All'ambulatorio avevano preparato una stanza in penombra, con le candele accese, la musica pling plong e i tappeti in cerchio, ognuno col nome del bambino sopra. Mi pareva di esser tornata al corso di yoga che feci temporibus, in pieno burn-out, nel paesello tristo della campagna tedesca assieme ad un branco di casalinghe. Non capivo quasi niente e sospetto facessi loro un po' pena, eppure non ci fossero state la mia vita sarebbe stata molto peggio.
L'atmosfera era quella anche perché il massaggio infantile come pratica attinge molto dallo yoga oltre che dalla riflessologia e dal massaggio svedese. Pare possa aiutare con le coliche gassose, e dicono abbia una serie di altri benefici. Presto per dirlo, al momento mi pare soprattutto un modo per coccolarsi un po' e cercare di rilassarsi un tantino. Cosa di cui le mamme mi pare abbiano bisogno in generale proprio.
Solo che figurati se non trasformiamo pure il massaggio rilassante come scusa per stressarci pure di più. E infatti l'istruttrice pare essere consapevole del circolo vizioso (sono socio, so-cio*) per cui si va lì nella stanza ovattata in preda all'ansia che il pargolo si mostri in tutto il suo capriccioso splendore con urli e strepiti mostrando al mondo la vasta portata della vostra madredemmerditudine - al che vi diranno che è perché sente che voi siete tese. Ad libitum.. In questo caso, ci ha detto subito l'istruttrice, tanto vale lasciar perdere il massaggio, venite e bevetevi un caffà con noi, piuttosto.
Mi è parso un ottimo inizio - io temevo tantissimo il ritorno della scimmietta urlatrice, perlappunto, e ci avrei scommesso quello che volevate che sarebbe stata una tragedia. Inoltre, la pupa aveva visto bene di tenermi sveglia tutta la notte, e dunque c'era un rischio serio che nella stanza buia e con la musica pling plong sarei crollata addormentata tempo zero.
E invece. Beh, eravamo in cinque, di cui una con due gemelli, e nel giro di qualche minuto piangevano tutti a pieni polmoni. Tranne Kiki che li guardava perplessa con la faccia da "ma chi sono questi selvaggi?". Come al solito, fuori casa lei fa la piccola lady e nessuno immagina la devastazione di cui è capace in privato. Tipo il bambino di fuoco degli Incredibles. Anche se è molto migliorata da quando siamo passati al latte speciale. Sembra latte ma non è, serve a darti l'allegria!
Inoltre, mentre Kiki si addormentava mostrando zero interesse per il massaggio (anzi se la pianti di pastrugnarmi dormirei anche meglio, pareva dirmi) tutto intorno a lei partiva un coro di scoregge che hai voglia le candele e l'atmosfera e l'ayurveda. Ecco un'altra cosa cui il latte speciale ha posto fine. Fiù.
Infine l'immancabile Fika: tutte intorno al tavolo coi bambini in braccio, a mangiare kanelbullar e bere caffè (ma che ve lo dico a fare), tranne una: io. Kiki in braccio a me non ci vuol mai stare e anche a casa dopo due secondi si divincola come un anguilla (ma è sicura che sia sua figlia? ehm) e insomma mi ha fatto capire che avrebbe preferito essere lasciata in pace nel trasportino. Ero l'unica che beveva e mangiava con due mani, e bon, ce ne siamo fatte una ragione. Quella con due gemelli era molto zen (o forse è solo scandinava) ed io l'ho davvero ammirata, accidenti che tempra che ci vuole. Respect.
Ci hanno dato anche tutto il materiale per continuare a casa. Olio ecologico rigorosamente non-profumato (ma c'è anche in italia questa fobia per i profumi?) e due pagine plastificate con le istruzioni. Oh, io ci ho provato eh, ma Kiki per ora proprio non mi si fila di pezza. Però sono rilassata. Ma per davvero eh!
Ci hanno dato anche tutto il materiale per continuare a casa. Olio ecologico rigorosamente non-profumato (ma c'è anche in italia questa fobia per i profumi?) e due pagine plastificate con le istruzioni. Oh, io ci ho provato eh, ma Kiki per ora proprio non mi si fila di pezza. Però sono rilassata. Ma per davvero eh!
*Elio e le Storie Tese