Sono grata alla mia famiglia per avermi, se non compresa, almeno sopportata e per aver fatto quel che chiedevo loro. Sono grata pure del loro precoce rincoglionimento nei paraggi della pupa, uno spasso.
Sono grata ai miei amici per aver dimostrato tanto affetto a me e a Kiki. Quando torno a casa ho sempre un po' di ansia all'idea di non poter organizzare rimpatriate sufficientemente bene. Ci sono talvolta degli ostacoli dovuti al fatto che in Italia io non mi sento tanto indipendente - non ho un'auto mia per esempio, né una casa mia. Inoltre ci sono ostacoli che metto io, perché ammettiamolo io sono una pippa col multitasking e sono anche fondamentalmente una couch-potato, per cui una volta che ho raggiunto la posizione orizzontale vacanziera faccio una fatica immensa a mettermi in moto tipo trottola pianificando uscite mondane pranzo, merenda e cena. Un tempo lo facevo eh, ma ormai torno sempre per così poco tempo che non ce la faccio più. Inoltre a questo giro c'era la variabile Kiki, che aggiungeva nuovi ostacoli alla mobilità, cui si aggiunga il suddetto clima equatoriale. Dunque ero molto pessimista e ad alcune persone non avevo detto che sarei rientrata. Questo aggiungeva naturalmente dei sensi di colpa (e quando mai).
Per questo sono stata grata pure allo sceneggiatore, perché nell'unica uscita di 5 minuti a piedi fatta da me e Danne, a tarda sera, per prendere un gelato, una delle mie amiche storiche del Paesello, LaSu, ci ha visto per strada passando in macchina. Ha quasi sbandato. Possibile che fosse proprio Arya che vive in Svezia?? si è chiesta. Beh, bianchi erano di sicuro, si risposta, e quello accanto a lei aveva proprio l'aria del vichingo... È seguito messaggio incredulo via WhatsApp. Al quale ho risposto col capo coperto di cenere, dicendole sostanzialmente di passare quando voleva o poteva, in quella manciata di ore che ancora mancavano alla mia partenza. Ed ecco che giusto il sabato prima del mio volo sono venute a conoscere Kiki le due amiche più antiche. L'Ale si è ovviamente messa a piangere, LaSu mi ha fatto molto ridere, e nessuna pareva essersi offesa. È stato molto bello ed io ne sono molto grata.
Gli Amici dell'Uni, gruppo che da sempre include la cara Connie, sono venuti a cena da me, in formazione un po' ridotta va detto, sopportando eroicamente mille disagi. E anche questo è stato molto bello. Era la prima volta che potevo incontrare il bambino adottato da due di loro, giunto in patria proprio in contemporanea all'arrivo di Kiki dopo anni e anni di sfibrante attesa. Anche di questo mi sono sentita molto grata, per loro, per lui e pure per Kiki, che ha ricevuto un bellissimo libro personalizzato che immagino tra qualche tempo adorerà.
E infine, sono davvero grata allo sceneggiatore per aver reso possibile l'incontro con Connie e la 'povna. Cosa non facile dato che si tratta pur sempre di periodo di vacanze e di viaggi, e invece tra un viaggio e degli ospiti in arrivo è stato possibile infilare una fantastica serata nella PiccolaCittà. Si parte con un aperitivo che era come un abbraccio, con quei cubetti di cocomero e melone che strizzavano l'occhio alle mie malinconie, uno scambio di libri inatteso e accorto - perché si sa che i bagagli di una mamma sherpa sono un problema, e il libro non a caso era un gioiellino anche nel senso delle dimensioni - e poi una camminata verso il centro di quella città che tanto ha visto della mia vita. Passare una sera così seduta all'aperto, con tutto quel brusio di gente e di vita intorno, un ottimo mojito, un ottimo street-food, tanti sorrisi e la straniante sensazione del sentir parlare italiano ovunque intorno a me è stato fantastico. Perché era tutto così famigliare - i luoghi, i suoni, i sapori - eppure anche così esotico, perché è proprio il tipo di vita che a Nord non si fa tanto, per ovvi motivi. Che è poi la stessa cosa che si potrebbe dire di certi incontri: ci si vede per la prima volta ma si sa già quasi tutto, in pratica ci si conosce, ed è più un rivedersi che un incontrarsi. E come posso non essere grata alla lunga serie di coincidenze, casualità, avvenimenti, link virtuali e fisici, che mi ha portato nel giro di un anno a questa serata?
E adesso vorrei anche scrivere del viaggio massacrante che ho fatto domenica - viaggio che vi giuro era quasi riuscito a spazzar via questo stato di grazia trasformandomi in una belva sudata e inferocita. Abbiamo però ritrovato le temperature a noi congeniali, la casa, i gatti e dopo due giorni persino il bagaglio che ovviamente si erano persi, miracolosamente intatto! Dunque sorvoliamo, dimentichiamo, e torniamo a guardarci indietro con il cuore pieno solo di questa parola: grazie.
