Nei tre giorni che mia madre è stata qui siamo riusciti a fare una serie di cose che ci sarebbero state altrimenti impossibili, cose faticose e noiose, e davvero poco intelligenti per una che ha un polso che fa sempre più male...ma ormai è così, si stilano delle priorità e guardacaso ai primi posti non finiscono mai cose piacevoli, o egoistiche, o almeno non dolorose. Dicono che questa sia la prova del nove della genitorialità. O forse del masochismo? può darsi le due cose coincidano. Del resto, basta uno sguardo al National Geographic e si vedrà che quasi nessuna specie animale se la spassa nel momento che mette al mondo una progenie.
Ora su, non chiamatemi i servizi sociali, che qui in Svezia è un attimo. Siamo molto felici della nostra scimmietta. Non lo scrivo perché sono una tipa ruvida, anche se non sembra, noi qui ci abbiamo la tenerezza brusca. Non ve le racconto nemmeno certe scenette epocali tipo la proposta di matrimonio o quando ho scoperto di essere incinta. Roba che difficilmente vedrete al cinema, ecco. E non è che lo facciamo apposta, infatti non ricaviamo un piacere perverso nel raccontare agli altri quanto poco siamo romantici, è che questo siamo, eppure là fuori c'è un mondo che vive di altri paradigmi e ce li applica addosso e quando vede che qualcosa non torna ci resta male. Noi no, siamo piuttosto tolleranti. Invece non avete idea di quante volte ho dovuto rispondere alla domanda "ma perché non porti l'anello?"
Ah, a tal proposito è un po' che avevo in mente di raccontare il mio ventesimo compleanno, quando con il mio allora Fidanzato andammo a Firenze, e attraversammo Ponte Vecchio come faccio sempre io, in mezzo, fendendo la folla, e una volta dall'altra parte lui mi chiese stupito come mai non avessi voluto guardar le vetrine delle oreficerie ed io delicatamente gli dissi che i gioielli mi fanno schifo e lui poveretto aveva in tasca il primo e ultimo pacchettino che mi avrebbe mai regalato. Bei momenti. Poi andò alla grande, e i successivi regali di compleanno furono cose tipo i pantaloni da ciclista o un sacco da boxe. Sua madre invece, suocera degna di questo nome, non se ne faceva una ragione (ci provò anche con qualche monile di famiglia) e sentenziò: ma quando ti sposi almeno la fede dovrai, ci si abituano gli uomini, perché non tu? E invece, toh.
Insomma siamo gente un po' così, ed è molto probabile che altri assieme a noi starebbero proprio male, o litigherebbero molto di più. E noi litighiamo eh, anche se al mio svedese neutrale viene il maldistomaco ogni volta che io sbrocco e questo mi ha decisamente motivato a contenere le mie reazioni da scuola dell'arte drammatica. Però non è un caso che la prima parola di italiano che ha imparato sia stronzo. Per inciso, lo sapete che Colin Firth ha una moglie italiana e che pure la sua parola italiana preferita è stronzo? tutto torna.
E ci si vuole bene uguale, pure così ruvidi e stronzi come siamo, e la piccola, oh, che vi devo dire, è un' adorabile vichinga con la personalità mediterranea, un mix di quelli esplosivi alla si salvi chi può, ma se riesco a non farmi smontare da lei un pezzo alla volta e a consegnarla all'età adulta, son quasi sicura che sarà un donnino notevole. Ecco, non sapete cosa darei per conoscerla già.