Oggi era una giornata "no". In classe eravamo tutti un po' sotto tono, e abbiamo pensato che fosse per via del cambio meteorologico. Eppure verso la fine della mattinata, qualcosa, inaspettatamente è cambiato.
Alla fine della lezione, la nostra insegnante ci ha dato da leggere il giornale "Metro", il giornale gratuito.
Dovevamo leggere l'articolo in prima pagina, che parlava della gran quantità di immondizia che finisce ogni giorno giù per lo scarico del bagno. C'èra una lista di oggetti che infatti vengono ritrovati regolarmente nelle fognature. Un mio compagno di classe, un ragazzo carinissimo e gentilissimo ma con il look di chi ascolta solo death metal, ha chiesto l'aiuto dell'insegnante per capire alcuni termini.
In totale onestà. ha alzato la mano e chiesto "Vad betyder dildo?"
Perché era convinto che non avesse lo stesso significato che questa parola ha in inglese.
Anzi, già pregustava le conversazioni a venire, con altri anglofoni, su questa parola che, metti caso, in svedese vuol dire, boh, idraulico. O sciacquone, chissà. Sai che ridere!
La nostra insegnante ha almeno 65 anni, i capelli bianchi, la voce sottile. È una nonna, ed una di quelle signore che se le vedi pensi: questa di sicuro è un'insegnante.
Dunque, alla domanda "che cosa vuol dire dildo?" è andata nel panico.
Ha cominciato a picchiettarsi il mento con un dito ripetendo "dildo, dildo, dildo..."
E poi ha detto "non so dirti che cosa sia perché non lo uso"
A quel punto, tutti i presenti avevano capito di aver commesso un madornale errore.
Inserita la retromarcia, il mio compagno di classe metallaro (che è un tranquillissimo padre di famiglia ed è sposato con una svedese) ha detto: "ok, magari lo chiedo a mia moglie"
Grata per questa insperata via di uscita dall'empasse, la nostra insegnante ha tirato un sospirone e esclamato: "Sì ecco bravo chiedilo a tua moglie".
Siamo usciti dalla classe che eravamo tutti più varie tonalità di scarlatto e vermiglio.
In strada, girato l'angolo, finalmente ci siamo lasciati andare.
Qualcuno a Göteborg si sarà chiesto come mai dodici persone di età e nazionalità diverse fossero state colte contemporaneamente da un attacco di ridarella acuta su un marciapiede.
PART TWO:
il giorno dopo l'insegnate si è avvicinata al mio compagno poco prima della pausa, dicendo:
"ieri tu mi hai chiesto, che cosa significasse dildo, mi sono informata, è una parola inglese, io non la conoscevo perché si vede che è entrata da poco nella nostra lingua"
Lui ovviamente ha cercato in ogni modo di impedirle di continuare la conversazione ma è una insegnate coscienziosa, e se le fai una domanda, lei studia, si informa e ti risponde il giorno dopo.
Come si fa a non amarla.
Naturalmente, per complicarci la vita, l'edizione odierna di Metro aveva una foto esplicativa di un dildo, per una pubblicità.
Siccome noi siamo dei deficienti abbiamo passato la mattina a indicarcela a vicenda e ogni volta la nostra insegnante si manifestava al nostro fianco. Ma tra di noi ci sono dei professionisti delle manovre last minute e siamo sempre riusciti a schivarla con parate come "Hm, stavo appunto guardando questo articolo sulle ricette autunnali svedesi..."
Adoro la mia classe.
ahahahah!
RispondiElimina"una foto esplicativa di un dildo" ahahahah!
Come se fossi stata presente! :)
Posso chiederti come si pronuncia questa "y" in svedese?
(uffa ma perché i commenti spariscono?ci riprovo)
RispondiEliminaTocchi un tasto dolente, la pronuncia della y (o in generale delle vocali svedesi) prima o poi mi manderà al manicomio. La y puoi immaginarla forse come una ü tedesca. Ma è davvero difficile da riprodurre! e il problema è che se malpronunci le consonanti te la cavi, ma se non azzecchi le vocali non ti capisce nessuno. Mentre in italiano per esempio non fa molta differenza per l'orecchio di chi ascolta, pronunciare una e aperta o chiusa...
questa faccenda delle vocali è in effetti una cosa che trovo anche io non facile, anche in olandese. Nel senso che se non le pronunci come-dio-comanda, sembrano non capire affatto. Un mio amico anglofono sostiene che sono talmente poco abituati a sentire la loro lingua parlata da stranieri che non fanno questo sforzo di comprensione: o pronunci giusto o non capiscono. Mentre gli inglesi sentono la loro lingua parlata nella qualunque e sono più abituati a "decodificare".
RispondiEliminaAnche secondo me il tuo amico ha colpito nel segno. E già tra i madrelingua, in Inghilterra, come in Italia, la gente è abituata a sentire che la stessa parola può essere pronunciata diversamente a seconda della regione. In Svezia, mi par di capire, i dialetti hanno ripercussioni minori e spesso sulle consonanti (la R soprattutto). Inoltre, davvero, hanno semplicemente più vocali di noi e dell'inglese. Qui ci sono 9 vocali che vengono pronunciate in 18 modi: se scambi il suono di o e å, per esempio, magari stai proprio dicendo un'altra parola. E la gente non ha l'abitudine a capire dal contesto, per la ragione che diceva il tuo amico. Un mio amico stava dicendo "maten" (cibo) e la sua collega svedese pensava stesse parlando di tappeti (mattan). Ma come si fa!!!
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