E vorrei scriverne, davvero. Così come avevo bisogno di rovesciare tutto quanto su Danne, appena scesa dall'aereo, mentre guidava verso la città, tutto, la rabbia e le lacrime e le parole che dette fuori da quella macchina mi avrebbero fatto troppa paura, che dette anche solo un'ora dopo mi sarebbero apparse impossibili. E invece andavano tirate fuori almeno una volta, perché non mi venisse poi voglia di pensare che il ricordo di questa settimana fosse solo uno scherzo della memoria. Così da non ritrovarmi tra mesi, al ritorno, di nuovo sconvolta e sofferente, a fare i conti con questi due cocci della mia vita che non c'è più verso di rincollare, la mia vita di prima e la vita di dopo, di ora. Ma si vede che si è chiusa quella finestra di consapevolezza e disperazione. Perché la vita va avanti e questa è casa.
martedì 26 agosto 2014
I recommend sticking your foot in your mouth at any time
La settimana che ho passato in italia è stata dura sotto molti aspetti. Cose che vorrei dire e non riesco. Immagino che in tutto ci fosse soprattutto la sensazione che quella fosse, presumibilmente, la mia ultima visita da sola, in un certo senso l'ultima volta di me solo figlia. Non che non me lo aspettassi. Ma è stata comunque dura. C'è stata parecchia rabbia, fatica e pure molto piangere. Ed è andata. E sento che è fuori dalle mie mani, fuori dal mio potere, quel che accadrà, se e come sarà possibile trovare un nuovo equilibrio che non ci mandi tutti quanti al manicomio. Posso solo sperare.
E vorrei scriverne, davvero. Così come avevo bisogno di rovesciare tutto quanto su Danne, appena scesa dall'aereo, mentre guidava verso la città, tutto, la rabbia e le lacrime e le parole che dette fuori da quella macchina mi avrebbero fatto troppa paura, che dette anche solo un'ora dopo mi sarebbero apparse impossibili. E invece andavano tirate fuori almeno una volta, perché non mi venisse poi voglia di pensare che il ricordo di questa settimana fosse solo uno scherzo della memoria. Così da non ritrovarmi tra mesi, al ritorno, di nuovo sconvolta e sofferente, a fare i conti con questi due cocci della mia vita che non c'è più verso di rincollare, la mia vita di prima e la vita di dopo, di ora. Ma si vede che si è chiusa quella finestra di consapevolezza e disperazione. Perché la vita va avanti e questa è casa.
E vorrei scriverne, davvero. Così come avevo bisogno di rovesciare tutto quanto su Danne, appena scesa dall'aereo, mentre guidava verso la città, tutto, la rabbia e le lacrime e le parole che dette fuori da quella macchina mi avrebbero fatto troppa paura, che dette anche solo un'ora dopo mi sarebbero apparse impossibili. E invece andavano tirate fuori almeno una volta, perché non mi venisse poi voglia di pensare che il ricordo di questa settimana fosse solo uno scherzo della memoria. Così da non ritrovarmi tra mesi, al ritorno, di nuovo sconvolta e sofferente, a fare i conti con questi due cocci della mia vita che non c'è più verso di rincollare, la mia vita di prima e la vita di dopo, di ora. Ma si vede che si è chiusa quella finestra di consapevolezza e disperazione. Perché la vita va avanti e questa è casa.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Penso di non capire a fondo e mi dispiace. Però ti abbraccio forte lo stesso! !!!!!
RispondiEliminaPure un bacino
Grazie! ho scritto in modo troppo criptico e me ne rendo conto. Avevo scritto un post fiume ma sentivo il rischio di essere comunque fraintesa. È la prova che questo argomento mi si incastra dentro da qualche parte. Forse piano piano riesco a sciogliere i nodi, vediamo.
Eliminaecco che dove il post si fa intimo la mia attenzione si desta e il mio cuore si connette. Mi auguro che sia qualcosa che ha a che vedere con l'empatia più che con voyeurismo emotivo :-) In ogni caso la sensazione è di vicinanza e ti mando un abbraccio lungo. Meg
RispondiEliminaE parlando di cocci mi viene in mente la metafora del vaso giapponese
"Il dolore è prezioso come l’oro. Il dolore fa male, ma ci aiuta a vivere. Le cose rotte, se rammendate con l’oro, diventano più preziose. Il kintsugi è un’antica arte giapponese. Quando un oggetto importante si rompe, gli abili artigiani del Sol Levante provvedono a ripararlo con l’oro. Una crepa riempita del nobile metallo rende il vaso caduto a terra ancora più bello e vissuto".
bellissima metafora Meg! grazie di cuore. È proprio quello che spero. Stavolta ho affrontato il conflitto, in un certo senso c'è stato un vero crack invece di una crepa...e spero sia la chance di ricostruire qualcosa di più solido e più bello. Grazie!
EliminaI bambini possono rompere equilibri consolidati, ma credimi che possono anche portare equilibrio e conciliazione dove prima non c'è n'erano affatto.
RispondiEliminaIntanto ti auguro serenità...
Grazie davvero. Hai ragione, è proprio quello che spero che avvenga. Del resto i bambini portano anche speranza nel futuro.
EliminaArya ma io c'ero anche per quello non solo per i casini miei eh... :)
RispondiEliminaoh ma tu c'eri eccome, e mi ha fatto bene :-*
Elimina