È l'una passata.
Di nuovo.
Io di insonnia ho sempre un po' sofferto, in effetti. E ho sempre avuto quel tipo di metabolismo per cui la sera sono molto ma molto più attiva che la mattina. Mi è difficile addormentarmi, e poi mi è difficilissimo svegliarmi. Adesso pare siano gli ormoni, E forse qualche paura o qualche tensione. Ma l'insonnia nella mia vita c'è sempre stata. Stanotte penso e mi ricordo che due delle mie amicizie più intense e profonde sono nate intorno a notti insonni e lunghe chiacchierate.
La prima a sedici anni, a Edinburgo, una di quelle vacanze studio estive, e noi vicine di stanza, in quel college per cadetti della marina. E dire che eravamo nate e cresciute a due km l'una dall'altra. Una notte intera a cuore aperto, sdraiate su un lettino davanti ad una grande finestra, a parlare di poesie, di sogni, di parole (perché le parole sono importanti) guardando un cielo del nord che non diventava mai buio. Il giorno dopo, a lezione di inglese, avevamo le gambe molli - ma non le occhiaie, che il bello di aver sedici anni è quello, eravamo proprio uno schianto, io e la mia sorella putativa. Ma non siamo crollate a dormire nemmeno sui banchi e nemmeno più tardi sul prato davanti al monumento a Scott, e nemmeno la sera, sulla spiaggia ventosa, umida e scura, mentre bevevamo uno shandy e pensavamo che era fantastico esserci trovate e non ci curavamo di tutta quella gente ubriaca intorno. Ché anche se ci facevamo di Rimbaud eravamo lontane mille miglia dal non essere delle brave ragazze.
La seconda a venticinque, in Germania. Con lui e con altri (troppi) studenti vivevo in una wohngemeinschaft.nella mansarda di un antico palazzo, dividevamo la cucina, i bagni e l'antipatia per la padrona di casa, la vecchia che abitava al piano terra e cercava di gestire il nostro appartamento spagnolo come un collegio di suore. Passavamo le sere a parlare di un po' di tutto, mischiando tedesco e inglese, a volte uscivamo nella neve a bere gluhwein e mangiare currywurst, a volte finivamo in qualche birreria, a volte rimanevamo lì, nella mansarda, e le ore ci volavano via. E come nel giallo di Agatha Christie, and then there were two, spesso rimanevamo solo io e lui. Lui che aveva un inglese tremendo, quello dei nativi di Singapore e che citava Shakespeare a braccio anche se era un ingegnere, e anche le parole inglesi erano importanti, dopotutto. Parlavamo di politica e delle nostre patrie così diverse e distanti e amate e odiate , e mi specchiavo nella sua voglia di cambiare il mondo, nella sua rabbia e nella sua desolazione, perché presto, dopo Natale, sarebbe stato costretto a tornare in patria e lavorare per il suo governo. Nelle settimane prima di quella partenza avevamo intrapreso una corsa contro il tempo, e ogni sera dormivamo un poco meno. e il giorno dopo ci messaggiavamo per vedere se l'altro non stesse arrendendosi al sonno. A volte non so come arrivassi in fondo alla giornata, e pensavo "appena arrivo a casa mi metto a letto", ma poi ecco che di colpo mi svegliavo di nuovo, e non mi sarei addormentata neanche se ci avessi provato, e poi qualcuno bussava alla porta. Le occhiaie non mi venivano nemmeno allora. Ed ero ancora una brava ragazza, nonostante tutta quella birra.
I ricordi delle mie amicizie insonni mi fanno tenerezza. Il tempo è passato, senza dubbio. e adesso varie distanze e incomprensioni mi separano da quelle due fantastiche persone. E anche dalla me che ero.
Inoltre, ora le occhiaie mi vengono eccome.
Riconosco quell'ansia fanatica nell'inerpicarsi lungo le ore della notte, e l'alba che spunta baluginante dal battiscopa, e le parole, le parole, le parole; e la distanza, la distanza, la distanza che si accorcia ogni notte di più.
RispondiEliminaAnche io insonne, da sempre. Anche io tanta nostalgia.
come lo hai descritto bene, 'povna.
Eliminadue notti sole,in tutta la vita passate così. Lasciamo perdere con chi, che è meglio...
RispondiEliminatesoro, mi spiace, lasciamo perdere allora. Grover!
EliminaGROVER GROVER!!! :D
EliminaA proposito, il proprietario della stessa, alla riunione di domenica, è stato chiamato al telefono, ma non ha risposto! ah ah ah ah!!!!
era di nuovo ostaggio della vecchia zia ricca? :D
Eliminala domanda inevitabile è "ma quando, di preciso, sei diventata una cattiva ragazza?"
RispondiElimina:-)
ml
eheheh c'hai ragione pure te, c'hai. Ad un certo punto, in seguito, il dubbio che lo fossi diventata agli astanti lo feci venire, ma è tutto relativo :-)
EliminaEffettivamente, gran belle chiacchierate si fanno alla notte. Nel tuo caso, inoltre, saper accantonare il sonno ti tornera' utile!
RispondiEliminasigh, temo che verrò messa a dura prova!
Eliminaoh, ma come mi piace il tuo blog *_* e questo post lo trovo a dir poco fantastico.
RispondiEliminaIo sono insonne fin da bambina ma al contrario, mi addormento come se nulla fosse e poi mi sveglio ad orari improbabili e mi sento un grillo. Dicono sia tipico dei nevrotici o degli ansiosi, boh... è che l'insonnia come l'hai tu è più poetica, in effetti, anche se a onor del vero, svegliandomi prestissimo, sono spesso sgusciata sul balcone, ad le grandi città che si risvegliavano. Peccato che il più delle volte io mi rigiri freneticamente nel letto e l'alba non è poi tanto romantica...
Minerva
Accidenti, grazie davvero! Temo che quel che dicono degli insonni non sia tanto lontano dalla verità, ehm ehm. Anche se la mattina mi alzo con le cannonate, paradossalmente, condivido la tua fascinazione per le città che si risvegliano! Davvero un piacere averti "incontrata", passerò a trovarti volentieri.
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