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venerdì 12 dicembre 2014

Darkness shall take flight soon, from earth's valleys. So she speaks wonderful words to us

Julstjärna accesa sul davanzale della mia cucina
È arrivato il buio, ma non il freddo, perlomeno non quanto ci si potrebbe aspettare. Siamo però nel pieno della stagione dell'Avvento. Il che qui significa: luci, luci, luci!
Si tratta di una vera e propria resistenza attiva alle tenebre, e non importa essere particolarmente religiosi per dedicarcisi. In realtà, la sensazione che ho è che di religioso nel senso moderno del termine ci sia sempre stato poco in queste celebrazioni, che discendono dritte dritte dalle tradizioni relative al solstizio di inverno. Come ovunque nel mondo, del resto, solo che qui, evidentemente, l'aspetto astronomico è sempre stato così potente da non essere del tutto sepolto dalle tradizioni cristiane successive. Esattamente la stessa cosa che accade a giugno, per midsommar.

Calendario dell'avvento di Danne
Su ogni davanzale, ogni finestra, compaiono luci, stelle, candele. I balconi si ricoprono di ghirlande luminose. Le stanze cambiano faccia, riempiendosi di candele, di decorazioni, le più motivate cambiano persino le tende. Camminando per strada si può facilmente vedere dentro le case attraverso queste finestre rigorosamente senza tende, che paiono invogliarti e dirti, guardami! non sei solo in questo buio, ci sono anche io!

L'anno passato mi sono resa conto di quanto avessi un bisogno fisico delle luci degli altri. La mattina prima delle nove e al pomeriggio già verso le tre e mezza, è davvero un sollievo vedere che tanti dei miei vicini hanno finestre illuminate. E ho deciso che era giusto che facessi la mia parte. Abbiamo quindi messo dei timer alle prese elettriche cui sono collegate le nostre luci di natale. In questo modo esse si accendono e si spengono in automatico ogni mattina e ogni sera - perché mi ero resa conto che spesso mi dimenticavo e se non ero in casa rimanevano spente. È un gesto che si fa per gli altri, non pe sé, e adesso lo so.

i Lussekatter allo zafferano fatti da mia suocera
lo zafferano è una spezia luminosa, ne abbiamo bisogno!
I negozi e i centri commerciali si riempiono, e la sensazione è che non sia solo per comprare ma anche per sfuggire al buio di fuori approfittando dei corridoi scintillanti. In passato mi sentivo soffocare dalla solita corsa consumistica agli acquisti, e la penso tutt'ora così. Solo che adesso passeggiare nel centro commerciale durante il giorno, quando non c'è la bolgia del sabato se non altro, mi pare quasi bello. Non compro mica nulla, ci vado perché sia la biblioteca che la clinica ostetrica stanno lì. Di solito vado nella mia caffetteria preferita e mi prendo un Lussekatt gigante, una di quelle fantastiche briosche allo zafferano che si vendono solo in questo periodo.

Quello che tutti si ripetono tra loro, è che il peggio sarà il dopo, a gennaio e febbraio, quando le luci si saranno spente e resterà solo il buio e il freddo.
Psicologicamente ci si prepara come ad un letargo, e in molti ti fanno notare che gli svedesi cambiano un po' personalità con la stagione, e sono molto più aperti e comunicativi d'estate. A gennaio e a febbraio ad essere affollate saranno le palestre, anche se molti opteranno per il correre nella neve, se nevicherà. È stato un anno così caldo, così insolito. Per le feste ci recheremo dai miei suoceri, che vivono sulla costa est, dove di solito fa un poco più freddo, spero che per una volta il mio fanciullino venga esaudito e questa ultratrentenne appesantita si possa beare di un bianco natale.

Per quest'anno, comunque, credo che il letargo mi si addica molto bene. Ho poche energie, che penso di dover centellinare. Le notti sono difficili e quindi questi giorni bui e pigri mi portano a rintanarmi in bozzoli fatti di film, libri, e gatti ronfosi. E intanto mi preparo ad un evento che avrà tutta la forza sconvolgente di una primavera tanto attesa.

8 commenti:

  1. mi ricordo che io e mia sorella li faccemmo, questi lussekatter, copiando la tua ricetta di... quanti anni fa?
    Ogni tanto mi torna voglia. Dalle mie parti, in Italia, passava Santa Lucia e lasciava mandarini, biscotti, un paio di calzetti e a volte un libro. Parlavo poco fa con una mia amica italiana a Stoccolma, mi raccontava del buio, di come alle 3 sia già impazzita, del moroso che questo weekend non la va a trovare perchè hanno cancellato il volo. Pensavo a cosa significhi stringersi un po' tutti insieme attorno alle luci. :)
    Ah, e adesso che ho trovato questo mi è venuta voglia sul serio. Sembra facilissimo!
    https://www.youtube.com/watch?v=JdcYG_tnGv8

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    1. eh sarà stato almeno il 2008! Qui non li ho ancora fatti perché si trovano così facilmente ma quando abitavamo fuori dalla svezia erano un must della stagione! Grazie per il video, mi pare una buona versione della ricetta e magari tornerà utile a chi passa di qua! È un disastro coi voli d'inverno, capisco bene...

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  2. oh, ma come mi ispirano questi dolci allo zafferano... Hanno l'aria di essere squisiti!
    E che bel post, il tuo, così pieno di luce e di voglia di combattere il buio, così minaccioso e freddo, e di farlo tutti insieme, sforzandosi di mantenere un lume acceso in ogni momento... è bellissimo, quel che racconti, così pieno d'incanto e magia..
    Minerva

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    1. Sono buonissimi Minerva! Non sono difficili da fare, metterò una trascrizione della ricetta appena ho un minuto. Mi fa piacere se son riuscita a trasmettere quello che si prova a vivere da queste parti, in questo periodo. Tra ieri e oggi ci son state nelle chiese i concerti di Santa Lucia, con i cori di bambini e le processioni delle ragazze vestite di bianco con la corona di candele in testa. È davvero suggestivo.

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  3. ultratrentenne appesantita?!!! occanedeva, devo venì su io?

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  4. Pst, li ho fatti! :) Surgelati gli eccessi e scongelato lentamente uno in forno stamattina: sono ancora buonissimi!
    Ecco, ora ho chiuslo l'angolo della comare.

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    1. brava! anche noi li teniamo in freezer quelli in più ;-)

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