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martedì 21 gennaio 2014

il dio delle piccole cose

Il mio rapporto con le cose, gli oggetti, è piuttosto tormentato. Mi sono costretta in pratica a vivere con sempre meno cose, perché, con i miei genitori in pratica hoarders allo stadio iniziale, ho cominciato a sentire le cose come una zavorra che ci portava tutti giù.
Eppure, il trasloco mi ha messo di fronte ad alcune mie contraddizioni.
Ho scoperto che ci sono oggetti, all'apparenza identici a tanti altri che ho buttato via senza un attimo di dubbio, sapendo che avrei potuto rimpiazzarli facilmente all'occorrenza,che invece considero insostituibili.
C'è una bilancia digitale - di recente la usiamo spesso perché stiamo seguendo una dieta. Se l'avessi perduta o lasciata in Germania, ne avrei trovate mille altre identiche da lidl, per dieci euro. Però ogni volta che la uso ripenso al 2006 e ad un ragazzo svedese appena conosciuto che mi chiese di aiutarlo a scegliere tra i premi che poteva ricevere da una raccolta punti. La raccolta punti di Karstadt, per l'esattezza. Non mi ricordo gli altri oggetti del catalogo, ma mi colpì questo ragazzo che viveva solo, che faceva una raccolta punti in un grande magazzino, e che tra tanti piccoli oggetti pensava di prendersi una bilancia digitale. Perché mi colpiva? forse aveva la mia età, all'incirca, l'età degli amici lasciati in Italia, e nessuno di loro aveva vissuto da solo, e nessuno di loro, me compresa, si era ancora approcciato alla vita con le esigenze e le priorità di un adulto, uno che ha bisogno di una bilancia digitale. E poi, ovviamente, mi colpì che chiedesse consiglio a me, come se sapesse che un giorno non lontanissimo, avrei diviso con lui l'uso quotidiano di quella bilancia.
Ci sono dei candelabri di metallo, e una tovaglietta da tavolo. Nulla di costoso, niente di meraviglioso. Ma ogni volta che li guardo, mi ricordo di un sabato a spasso per la città, di una svendita speciale organizzata dal suddetto grande magazzino, in un garage adiacente, e noi che passeggiando la scopriamo per caso, entriamo, e frughiamo pigramente tra ceste di oggetti in saldo. E penso che non ho mai comprato una tovaglia in vita mia, né dei candelabri, e penso che anche solo il gesto, di rendere la nostra casa più nostra e più accogliente mi fa sentire bene. Ripenso a quel periodo, alla casa sgangherata in affitto, ai mobili di seconda mano, i segni della vita da single di un ragazzo, le chitarre e i pesi sul pavimento e i miei vestiti che entravano tutti nella metà del suo piccolo armadio.
C'è un bollitore per l'acqua - comprato da aldi per 15 euro, che mi è sempre sembrato fichissimo, e ogni volta che l'accendevo e vedevo quella futuristica luce blu mi sentivo come se avessi fatto un gigantesco upgrade della mia vita.
C'è il tostapane che lascia il segno bruciato di un teschio su ogni fetta di pane, quello con su scritto "sweet child of mine", comprato per lui in quel negozio di cose pazze che si chiamava Grüner Krebs - e usato ogni giorno, per anni, e oggi un poco meno - ma ogni volta ripenso a quanto costasse, e a quanti pochi soldi avessi.
Ci sono poi due pirofile di vetro col tappo di plastica, e sono sicura nessuno penserebbe mai che siano insostituibili, ma è che mi ricordo bene quel giorno da walmart. Perché non avevamo la macchina, e ci siamo andati col tram, da walmart, che stava un poco fuori città, ci siamo andati apposta cambiando due o tre linee. E per portare a casa la spesa di quel giorno, abbiamo dovuto comprare pure quelle borse rigide, quelle che non sono usa e getta, e pure quelle abbiamo ancora. Le pirofile erano perché avevamo appena comprato il forno, che Danne non aveva mai avuto nella sua cucina sgangherata da scapolo, un piccolo forno elettrico, ma grande abbastanza per farci una pizza, e non avevamo nessun recipiente per cuocere nulla in forno, e bisognava pure trovarne di abbastanza piccoli, perché ci entrassero. E dunque quelle pirofile, una grande e una piccola, di vetro pirex, che pesavano pure un po' sulla via di casa, alla sera, in quei primi mesi di vita comune, quel primo inverno in cui tutto cambiò. L'altro giorno ci siamo chiesti perché non ne abbiamo mai più trovate, di pirofile col tappo in plastica, ora che abbiamo un forno grande, ora che ogni tanto portiamo una teglia di lasagne da questo o da quello e pensiamo, se solo avesse il tappo! Ma è così, niente sarà mai così perfetto come quei primi oggetti solo nostri, quei primi pezzi del nostro futuro, quei primi passi nella mia vita adulta.




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