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martedì 28 gennaio 2014

il re dei cliché

Il lunedì ho l'abitudine di guardare la Littizzetto a Che tempo che fa, su internet (in differita, come in purgatorio). E il suo pezzo di ieri ha ovviamente suscitato un irrefrenabile voglia di commento. Dico ovviamente, perché se c'è un argomento italiano su cui noi espatriati, e sopratutto noi espatriate, ci scaldiamo anche dopo un'eternità all'estero, è questo.
Il Bidet.

Oramai sono anni che sopravvivo senza, così come vivo senza molte altre cose italiane che mi mancano. Ma ho ben chiaro che qui si sta proprio in una categoria a parte. Io vivo con questa speranza, o sogno, che un giorno avrò una casa un filo più grande, dalla quale non mi aspetterò di traslocare entro pochi anni, e i soldi e la motivazione per rifare il bagno, e dio m'è testimone, in quel bagno metterò un Bidet.
Danne mi guarda stupito, quando lo dico, e chiede: ma perché?

E qui sento che devo fare una precisazione per i miei compatrioti, e pure per la Littizzetto, hai visto mai passasse di qui, visto che ieri diceva di imporlo per legge alla Commissione Europea - un bidet in ogni bagno d'Europa.

Gli stranieri, il bidet, non lo vogliono.

Forse non tutti sanno che, infatti, negli anni ottanta il Bidet conobbe una certa popolarità anche fuori dai patri confini. Gli anziani (tipo me) si ricorderanno infatti la scena di Crocodile Dundee, ospite del Grand Hotel a New York, che chiede alla bionda giornalista a cosa serva quel piccolo sanitario. E poi, quando ci arriva, le urla dalla finestra "Ah ho capito: serve a lavarsi il c**o!"
Ecco, ci siamo mai chiesti come potesse esserci una tale scena se non capita proprio mai di trovare un bidet in USA? Io ai miei lo chiesi, guardando il film da bambina, e loro non sapevano che dire. Ora lo so: erano gli anni ottanta, e i più ricchi e i più sciccosi, il bidet lo avevano installato...e poi lo hanno tolto! In Svezia, a quanto pare, non fu solo una cosa da ricchi. Fu così infatti che Danne, con l'aria di uno ipnotizzato per ritrovare una memoria sepolta, mi disse che in effetti si ricordava vaghissimamente di averne visto uno nel bagno di sua madre, da bambino. Ecchevvelodico a fare, sparì nel giiro di poco. Ora, togliere un sanitario non è che sia proprio una cosa da niente: bisogna essere motivati. Ecco, questo è cosa pensano le donne straniere del nostro Bidet.
Facciamocene una ragione.

E come fanno? Non possono mica farsi sempre la doccia? mi chiedono tutti, tutte le mie amiche e (non ci si crede) pure la mia ginecologa in italia. Ecco, a parte il fatto che probabilmente fanno la doccia più spesso, non avendo modo, come si dice dalle mie parti, di "lavarsi a pezzi". anche perché hanno lavandini di due cm cubici, giusto i denti ti ci puoi lavare. No, ecco, usano la carta igienica bagnata. Per questo, immagino io, la ricerca di cui parlava la Littizzetto ieri mostrava come siano proprio questi paesi ad avere più richiesta di carta igienica non riciclata, perché mi pare resista meglio quando la bagni. Ma è una mia speculazione. Inoltre, sia in Germania che qui in Svezia, ho visto vendere moltissimo le salviettine imbevute che possono essere buttate nel water, ossia idrosolubili. Una mia amica italiana che lavora nel settore, quando le ho detto questa cosa, mi ha detto "Ah finalmente capisco! Ci hanno detto che volevano commercializzare questo prodotto e con le mie colleghe ci chiedevamo a che cavolo servisse!". Ecco a cosa. Ovviamente, io ne faccio un uso criminale, e metto in un angolo la mia parte green ed ecologista, legata a una sedia con un fazzoletto in bocca.

Ah, peraltro i detergenti intimi li trovi praticamente solo in farmacia, altro che cien del lidl. Io li importo dall'italia, hanno pure precedenza sull'olio biologico fatto dai miei. Tanto per dire.


Parlando di questo ameno argomento, mi è tornata in mente un'altra cosa su cui ho molto riso (c'ho un senso dell'umorismo un po' sui generis). Al Göteborgs stadsmuseum c'è una sezione dedicata alla storia della civiltà Vichinga, e se non ricordo male, c'erano riportate testimonianze dei loro incontri con civiltà più meridionali. I Vichingi infatti si spinsero anche fino a Costantinopoli e ne è rimasta testimonianza negli scritti di storici arabi del tempo. Ecco - uno di loro scriveva anche di questa differenza di usi e costumi...mille anni fa. Mi fa ridere perché di tutte le cose che potevano colpire uno storico dell'epoca, nell'incontro tra due civiltà tanto lontane, geograficamente, culturalmente, con tali difficoltà linguistiche, c'è finita proprio questa, ai posteri.

Si vede che abbiamo una sensibilità diversa al riguardo. Magari pure delle differenze genetiche, ormai, non mi stupirebbe, E di sicuro, le temperature diverse avranno avuto la più grande responsabilità al riguardo. E insomma, dopo mille anni e in pieno villaggio globale, è tempo di accettarlo, no?

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