Det var en gång en liten katt som bodde med sin husse i en liten lägenhet.
Katten kallades Liza för hon hade runda svarta ögon som Liza Minnelli.
Katten var nämligen blind, och kunde därför bara se skillnad på ljus och mörker.
Hon var dock modig och intelligent. Hon hade snart blivit bra på att orientera sig i lägenheten.
Hon var så glad! Hon åt kyckling varje dag och la sig i solen. På nätterna sov hon med sin husse på sängen.
En dag kom en annat katt för att bo hos dem, eftersom hussen alltid hade velat ha två katter.
Den nya katten kallades Enzo. Han var stor och stark men inte så intelligent.
Hon förstod inte att Liza var blind!
Han ville leke med henne och hade mycket energi. Han kunde inte hålla sig lugn.
Liza var inte så glad längre.
Den natten, när hussen låg sig på sängen, gick Liza upp till honom och bet honom i tån!
martedì 27 agosto 2013
Non sono mai stata una che giocava con cicciobello, e i deliri delle mie amiche davanti ad un paio di scarpine o di piedini cicciotti non li ho mai capiti, anzi, li ho sempre trovati ridicoli. I bambini non li ho mai capiti, non mi hanno mai interessato. Adesso molti miei coetanei hanno figli e non mi crea nessun problema passare del tempo con le loro famiglie, non ho una fobia ecco.
Solo che ho passato la trentina e tutti vorrebbero vedermi incinta.
Gli ultimi mesi al lavoro me lo chiedevano TUTTI. Oppure dicevano cose tipo: vabbè se non trovi lavoro in Svezia puoi sempre fare un figlio. Eccerto.
Né io né Danne siamo pronti, e tutto questo farmi sentire un prodotto in scadenza non aiuta.
Paradossalmente i problemi maggiori ce li ho con i miei due amici maschi, che son diventati padri recentemente. Nessuno di loro è italiano e nessuno è svedese, tanto per chiarire.
Uno di loro mi comunicò che avrrebbe presto avuto un figlio tramite un breve messaggio su facebook, e lo ha corredato da questa chiosa:
"Are you jealous? get to work!"
No, seriamente.
La data prevista per il parto era a ridosso del mio trasloco dalla Germania alla Svezia. Circa un mese prima mi ha scritto chiedendomi se potevo fermarmi nella sua città durante il viaggio verso la svezia, per conoscere suo figlio. Ora, il viaggio era di 1200 Km, e per via dei ponti/traghetti ci vogliono sulle 14 ore. Fermarci, con una macchina carica delle nostre cose non era proprio facilissimo già da sé, e comportava una sosta in hotel, e un'aggiunta di 24 ore sulla tabella di marcia. Quindi mi pareva già una richiesta eccessiva. Ma il problema principale, come gli scrissi cercando i non suonare scortese, era il fatto che in quel viaggio sarebbero venuti con me i miei gatti. Proprio per la loro presenza non era fattibile per esempio di far sosta ad Amburgo come avevamo già fatto in passato, a casa di parenti. Ed ero francamente molto preoccupata per quel lungo viaggio con i gatti, perché tutte le esperienze precedenti (viaggi più brevi) erano già state disastrose. Il veterinario si era rifiutato di darci dei sonniferi e ci preparavamo ad un viaggio orribile - come infatti è stato. Fermandoci in hotel o in una casa con neonato, dove avrei poi potuto lasciarli?
La sua risposta fu: LOL I can imagine the logistic nightmare, take it easy.
Come risposta nulla di che, ma quel lol all'inizio mi ha un po' indispettito. Voglio dire, sono certa che se invece di gatti dovessi traslocare bambini non ci sarebbe stato il lol. Ma il punto è: solo perché una vita umana vale di più nella generale graduatoria dell'universo (vabbè) non è che allora i gatti possono anche morire, no?
E a questo proposito, pure l'altro amico si è reso protagonista di commenti fantastici.
Due episodi. Il primo: mi racconta che suo fratello a Parigi ha "comprato un gatto di razza", appena nato. Io freno i commenti al vetriolo perché chi compra animali di razza già mi pare poco genuino come amante degli animali. I miei sono sempre stati tutti rigorosamente randagi al 100% ed erano tutti fantastici. Ma vabbè. Ridendo come un pazzo, mi racconta che quando il prezioso gattino aveva pochi mesi, suo fratello ha quasi rischiato di ucciderlo dimenticandoselo sul balcone per un giorno intero mentre nevicava. Alla fine, diceva ridendo, dalla neve spuntavano solo le orecchie! E siccome io non ridevo affatto, ha aggiunto: vabbè, almeno non era suo figlio, dai. Beh, in quel caso, ho replicato, di certo non rideresti: l'avrebbero arrestato e gli avrebbero tolto il figlio.
Secondo episodio: gli stavo dicendo che la mia gattina cieca ci svegliava la notte - era subito dopo che l'avevamo presa, il periodo di adattamento. Per ridere gli dissi: vabbè, diciamo che almeno ci alleniamo in vista (lontanissima) di neonati. Mi ero pure forzata a far quel commento per risultare "normale", senti come sono messa. E lui disse: ah, i gatti non li hai presi per allenarti, ma come sostituto! Ammettilo che non vedi l'ora di avere figli e nel frattempo ti sfoghi coi gatti!
Mi è quasi venuta una sincope.
Io ho avuto gatti e cani per tutta la vita, da quando ero piccola. Vivendo in Germania, per anni non ho potuto averne per via dell'instabilità della mia vita, e mi mancavano parecchio. Poi il lavoro ha cominciato a darmi dei problemi e sentivo che avere di nuovo un gatto mi avrebbe aiutata. Con Danne abbiamo deciso che potevamo pure prenderci la responsabilità di un animale domestico: la nostra vita era ancora abbastanza instabile ma dopo 5 anni in Germania cominciavamo a sentirci meno "transitori" ed eravamo sicuramente più responsabili. Insomma, porca paletta, la mancanza di figli nell'equazione non c'entrava per niente! Inoltre io non parlo mai dei miei gatti come se fossero dei figli, come tanta gente che dice "sono la mamma di Fufi" o "il papà di Buck". E nemmeno faccio la vocina deficiente pucci pucci.
Ma veniamo alla faccenda principale: entrambi mi inondano regolarmente di foto dei loro piccoli. Uno mi ha anche dato la password per accedere ad un album online dove carica regolarmente centinaia di foto - e se la prende se non ci do un'occhiata. Ed io non so più che dire. Cioè,ho sempre mandato loro commenti carini e pieni di complimenti, ma dopo un po' non so più che inventarmi.
Danne dice che devo essere più comprensiva e capire che per loro è una cosa importante e come amica dovrei partecipare della loro gioia. Ma non basta una volta o due? E allora perché non possono partecipare di quel che è importante nella mia vita, sebbene non sia un bambino?
Comunque parla facile lui, 'ste cose le mandano a me, mica a lui!
Sono i miei ultimi giorni in Germania. Li passo in un appartamento semivuoto, coi gatti e le ultime cose pronte per essere messe in macchina, tra dieci giorni. Cucino e mangio con l'unico scopo di svuotare la dispensa e il frigo. Bevo anche di conseguenza, il che dà innegabilmente soddisfazioni maggiori.
Penso che questa specie di inverno prolungato sia un elaborato piano del destino per non soffrire di nostalgia, visto che il trasloco è previsto per giugno, quando in questo angolo fortunato di Germania di solito fanno trenta gradi. E invece al momento in Svezia c'è bel tempo mentre qua fuori ci sono sei gradi e piove da settimane. Non credo di aver mai visto così poco sole come in questo 2013.
Le ripercussioni sul morale sono evidenti. Al lavoro, i mediterranei vanno in giro incazzati come api e si vestono in modo incongruo. il che è tipico degli immigrati mediterranei al nord una volta che hanno passato il primo inverno. Quell'inverno per il quale si erano preparati le pellicce di foca, per intendersi, e che si son stupiti di constatare non era poi così freddo. Contemporaneamente, mia madre al telefono si lamenta del freddo, perché in Toscana fa esattamente lo stesso clima di qua, ma chiaramente nella gara delle lamentatio la differenza di latitudine risolve l'ex-aequo.
Persino i gatti sono rompiscatole, perché soffrono l'assenza del loro amato Kratzbaum o albero tiragraffi o come altro cavolo si chiama il trespolo da cui erano soliti dominare la stanza e noi abietti servitori di felini, partito sul camion dei traslochi assieme a quasi tutti i nostri possedimenti terreni. Dunque Enzo si è trasferito in pianta stabile sopra l'armadio. e Liza, la mia gattina cieca, soffre della mancanza del suo umano preferito.
Mettiti in coda, sorella.
E dunque, dicevamo: sono giorni difficili, e passano con una lentezza che ha del paranormale.
sabato 21 gennaio 2012
Il trasloco non è ancora finito. Dopo quasi un mese in cui giornalmente, oltre a tutte le normali funzioni vitali, abbiamo smontato, trasportato e rimontato tutti i mobili di casa dentro una macchina sola, solo oggi abbiamo almeno finito di svuotare la vecchia casa. Resta da rendere abitabile la nuova, presentemente un campo di battaglia dove è pure scoppiata la doccia, e soprattutto da pulire la vecchia prima di riconsegnarla al proprietario. Oggi sono malata e così stanca che ho solo voglia di piangere. E pure la gatta sta male, dice che somatizza lo stress causatole dall'altro gatto un po' scemo e in piena tempesta ormonale, ed è il secondo fine settimana che passiamo le ore dal veterinario...il gatto suddetto invece è stato prenotato per una castrazione d'urgenza, ma abbiamo ancora 2 settimane dei suoi miagolii disperati alla ricerca di sesso. Poveretti i miei gatti, mi sembrano un concentrato dei moderni problemi della società umana...femmine stressate e maschi frustrati...e intando non si dorme.
Enzo the Cat è un gattone giovane, un po' galletto, molto agile e veloce anche senza essere particolarmente intelligente. L'istinto gli dice di non fidarsi degli umani, dubito che la sua diffidenza venga da traumi particolari: è nato nel giardino di un condomino da una delle pochissime gatte randagie della Germania, e subito è stato affidato alle volontarie insieme ai suoi sei fratellini. Da noi è arrivato che aveva a malapena due mesi. Era carino anche col suo manto da "gatto banalis", bianco con la schiena la coda e le orecchie di un curioso crema tigrato. Ha pure due macchiette asimmetrice, una alla sinistra del naso e una su un tallone (quest'ultima abbiamo provato pure a pulirla via, all'inizio). Quando ha paura si mette sotto il divano, ma dopo poco di solito salta in braccio anche agli sconosciuti. È un gatto che parla molto, a volte anche nel sonno, parla con se stesso allo specchio e risponde al suo nome con un buffo mormorio, prima di accorrere. Adora il suo topo di stoffa comprato all'ikea e se lo lanci in aria salta per acchiapparlo con voli mirabilanti e versi comici. Sarebbe il gatto perfetto se non fosse che non ha capito che Liza, la gattina che avevamo da prima, è cieca e non cammina bene: le salta sempre addosso e siccome pesa già il doppio di lei abbiamo paura le faccia male. Secondo me si è messo in testa che non gli vogliamo bene quanto a lei, perché è incredibilmente geloso. Stamattina Danne lo teneva in braccio sul pianerottolo mentre alla porta a vetri sulla corte interna si affacciava il cagnolone dei vicini. È un cane buonissimo che sono sicura non gli farebbe nulla, non ha nemmeno abbaiato, ma è bastata la sua vista per far sì che Enzo si facesse la pipì addosso. In tanti anni che ho gatti mai vista una cosa simile...e dire che dal veterinario in sala d'aspetto c'erano molti cani ma Enzo sembrava tranquillo! Danne è rientrato in casa col gatto in mano tipo sacchetto della spazzatura e la maglietta piena di schizzi dicendo (io avrei gridato, ma infatti lui è scandinavo): "he peed on me! the little fucker peed on me!" ed io credo di aver riso per almeno dieci minuti. Aveva anche uno sggraffio profondo sul polso. Alla fine però abbiamo convenuto che nemmeno questo batte quando Liza, nella stessa situazione, cercò di fuggire arrampicandosi sulla mia testa e piantandomi un artiglio dritto in un orecchio. C'era talmente tanto sangue sui miei vestiti che pareva mi avessero accoltellato. Temo che la cosiddetta cat-person (ed io modestamente lo nacqui) sia in realtà profondamente masochista.