Pagine

sabato 21 gennaio 2012

Il trasloco non è ancora finito. Dopo quasi un mese in cui giornalmente, oltre a tutte le normali funzioni vitali, abbiamo smontato, trasportato e rimontato tutti i mobili di casa dentro una macchina sola, solo oggi abbiamo almeno finito di svuotare la vecchia casa. Resta da rendere abitabile la nuova, presentemente un campo di battaglia dove è pure scoppiata la doccia, e soprattutto da pulire la vecchia prima di riconsegnarla al proprietario. Oggi sono malata e così stanca che ho solo voglia di piangere. E pure la gatta sta male, dice che somatizza lo stress causatole dall'altro gatto un po' scemo e in piena tempesta ormonale, ed è il secondo fine settimana che passiamo le ore dal veterinario...il gatto suddetto invece è stato prenotato per una castrazione d'urgenza, ma abbiamo ancora 2 settimane dei suoi miagolii disperati alla ricerca di sesso. Poveretti i miei gatti, mi sembrano un concentrato dei moderni problemi della società umana...femmine stressate e maschi frustrati...e intando non si dorme.

mercoledì 4 gennaio 2012

sarà come l'arca di Noè, il cane il gatto io e te

Enzo the Cat è un gattone giovane, un po' galletto, molto agile e veloce anche senza essere particolarmente intelligente. L'istinto gli dice di non fidarsi degli umani, dubito che la sua diffidenza venga da traumi particolari: è nato nel giardino di un condomino da una delle pochissime gatte randagie della Germania, e subito è stato affidato alle volontarie insieme ai suoi sei fratellini. Da noi è arrivato che aveva a malapena due mesi. Era carino anche col suo manto da "gatto banalis", bianco con la schiena la coda e le orecchie di un curioso crema tigrato. Ha pure due macchiette asimmetrice, una alla sinistra del naso e una su un tallone (quest'ultima abbiamo provato pure a pulirla via, all'inizio). Quando ha paura si mette sotto il divano, ma dopo poco di solito salta in braccio anche agli sconosciuti. È un gatto che parla molto, a volte anche nel sonno, parla con se stesso allo specchio e risponde al suo nome con un buffo mormorio, prima di accorrere. Adora il suo topo di stoffa comprato all'ikea e se lo lanci in aria salta per acchiapparlo con voli mirabilanti e versi comici.
Sarebbe il gatto perfetto se non fosse che non ha capito che Liza, la gattina che avevamo da prima, è cieca e non cammina bene: le salta sempre addosso e siccome pesa già il doppio di lei abbiamo paura le faccia male. Secondo me si è messo in testa che non gli vogliamo bene quanto a lei, perché è incredibilmente geloso.
Stamattina Danne lo teneva in braccio sul pianerottolo mentre alla porta a vetri sulla corte interna si affacciava il cagnolone dei vicini. È un cane buonissimo che sono sicura non gli farebbe nulla, non ha nemmeno abbaiato, ma è bastata la sua vista per far sì che Enzo si facesse la pipì addosso. In tanti anni che ho gatti mai vista una cosa simile...e dire che dal veterinario in sala d'aspetto c'erano molti cani ma Enzo sembrava tranquillo! Danne è rientrato in casa col gatto in mano tipo sacchetto della spazzatura e la maglietta piena di schizzi dicendo (io avrei gridato, ma infatti lui è scandinavo): "he peed on me! the little fucker peed on me!" ed io credo di aver riso per almeno dieci minuti. Aveva anche uno sggraffio profondo sul polso.
Alla fine però abbiamo convenuto che nemmeno questo batte quando Liza, nella stessa situazione, cercò di fuggire arrampicandosi sulla mia testa e piantandomi un artiglio dritto in un orecchio. C'era talmente tanto sangue sui miei vestiti che pareva mi avessero accoltellato.
Temo che la cosiddetta cat-person (ed io modestamente lo nacqui) sia in realtà profondamente masochista.

martedì 3 gennaio 2012

our house, in the middle of our street

Il trasloco è cominciato, e infatti ho le ossa a pezzi.
Scatola su scatola, trasportiamo via dalla stramba mansarda i nostri pezzi. E ogni oggetto mi rimanda ad un tempo difficile e in fondo felice, giorni lontani anni ormai, i giorni in cui mi trasferii qui con una valigia con il sovrapprezzo Ryanair e poco altro.
Una cesta di vimini di Home Depot, un vaso preso per pochi euro da Tschibo. Lo scaffaletto di vetro che vendeva Lidl e che portai a casa in tram dopo una lezione di tedesco. Le tazze della colazione di quando ero bambina, portate qui perché sono una gialla e una blu, come i colori svedesi. I cuscini con le righe comprati al negozio di materassi accanto al mio vecchio studentato, assieme al mio ex, nell'ultimo scampolo della mia ex-vita.
Mi ricordo soprattutto di quei primi mesi, in cui ero disperata per essere disoccupata e per il terrore di aver potenzialmente distrutto la mia vita, eppure così felice di essere qui. E siccome ero sola tutto il giorno, a parte studiare tedesco passavo il tempo in giro per negozi di arredamento a quattro soldi, in cerca di qualcosa che potesse darmi la sensazione di star costruendo qualcosa qui. Nella stramba mansarda sopra la panetteria, con lo strambo svedese che aveva scombussolato la mia esistenza.
Mi ricordo che piangevo tanto, e ridevo tanto. Tutti i miei vestiti entravano ancora dentro la metà dell'unico minuscolo armadio di casa, quello di Danne, dopo che mi aveva fatto posto. Adesso ce ne sono altri tre, di armadi, per non contare le cassettierie e gli altri risultati dei nostri frequenti tour da ikea. Mi ricordo anche il primo, fatto un mesetto dopo il mio arrivo grazie a due amici muniti di auto (anche questa per noi è arrivata dopo). Mi ricordo l'impacciato imbarazzo del trovarsi a scegliere mobili e oggetti insieme a questo fidanzato convivente nuovo di zecca, che conoscevo da tanto poco.
Danne adora questo scomodo appartamento pieno di charme, con le stanze grandi e l'affitto al minimo, col soffitto a travi di legno sopra il quale scorazzavano ignoti roditori, con la scala scricchiolante, le finestre che guardano verso le stelle, persino il padrone di casa incommunicado e che parla solo Badisch. A me pure piaceva, piace, mi guardo intorno e rivedo l'inizio della nostra storia, e l'inizio della mia vita adulta, le mie cianfrusaglie da pochi spiccioli comprate con tanto entusiasmo.
Poi la scomodità e i disagi e l'antiestetica vecchiezza dopo qualche anno cominciano a pesare, si diventa più esigenti, si aggiungono i gatti e il fatto di non avere praticamente porte rende le cose complicate. Era tempo di cambiare, time to move on.