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domenica 26 ottobre 2014

Disfunzione della sinfisi pubica, questa è la mia ultima scoperta. Ne ignoravo l'esistenza ma pare essere una cosa comune in gravidanza. Per caso ha anche un nome colloquiale in italiano? quello comune svedese è tremendo: foglossning,  che significa letteralmente rilascio delle giunture. La causa è il rilascio dell'ormone relaxina che in preparazione al parto rilascia i muscoli del bacino. La conseguenza è un disallineamento che mette a dura prova i legamenti e provoca forti dolori ai fianchi. 
In pratica, devo evitare tutti i movimenti durante i quali gambe e fianchi non si muovano simmetricamente. Tipo fare le scale (io abito al terzo piano senza ascensore, evvabbè). 
Venerdì sono stata da una fisioterapista che mi ha dato una lista di esercizi appositi. Però una cosa è certa: devo fare sport seriamente. Quel che mi ha fermato fino ad ora è stata la mia tendenza ad aver mancamenti (l'ultimo proprio davanti alla reception della fisioterapista, per dire, e na vecchietta mi è passata avanti mentre mi accasciavo) e soprattutto questo errore: camminare, la mia attività preferita, è molto sconsigliato. Sfido io che ogni volta stavo peggio. La bici sarebbe perfetta, ma questa città in inverno non lo consente, il nuoto pure ma lì entrano in gioco le mie fobie. Dunque cross-trainer sia, e dio benedica il giorno in cui decisi di comprarlo e quello io cui decisi di traslocarlo fino in Svezia. Trenta minuti al giorno di attività cardio, minimo. E una fascia apposita che renda il tutto meno spiacevole. Ce la farò a tener fede? del resto per convicermi hanno usato "the ultimate motivational technique":  potresti avere un parto lunghissimo, bene essere allenate, cara la mia mozzarella. 

Ma basta col sentirsi un'invalida, basta piangersi addosso, giusto? dunque la sera esco per andare ad una festa organizzata dalla mia chiccosissima amica francese. La festa è bellissima, come tutte le sue feste, salvo che per me si tratta di astenermi dal profluvio di champagne e Chateauneuf du Pape, dall'immane buffet di formaggi francesi (non è dato sapere se ce ne fosse almeno uno fatto di latte pastorizzato, e nel dubbio non è dato mangiare) e dalla carne (buonissima mi dicono) praticamente al sangue, che sarebbe la versione francese del termine "ben cotta". A fine serata, la padrona di casa e due nostre amiche, brille allegre e spensierate, fanno progetti per sabato prossimo
- Oh devi assolutamente venire con noi! andiamo alla festa in maschera più cool della città!
-Er...ok....
. ci troviamo qui alle dieci per travestirci....ma tu come pensi di entrarci in un costume?
- Er...boh, adesso vediamo...magari mi vesto da zucca?
- No, ma scherzate? quella festa non è proprio luogo per lei! No, magari tu vieni un'altra sera, ok?
- Er.. ok, sì forse è meglio. Beh s'è fatta una certa, saluti e baci a tutti (detto mentre mi aggancio la giacca)
- oddio come ti sta piccola! ma non dovresti comprartene una più grande?
- Er...sì, in effetti ce l'ho, è che l'eskimo del 77 per la gran festa alla corte di Francia non mi sembrava il caso.

Sigh.




martedì 30 settembre 2014

you think that we connect, that the chemistry's correct


Era tempo di dire al mio amico J che c'è un bambino in arrivo. Comunichiamo solo via chat su facebook, in inglese. Avevo rimandato oltremodo perché sotto sotto mi aspettavo grane. La solita esagerata direte voi. J è un caro amico ma da quando è padre è uno scassacazzi di professione. E ammetto che i rapporti si sono un po' raffreddati da parte mia perché ha cominciato a rompermi un po' troppo. Tanto che esasperata tempo fa gli dissi che non mi interessava avere figli e che la piantasse - di colpo smise di mandarmi le foto del pupo.
È quello che mi scrisse che sua moglie era in attesa aggiungendo la frase "sei gelosa? allora mettiti all'opera". Quanto mi fece incavolare quella frase. Quanta insensibilità dietro quelle parole (che ne sa lui di cosa voglio? che ne sa che non ci abbia provato senza riuscire? che ne sa che io non sappia già che non posso averne? e perché dà per scontato che il mio sentimento sarà l'invidia? eccetera)

Stavolta temevo già che mi avrebbe fatto arrabbiare.
Non avevo idea di quanto.
Si comincia col dirmi che è molto felice che finalmente io mi sia decisa.
Mi sale subito la carogna, ma decido di soprassedere, sono sempre prevenuta io, subito irritabile, e poi magari è per via della lingua...
Mi chiede come sono stati i primi tre mesi e gli dico: una favola in confronto ad ora.
Errore madornale. Parte il sermone esplicativo, una mitragliata di informazioni abbastanza basilari, una lista di consigli abbastanza scontati, ha una voglia matta di educarmi, di spiegarmi le cose, di investirmi del suo immenso sapere. Vuole raccontarmi la "sua" gravidanza mese per mese, eco per eco. I messaggi si susseguono senza sosta, lunghissimi e serrati, non posso infilarmi tra uno e l'altro.
Quando finalmente sembra che abbia finito, cerco di rassicurarlo dicendo che persino col solo aiuto del personale medico specializzato avevo già ricevuto tutti quei consigli ma complice il fatto che non c'entrano un accidente con il mio problema di adesso non mi hanno lo stesso aiutato ad evitarmi sto periodo di merda. Dunque parte la lista di acquisti che devo assolutamente fare, lui può aiutarmi, è uno che ha preparato tutto ai minimi dettagli, ha persino misurato il bagagliaio dell'auto prima di comprare il passeggino (no, vabbè, chi ci avrebbe mai pensato?), sa tutto, mi manda link, mi parla della amazon wishlist, mi fa venire le palpitazioni per l'ansia. Conosco un certo numero di mamme e nessuna, nemmeno mia suocera o mia cognata, mi aveva mai sottoposta ad un simile trattamento.
Per fermarlo, stordita e irritata, gli dico: quasi quasi sulla wishlist ci dovrei mettere solo "bambino già pronto, nato, svezzato, spannolinato e già bilingue" e mi eviterei questo periodo fisicamente difficile e pure la mole di ansie di cui mi stai dando un assaggio.
Era una battuta, diosanto. Qualunque cosa pur di fermare quel fiume in piena.
Secondo errore madornale.
Lui ovviamente mi prende alla lettera e si lancia in una discussione sul tema nessun figlio adottivo sarà mai come un figlio vero. I primi 4 mesi ti cambiano come persona. 
Sì ok, gli dico io irritata (perché su questo argomento mi irrito e la prendo sul personale comunque), ma anche i primi 4 mesi dopo che hai adottato non è che siano acqua fresca, è il senso di responsabilità che ti cambia, e quello c'è comunque, mica pensi "ah vabbè ma tanto è adottato, fa niente se si ammala o si fa male".
Ma lui è inarrestabile. E sgancia la madre di tutte le cazzate.
No, è perché serve di partorirlo, perché sia figlio tuo. 
Io indugio con la faccia a urlo muto di Munch prima di mettere insieme una risposta, ma lui mi precede.
E non vale nemmeno il cesareo (che per "fortuna" dove ha partorito sua moglie, in Germania, non era contemplato che come extrema ratio).
È solo col dolore e col sacrificio che si diventa genitori. Mi spiace per mia moglie, e per te, ma è necessario. 

Ovviamente mi è partita la brocca.
Menomale che era una discussione via chat perché se lo avessi avuto di fronte, oltretutto digiuna com'ero, lo avrei fatto a striscette.
E uno gli vuol dire, vabbè ma allora tu scusa mica hai partorito, vorrai mica chiamarti genitore.
Eh no, è qui il bello. Perché lui era nella stanza con la moglie in travaglio, e dunque il cambiamento profondo che ha bisogno del dolore fisico lo ha fatto più lui di quelle "comodone" che si prenotano il cesareo.

Ma porca paletta, ora sì che è guerra.
Mille volte meglio se fosse stato uno di quegli uomini anni 50, che stavano in corridoio a fumare i sigari.
Mille volte meglio che fosse banalmente e apertamente un maschilista di merda.
Mille volte meglio di un invasato che pensa che siccome ha vissuto 9 mesi con una moglie incinta ed è stato spettatore di un parto, allora può andare in giro a predicare a tutte le donne di riprodursi e di partorire con dolore, se no non vale.

Perché capite lui è un padre modello, un marito moderno, uno dei "buoni", l'esempio di come le nuove generazioni dovrebbero essere: pronti a dividersi i compiti, a considerarsi sotto gli stessi parametri.
E se ne esce con questa roba. 
Stiamo messi bene!

Non cito che un 10% delle stupidaggini che è riuscito a inanellare.
Ho smesso di rispondere.
Ho chiuso facebook, che non tengo sul telefono apposta, e ho pensato: ecco perché rimandavo di dirglielo.
E non solo lui, anche altri due "padri modello" di cui sono amica, carini, premurosi, super dediti ai figli.
Uno mi disse "a mia moglie quando era incinta la facevo mangiare solo roba biologica".
Tutti invasati. Tutti con quest'ansia di convertire le donne alla maternità, tutti con la sensibilità di un panzer nazista ma la ferrea convinzione che loro sono i buoni, gli uomini ideali che tutte noi vorremmo.
Povere le loro mogli, ma seriamente eh.