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venerdì 27 novembre 2015

always look on the bright side of life

Ero partita per raccontare le ultime vicissitudini del mio povero polso, del mio quotidiano piangere in al cospetto di qualche medico, ma soprassiedo. Ho deciso di raccontare invece le ragioni per le quali, pur con una mano sola e una figlia quantomeno impegnativa (per tacer della mia labile psiche), io sia in realtà molto molto fortunata. Pollyanna mode ON

- Mia figlia è sopra la curva.

Non chiedetemi dei percentili che non ne ho idea, ma mia figlia veste come una bambina francese di due anni, stando alle taglie dei vestiti che mi regalano. Inoltre brucia un sacco di tappe. Per esempio ha più denti di un piranha (e la fame di un cucciolo di alano) ed è molto forte muscolarmente. Ultimamente anche come espressione mi ricorda molto Bracciodiferro - sapete, con il labbro inferiore sopra al superiore e la faccia molto concentrata mentre si accinge a smontare, spingere, aprire, distruggere qualcosa. Tutti pensano che il problema per il mio polso sia il suo peso e mi dicono: cerca di non portarla in braccio! Anime ingenue, e chi la prende in braccio questa? non è fisicamente possibile, si dimena senza sosta, combatte strenuamente ogni azione che il mondo cerca di imporle. Eravamo insieme al bookclub dove un manipolo di benintenzionate ziette si è dedicato alacremente ad una sessione di "pass the baby". Alla fine me l'hanno restituita esauste (loro, lei più sveglia che mai) chiedendomi: ma come cavolo fai? non si tiene! Quindi no, non la prendo in braccio, il mio polso fa malissimo già se le metto i calzini, per dire. O se li metto a me stessa, se per questo. E niente, si sta senza calzini.

- Mia figlia mi mangia.

Johanna Westman
"Cibo per bambini, dalle pappe a mangiar da soli"
Non che a qualcuno fosse venuto il dubbio, data la stazza. Però si sa che un bimbo che non ti mangia è una preoccupazione. L'appetito inesauribile di Kiki è tale da riempire di gioia e meraviglia il parentado. Quanto sei brava Kiki!  esclamano estasiate suocera e cognata mentre la vedono masticare allegramente qualunque cosa le venga proposto. Anche un dito, per esempio. Mia suocera mi ha regalato pure un libro di ricette per bambini, tale era l'entusiasmo per avere finalmente a che fare con una nipote che mangia. Questo perché la Cuginetta di  Kiki è drammaticamente inappetente e causa di mille preoccupazioni, nonostante, si noti, abbia tre anni e mezzo sia alta un metro e dieci. Figurati se mangiava, penso io.

- E infine: mia figlia si addormenta da sola.

Ebbene sì. Questa la nostra invidiabile routine serale. Dopo la cena e il lavaggio dei denti, che lei adora, segue seduta di wrestling a quattro mani (sperando Danne sia rientrato prima delle sette, se no in solitaria) per cambiarla, lavarla sommariamente (sommariamente is the new black) e infilarla nel sacco per la nanna. Questa ultima operazione in particolare vale come un'ora di fit-boxe, è come se le stessimo mettendo la camicia di forza, lei urla e si dimena e io sudo e grugnisco. A questo punto, ciuccio in bocca, la adagiamo nel suo lettino, accendiamo la musichetta, spengnamo la luce e al grido (bisbigliato) di Move!Move!Move! come le teste di cuoio in azione, usciamo il più velocemente possibile dalla stanza.

Segue silenzio immediato e totale per 11 ore.

Pollyanna mode OFF- Tranquilli, so bene che tutto questo cambierà e mi ritroverò presto con una insonne nemica dei broccoli. Per allora, chissà, magari il mio polso sarà guarito?

martedì 3 febbraio 2015

Mixed signals


Mormon preacher: in the afterlife you will be reunited with your family 
and will spend eternity with them!

Stephen Fry: but what if you've been good?


Se c'è un argomento sul quale le differenze culturali cui sono esposta si fanno sentire di più, c'è il modo di concepire i rapporti famigliari. Di seguito solo alcuni esempi.

AmicaGreca: quando il bambino nascerà, tua madre starà con voi minimo un mese, no?  (come no)

CognataTedesca: i miei sono venuti su a conoscere mia figlia quando aveva due mesi, prima temevano di disturbare (ahahaahah).

Fratello: ma tutti i miei amici all'estero fanno venire le famiglie qualche giorno prima della data presunta del parto, e restano minimo un paio di settimane! (ah beh se lo fanno tutti i tuoi amici)

Mamma: ma io non voglio certo aspettare Marzo, io conto di venir su a Febbraio. (contaci)

Mamma2: ok, aspettiamo dopo che è nato a prenotare, ma poi pensavo che verrò tipo una settimana ogni mese...(e poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata...)

Suocera, via email, a mio marito: se hai un minuto chiama, io non oso perché ho paura di trovarvi in un momentaccio, manca solo una settimana, potrebbe nascere da un momento all'altro...

Io (basita) a mio marito: Ma non pensa che se il momento si avvicina le manderesti un messaggio per avvertirla?

Danne:  No, mi ha solo chiesto se per favore non aspettiamo troppi giorni a dirle che è nato...

venerdì 23 gennaio 2015

one two three four can I have a little more?

Dicono: ci avrai la nesting syndrome e starai lì a pulir casa nei minimi dettagli, a preparare il nido, a decorare la nursery con le paperelle, a canticchiare "lalalù lalalù" seduta su una sedia a dondolo con le mani incrociate placidamente sulla pancia...Maddeché, come si dice. Qui si è irrimediabilmente cialtroni.

E anche se qualche tentativo di metter le cose in sesto lo facciamo, e Danne prende due settimane di ferie dopo natale apposta per finire il capitolo "restauro appartamento" proprio per il rotto della cuffia, ecco che qualche imprevisto ci risprofonda nel caos. Nel caso specifico: la lavatrice che tira le cuoia proprio il giorno in cui Danne rientra al lavoro. Pavimenti allagati, puzza di cane bagnato, montagna di panni da lavare, vari elettrodomestici in giro per casa in attesa delle loro finali collocazioni e la lettiera dei gatti temporaneamente in soggiorno causa rinnovo locali. Bei momenti.

Ecco, lì la flemma della cialtrona "take it easy" vacilla e l'istinto della foresta da qualche parte cerca di emergere e farsi sentire. "Così non va!" ho sbottato infine. "Cavolo, non solo la cameretta è una discarica e non ci si entra senza sbucciarsi un malleolo (snoccolarsi, avrebbe detto mia nonna, che di queste cose era un' habitué), adesso questo! Non saremo mai pronti! E posso partorire da un momento all'altro!" Insomma, già di mio ho l'umore di un velociraptor, poi gli ormoni o il nesting o quel che è, son stati giorni duri. Tutto finito grazie al cielo, ai cognati pronti all'uso, a internet dove si possono comprare lavatrici pronta consegna con pochi semplici click e pure farsi portar via la vecchia.

A riprova che facciamo grandi passi avanti, ho persino preparato la celebre borsa. Quella circa la quale le ostetriche di qua dicono "beh alla fine l'unica cosa indispensabile è la carta di identità, tutto il resto se volete lo trovate qui" e che per un qualche mistero della fisica pesa comunque due quintali. Ho addirittura comprato 4 CD di musica per yoga e meditazione, perché qui ti dicono di portarti la tua musica preferita, ma io avevo il dubbio che la mia playlist per il jogging mi potesse dare in quel frangente degli istinti omicidi. Non sono affatto sicura che la musica pling plang sia poi meglio, in quel senso, ma che ne so? una si prepara a tutte le evenienze. Mi è rimasto impresso un commento in un forum: una tizia ancora si ricordava con angoscia il suo parto perché lo staff medico aveva scelto come sottofondo musicale Gigi D'Alessio. E insomma con questo ben in mente, ho messo in borsa il lettore mp3.

Fatto il fattibile, resta l'appuntamento di domenica con la mia baby shower. Che no, non è una tradizione svedese. Sarà una vera baby shower di ispirazione nord-americana, visto che è organizzata da una mia amica canadese e in generale dal mio book club. Non so bene cosa aspettarmi: nei film e nelle serie TV si vedono cose semplicemente terrificanti. Ho molta molta paura.

martedì 6 agosto 2013

botte d'autostima

Primi giorni di corso di svedese. Classe piena di studenti in erasmus, soprattutto tedeschi. Si parla parecchio inglese, troppo. Mi ricorda le mie estati da ragazzina in vacanza studio. Mi sento incredibilmente vecchia. Specialmente quando mi presento e dico che sono sposata. Eppure era il corso più adatto a me, perché essendo pensato per studenti universitari, il livello di apprendimento è più uniforme che nei corsi per immigrati. Non solo in quei casi il gap culturale tra gli studenti è enorme - perché non si insegna facilmente la stessa cosa nello stesso modo ad uno che parla swahili e ad uno che parla russo - ma c'è in aggiunta il mix di età, di ritmi di apprendimento e, va detto, pure di livello di istruzione. E dunque, eccomi qua, un buon dieci anni più vecchia dei miei compagni di classe, mentre rimembro i pomeriggi passati in giro per winchester, o cambridge, o hastings, intenta a scambiarmi indirizzi cui scrivere - oh my god - lettere. Actual mail. Sono vecchia, vecchia, vecchia!

Come se non bastasse questo, a dar picconate alla mia autostima ci hanno pensato anche altri due strumenti del demonio con cui ho frequenti incontri. La bilancia e lo skatteverket. La prima, grazie ai vari chili di stress accumulati durante i meravigliosi ultimi mesi di dottorato. Il secondo, tramite l'emissione del mio primo documento ufficiale svedese, la carta di identità per immigrati - perché a quanto pare il mio passaporto da solo non bastava a dirgli chi ero. E dunque ho dovuto pagare perché mi consegnassero una carta di identità dove risulto essere ben 4 cm più bassa di quanto attestato dai miei documenti italiani. come mai? ci sono varie teorie. La prima è che mi sia ristretta, come le vecchiette. La seconda, è che in effetti io sia sempre stata incommensurabilmente nana e che semplicemente l'ufficio anagrafe italiano si fosse fidato della mia ottimistica approssimazione della mia altezza, allo sportello, senza veramente convalidare il tutto. In svezia, no, col cavolo! Mi hanno fatto pure togliere le scarpe, casomai volessi rubare quei due millimetri di suola delle converse, prima di misurarmi. Davanti a tutti, in un atrio affollato, ad una di quelle aste tipo quelle che stanno negli studi medici. E poi, perché le disgrazie non vengono mai sole, mi hanno preso la foto più terrificante che io abbia mai fatto. Al secondo tentativo. Nel primo sorridevo e lo hanno cancellato chiedendomi di fare un'espressione "neutra". Evidentemente, con ciò intendevano "da scema mentale", e questa infatti hanno felicemente stampigliato sul mio documento della vergogna. Sigh.




sabato 21 gennaio 2012

Il trasloco non è ancora finito. Dopo quasi un mese in cui giornalmente, oltre a tutte le normali funzioni vitali, abbiamo smontato, trasportato e rimontato tutti i mobili di casa dentro una macchina sola, solo oggi abbiamo almeno finito di svuotare la vecchia casa. Resta da rendere abitabile la nuova, presentemente un campo di battaglia dove è pure scoppiata la doccia, e soprattutto da pulire la vecchia prima di riconsegnarla al proprietario. Oggi sono malata e così stanca che ho solo voglia di piangere. E pure la gatta sta male, dice che somatizza lo stress causatole dall'altro gatto un po' scemo e in piena tempesta ormonale, ed è il secondo fine settimana che passiamo le ore dal veterinario...il gatto suddetto invece è stato prenotato per una castrazione d'urgenza, ma abbiamo ancora 2 settimane dei suoi miagolii disperati alla ricerca di sesso. Poveretti i miei gatti, mi sembrano un concentrato dei moderni problemi della società umana...femmine stressate e maschi frustrati...e intando non si dorme.