Ogni volta che avevo i soldi per comprarne uno nuovo passavo ore ed ore in libreria per sceglierlo, e la scelta era sempre un'agonia. Poi lo leggevo tipo in due giorni, volando tra le righe, come fosse un sacchetto di dolci - io pure coi dolci non avevo misura. Ero una binge-reader, già allora. Poi, quando il libro era finito mi spiaceva tantissimo. E allora lo rileggevo. Quei libri li sapevo a memoria alla fine. E per anni ho avuto questa abitudine: ogni sera prima di andare a letto. quando non avevo un libro iniziato, ne sceglievo uno dalla mia mensola, lo aprivo ad una pagina a caso e ripartivo a leggere da lì.
Ovviamente non mi servivano tanti soldi per leggere, con una casa piena di libri, ed ho letto tantissimi classici che trovavo in giro. Inoltre feci allora la mia prima tessera della biblioteca. La biblioteca dei Ragazzi del mio paese era una stanzuccia piantonata da un obiettore di coscienza che aveva l'aria di annoiarsi a morte, ma meglio di niente.
La Pitzorno è stata in assoluto la voce narrante della mia pre-adolescenza. Avendola scoperta tardi, lessi allora persino i suoi libri pensati per i più piccoli. Mi è tornato in mente questo ricordo vivissimo: un sabato d'inverno della mia prima media ero riuscita a procurarmi La bambina col falcone. Pioveva ed era uno dei primi giorni di freddo ed io pensai tornando a casa da scuola: che bello, oggi mi metto in poltrona e lo leggo! (Mi ricordo persino che maglione avevo, accoccolata nella poltrona).
Li ho amati tutti i suoi libri, ma Speciale Violante fu qualcosa di diverso: mi fece cominciare a scrivere. Avrei dato chissà cosa per essere una delle protagoniste, entrare proprio dentro al libro. Purtroppo la mia vita si ostinava a svolgersi pigramente nel mio minuscolo e noiosissimo paesello, e dunque l'unico modo per averne un'altra era scriverla. Di recente mi sono accorta che ho smesso di scrivere racconti quando me ne sono andata di casa e mi son trasferita in Germania. Non avevo più bisogno di inventarmi niente.
Di leggere invece non ho smesso - ho smesso solo di allineare i libri. Ho sempre questo bisogno di tenermi leggera e sa il cielo che gran rogna sia traslocare casse e casse di libri. I libri che avevo accumulato in Germania li ho regalati quasi tutti, ricordandomi quel che mi disse un amico all'università: i libri devono girare! Lui era di quelli che li lasciava sulle panchine. In un hotel in Spagna c'era uno scaffale da cui i turisti potevano attingere lasciando a fine vacanza i libri che non volevano portarsi dietro: lessi tantissimo in quella vacanza! Trasferendomi ho poi riscoperto il piacere della biblioteca (in Germania mi era pressoché preclusa per ragioni linguistiche). Per tutto il resto c'è il kindle: un clic e in due secondi qualsiasi libro che voglio, nella lingua che voglio, è con me, nello spazio di pochi cm e pochi grammi. Il mio scaffale è virtuale ed è sempre con me.
Oggi è stato il grande giorno di #ioleggoperché. Peccato non essere in Italia e poter partecipare un po' di più. Ad ogni modo, sono stata al mio bookclub ieri e oggi in biblioteca con Kiki. Intorno a me erano davvero in tanti a leggere: bambini, teenagers, pensionati, genitori in congedo (le ore son quelle del lavoro). Fuori c'era pure un bel sole e tutta quella gente che sfogliava libri e se li portava sulla terrazza assieme ad una tazza di caffè mi è sembrata una cosa stupenda. C'è speranza per il mondo, Kiki! Le ho detto, sulla via di casa.
Che bel post, amica di penna (perché siamo amiche di penna, vero?). Mi ha portato il sorriso in una giornata che non è stata delle più felici.
RispondiEliminache piacere mi fai, amica di penna!
EliminaCiao,
RispondiEliminaquesto post è meraviglioso e mi ha regalato tante emozioni. Ha disseppelito ricordi che pensavo persi e mi è venuto il batticuore :-)
Anche io ho adorato Bianca Pitzorno, i suoi libri per Gaia Junior mi hanno aperto un mondo fantastico e fatto volare in alto, lontano.
Rileggero' Speciale Violante!!
Ho anche io delle immagini tatuate nella mente della mia prima lettura: avevo poco piu' di sei anni, avevo imparato a leggere da sola prima delle elementari, cosa che aveva reso mio padre, maestro di italiano, l'uomo piu' fiero del mondo.
In casa girava un librone grosso e pesante, stampato nei primi del '900, foderato con della carta altrettanto vecchia, che mio padre aveva recuperato chissà dove. Era il libro Cuore (sigh..), e io l'ho amato fin dal primo istante.
Mi sdraiavo per terra, lo aprivo a caso, e ne leggevo un capitolo a volta.
E' stato l'inizio di una lunga storia d'amore.
:-)
franz
che emozione, sai che sei la prima persona che incontro che condivide questa cosa per speciale violante? son sicura che ce ne sono tante in giro ma il fatto è che appunto a suo tempo leggere era una cosa solitaria e non c'erano i blog coi quali raggiungere persone affini a km e km di distanza...Complimenti per aver imparato a leggere da sola! Bellissima l'immagine del tuo orgoglioso papà :-)
EliminaBianca Pitzorno e Speciale Violante per me invece sono le letture nel giardino di casa, d'estate, quando andavo alla biblioteca del paesello a fare scorte per non annoiarmi durante le vacanze. Dovevo leggere! Credo di aver letto tutta la collana Gaia Junior, altro must che mi ispirò molto e dopo il quale mi misi a scrivere piccoli report in stile poliziesco fu "Professione? Spia!", te lo ricordi?
RispondiEliminaComunque la storia di Speciale Violante rimane la migliore perché chissà tutte un po' sognavamo che dei personaggi interessanti facessero irruzione nel nostro paesello a rompere la routine delle vacanze...e poi c'era il seguito, Principessa Laurentina! :)
che bello, un'altra adepta! Ah, come dimenticare Principessa Laurentina? E dopo Professione? Spia! cominciai a portarmi appresso un taccuino! Un altro libro che mi segnò molto era Camilla e i suoi amici - che parlava di omosessualità e nel mio mondo era ancora piuttosto un tabù. Gasp, fermatemi, potrei sproloquiare per ore.
EliminaChe belle cose raccontate! No, nella mia infanzia non ci sono molti libri. Il primo fu Piccole Donne, credo verso I 10 anni, un regalo di una lontana parente, insegnante. Lei mi sembrava venire da un altro pianeta perché regalava libri. Mi sono rifatta nel tempo. E sì, so cosa vuol dire fare trasloco ( 4 ) portandosi dietro casse di libri, che aumentano ad ogni trasloco. Tanto che nell'ultimo mi sono sentita chiedere : Ma avete anche del mobilio? Sembrava che avessimo solo casse. . . .
RispondiEliminaahahah anche noi quasi solo casse! tanto il 50% dei mobili è ikea e finisce che li cediamo e ricompriamo all'arrivo...ad un certo punto ho messo un limite ai libri anche perché non contemplo di poter fare come i miei e comprare una casa ogni volta che finisco le mensole...
EliminaAnche io ero una mangiatrice di libri, poi non so cos'è successo. In parte quella fobia dei volumi, del fare fagotto, dei traslochi inter e intra continentali. IN parte altro che non so e che va invertito perchè lettura è salvezza. Resisto al kindle, non so bene per quale ragione. Nonostante la fobia volumis, ho bisogno di toccare la carta. MI resta una rete di biblioteche invidiabile. I francesi sono incredibili e le risorse sono obiettivamente fantastiche. Quel che mi frega è che continuo a portarmi a casa saggi e libri tecnici, diciamo, invece di un po' di buona e salutare letteratura. Ad un certo punto ingranerò. E' il terzo proposito dell'anno 2015.
RispondiEliminaPortare i bambini in biblioteca è una cosa meravigliosa! E vederli amare i libri non si hanno parole per dire cos'è!
Se non me lo avessero regalato forse non lo avrei comprato, il kindle. Mi piace che non sia retroilluminato proprio perché visivamente lo schermo replica la carta. Mi ha conquistato totalmente. Quanto al fatto di trovarsi a leggere soprattutto letteratura tecnica capisco bene...e sai, ad un certo punto mi sono accorta che avevo ancora più bisogno di leggere altro, per compensare!
EliminaUna citazione bellissima, da un'autrice formidabile. E bellissima questa immagine della casa che riporta attenzione sullo sguardo. La storia di come leggevi, e delle riletture fatte così, assomiglia molto alla mia (anche se con altri autori). Ne riconosco le pieghe. Grazie mille per la tua partecipazione, carissima.
RispondiEliminaGrazie a te, e perdonami per la mia partecipazione così frammentata. Sarebbe stato davvero bello anche poter aderire alle tue iniziative sul territorio!
EliminaNon conoscevo l'autrice né la citazione, che è di quelle da pensarci su. Grazie ^__^
RispondiEliminaGrazie a te! Io devo ammettere che l'ho conosciuta solo dopo che le avevano conferito il nobel, quindi da molto poco!
Elimina