Pagine

Visualizzazione post con etichetta IKEA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta IKEA. Mostra tutti i post

venerdì 27 giugno 2014

la fortuna è la dea bendata...la sfiga invece ci vede benissimo

Vorrei avere qualcosa di interessante da dire, ma la mia vita si snoda tra disumani compiti di svedese e il cataclisma del cambio di cucina. Al momento abbiamo tutta la nuova cucina ikea in scatoloni dentro alla stanza degli ospiti e quella vecchia semismontata ma ancora nell'appartamento, in attesa di un massacrante viaggio in discarica lunedì. Nel frattempo, una perdita d'acqua ci ha costretto ad un bel buco in un muro in ingresso, una dozzina di visite da parte degli addetti alla manutenzione del condominio e altrettante future per riparare il suddetto buco.
E stamani mentre gli addetti alle consegne ci portavano su la cucina ikea, abbiamo visto che grazie ad un errore dell'impedita decerebrata signorina ikea che ci ha fatto l'ordine, abbiamo pagato per due lavelli, uno dei quali già incollato alla lastra di melanimico lunga tre metri che poi è il ripiano fatto su misura per la nostra cucina. Ecco, grazie a questa genialata dell'averci fatto pagare per incollare un ulteriore lavello alla lastra (400 euro) ora il lastrone suddetto non passa più per le scale e quindi giace all'ingresso del condominio. Il servizio clienti dice che noi abbiamo firmato per il doppio lavello, quindi se ne lavano le mani - ora, è ovvio che se fosse stato minimamente evidente sull'ordine che stavamo pagando per due lavelli lo avremmo evitato no? la decerebrata sostiene di averlo reso chiaro...certo, tanto chiaro che le avevamo pure chiesto consiglio su come incollare il lavello, quello che infatti ci hanno consegnato sciolto.
Adesso non sappiamo proprio come fare, Danne mi è andato in corto circuito e al momento aspettiamo che rientrino dei vicini per chiedere aiuto a loro. Sigh.
E in teoria io dovrei leggere una novantina di pagine di letteratura settecentesca in svedese.


UPDATE: all's well what ends well

il lastrone della discordia
la cucina qusi per intero

Alla fine è andata così. I vicini del piano terra, che poi sono gli unici che conosciamo davvero, sono rientrati a fine pomeriggio. Sono una coppia si settantenni che vive in perenne turno di guardia, vedono chiunque entri od esca e grazie al fatto che vivono al piano terra hanno facilità ad attaccare bottone con chiunque. Sono quelli che ci hanno fatto avere il garage e sono sotto ogni punto di vista molto molto carini, anche se un filo logorroici. Loro ovviamente sapevano tutto della nostra cucina, eravamo anche stati a vedere la loro per prendere spunto e si erano già offerti di aiutarci. Il problema però è che muovere un lastrone di tre metri con attaccato un lavello attraverso tre piani di scale troppo strette non è esattamente il tipo di cosa che dipende dalla buona volontà a prestare aiuto...c'era della geometria in ballo! L'idea che ci è venuta era quella di aprire tutte le finestre ai pianerottoli, per poter farvi passare parte della lastra e guadagnare spazio per girarla. Questo però non era sufficiente. Era necessario anche che almeno uno dei condomini ad ogni piano ci aprisse la porta di casa, e quella del bagno che vi sta di fronte, in modo tale che potessimo guadagnare ancora spazio di manovra. Noi non conosciamo i nostri vicini. In Svezia i rapporti nei condomini sono cordiali ma distanti, e raramente si va oltre il buongiorno buonasera. Ma l'asso nella manica erano Björn e Catarina, i due pensionati. Loro conoscono tutti per nome, sanno che problemi hanno, che orari fanno, sanno se sono persone disponibili oppure no. In linea di massima, il 90% è disponibile, perché è impossibile dire no a Catarina. Loro abitavano in campagna, prima di trasferirsi in città per star vicino ai nipoti, e hanno mantenuto l'approccio del piccolo villaggio. Senza perdere un colpo hanno intercesso per noi, bussando ad ogni porta, ottenendo anche aiuto da un paio di uomini ben in forma. Alla fine, quasi tutto il condominio ha contribuito, tra chi ci ha aperto la porta e chi ci ha aiutato fisicamente, e adesso l'impossibile catafalco è nel nostro ingresso (e blocca un paio di porte).
Il sollievo è stato immenso: non siamo stati costretti a tagliare la lastra rimettendoci parecchio tempo e denaro, e per giunta abbiamo sentito quella bella senzazione di avere tutti questi semisconosciuti pronti ad aiutarci. Noi che abbiamo vissuto a lungo all'estero, lontano da tutti i nostri contatti più stretti, con le barriere linguistiche e culturali in mezzo, non siamo abituati a pensare di poter semplicemente chiedere aiuto, a volte.