Natale è passato, il nostro primo Natale insieme, il primo non passato con le famiglie di origine, il primo coi gatti, il primo da sposati, il primo (e l'ultimo) nella nostra strana mansarda che cade a pezzi. Non è stato un Natale natalizio, contrariamente alle intenzioni, abbiamo scoperto che quel che rende Natale natale è il fatto di essere bambini o di avere bambini, e in mancanza di entrambi i presupposti forse il fatto di non trascorrerlo nella stessa casa dei trenta e rotti precedenti ha spezzato l'ultima llusione.
Ad ogni modo è stato sereno, silenzioso, e caldo, senza la neve degli anni passati.
Il 24 a casa mia non si celebra, forse noi toscani siamo gli unici al mondo, chissà, mentre in Svezia è il giorno più importante. Danne voleva fare il porridge, un must della vigilia al quale ero pronta a sottomettermi, ma non abbiamo trovato gli ingredienti. Un po' sconsolati ci siamo adattati a non fare semplicemente niente. Niente messa, niente regali sotto l'albero (il nostro era un ipad comprato insieme e usato in anticipo perché era necessario durante l'ultimo viaggio di lavoro di Danne. Al mattino di Natale un amico, in partenza per le vacanze, ci ha portato un giocattolo laser per il piccolo di casa (Enzo, the Cat) e le chiavi del suo appartamento, così che possiamo passare a trovare ogni tanto il suo gatto solo e abbandonato.
LizaMinnelli, la gattina cieca e traballante che adoriamo oltre ogni umana immaginazione, è felice di averci a casa in queste vacanze, così possiamo difenderla dagli attacchi innamorati di Enzo, che non ha ancora capito che la piccola non ci vede.
Oggi è S.Silvestro, che è la nostra piccola tradizione. Lo festeggiamo sempre qui, ritrovandoci a metà strada dopo i natali passati a 3000 Km di distanza, uno a nord e l'altra a sud, ci cuciniamo una cena un po' lussuosa e beviamo sempre troppo vino. Quest'anno sarà dura, un po' perché domattina cominciamo il trasloco (qua vicino) e un po' perché di bere ancora proprio non ne abbiamo voglia...ieri sera con la scusa di dover svuotare un po' di bottiglie in vista del trasloco, abbiamo invitato un amico. Dopo un po' di vino e due gin&tonic ho perso la brocca completamente e ho solo vaghi ricordi di aver molto riso, anche col caffè in bocca, tanto da averlo sputacchiato in giro e di esser poi finita a passare un paio d'ore sul pavimento del bagno. Ciò implica che io sia scesa al piano di sotto senza rompermi l'osso del collo, anche se non ne conservo memoria, e senza aver salutato l'amico. Ho anche vomitato, quietamente, diligentemente dentro alla tazza, e pure di questo ho un ricordo vago e divertito. So, per esempio, che vomitando pensavo: io non ho mai vomitato per due cocktail! anzi non ho mai vomitato per una sbronza...deve essere il gin. Danne poi mi ha raccattato dal pavimento e dice che ho molto ripetuto queste due cose "I never puke!" e "Please don't buy Gin ever again"
Ma ora la bottiglia è vuota, il malditesta passato e solo gli schizzi di caffè sulla tovaglia testimoniano l'accaduto. Io invece sono mortificata, mi vergogno molto. Di solito ho una soglia alcolica molto elevata, è che sarò allergica al gin (ora basta la parola a darmi la nausea, comunque). Ma la vergogna è per non aver memoria. Ho dunque scoperto che odio perdere il controllo, le inibizioni sì ma il controllo delle mie gambe, della mia bocca...Danne dice che sono troppo severa, perché a parte ridere molto avevo comunque il controllo di quel che facevo (ne è prova che abbia sceso le scale e centrato la tazza!). Dice che sono "a happy drunk", e che considerato che sono normalmente una depressa cronica è pure una cosa piacevole.
Sulla mia depressione vedremo cosa ha da dire questo 2012 da fine del mondo (non è che è pure bisesto e funesto?no eh? già ho dato col 2008).