma io credo piuttosto che la conseguenza principale sia un rapporto più intenso con la natura. Quando ti trovi davanti a scenari come questi e pensi che presto arriverà un lungo periodo di pioggia e gelo, ti trovi a respirarlo a fondo, taking it all in, per portarlo con te. E quando il sole torna, è davvero come uscire da un letargo. Dunque arrivederci estate, cercherò di fare tesoro di questi ricordi!