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domenica 19 luglio 2015

decluttering

A questo punto non so dire se il decluttering sia la mia terapia o la mia malattia. Di certo, mi fa star bene. Mi fa stare esattamente come un tempo mi faceva stare l'acquisto estemporaneo e un po' annoiato di quando andavo a passare un'oretta da H&M solo perché non avevo di meglio da fare. Che poi è la causa stessa medesima della necessità di decluttering. Sono dunque passata da una dipendenza ad un'altra, come si dice degli alcolisti anonimi, che diventano alla fine dipendenti dai meeting?

In attesa di dirimere questo dilemma, ho scremato lo scremabile e adesso le mie possessioni tessili ammontano ad una cassettiera Malm e ad un mezzo armadio Pax - che immagino diventeranno a breve unità di misura del sistema internazionale. Non male per una che fino a pochi anni fa occupava tre armadi quattro stagioni in altrettante case. Tempo di passare alla stanza da bagno.

Abbiamo quindi finalmente eliminato i cofanetti pucciosi e plasticosi  pieni di ombretti multicolore risultato di anni e anni di regali di natale. Lo so, erano scaduti da millenni, e purtuttavia ancora quasi intonsi. Che lo cogliesse un fulmine, quello che creò l'immane Carillon di Pupa innescando la slavina di trousse in cui annegammo l'adolescenza. Che poi, se già non li usavo allora, quando avevo cattivo gusto da vendere, cinquanta sfumature di ogni colore per truccarmi, figurarsi ora che mi sono definitivamente tramutata in una tristona.

E dunque, via tutto, Si lasciano solo i cosmetici minerali. Un po' perché, si sa, quelli non scadono, e vuoi mettere (bah). Un po' perché sono un ricordo. Di quando uscii in stato confusionale dal Moscone Center di San Francisco, dopo aver dato il mio primo talk ad una conferenza internazionale,  e venni presa d'assalto da due commesse sotto anfetamine di un centro commerciale li vicino. Una pareva Kim Kardashian, l'altra Beyoncé. Mi truccarono facendomi sentire sfigata ma redimibile ed io mi lasciai convincere a sputtanare la diaria della missione in cipria e ombretti a marca Mica Bella che, ne converrete, non ha molte chances di sbarcare mai in Italia. E poi tanto non avevo fame.

In the next episode: la scarpiera ovvero la redenzione di Imelda Marcos.