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mercoledì 9 ottobre 2013

MM7880

Oggi sono arrivate le nuove targhe della macchina. Un altro pezzo della nostra vita tedesca archiviato.

E peraltro pioveva anche quella volta, tre anni fa, in cui le cambiammo da svedesi a tedesche.
Sotto l'acqua, fuori dalla casa della nostra assicuratrice, una signora sessantenne che teneva l'ufficio in casa, accanto al salotto, tra le foto dei nipoti, e non parlava inglese. Che poi per montare le targhe tedesche serviva un sistema diverso, e dopo vari tentativi inutili, sempre sotto la pioggia, la signora decise di portarci nell'officina-concessionaria di suo figlio, a un isolato di distanza, per farcele installare da lui. Per coprire la breve distanza mettemmo la targa posteriore sotto al tergicristallo. Il figlio meccanico - non parlava inglese neppure lui - stava per chiudere e andare a casa ma ce le istallò lo stesso, e gratis. A pensarci adesso era un filo surreale vivere da stranieri in un paesino di 8000 persone dove si parlava solo dialetto badisch.

Stasera, di nuovo sotto la pioggia, abbiamo fatto lo scambio opposto e ci siamo resi conto che potevamo tenere la cornice portatarga che ci regalò il signor Meinzner che vendeva Renault.
Le targhe tedesche invece - le nostre iniziali e i nostri anni di nascita, perché in Germania si può scegliere la targa che si vuole - restano a noi, da appendere da qualche parte, come ricordo di quella stramba, lunga, importante, assurda, dolorosa, fantastica, difficile, spensierata parentesi..



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