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sabato 15 agosto 2015

Perché piangono

Qua c'era un post che si è perso e ancora non me ne capacito. Colpa del fatto che come è noto sono una pippa nel multitasking e ho una figlia che da quando è semovente anela all'autodistruzione.

Ad ogni modo, mentre cerco un modo di porvi rimedio e faccio nota di salvare sempre tutto, ripubblico solo la parte cui si è interessata diarista con relativa spiegazione.

Questo schema rappresenta i balzi di crescita del bambino e le conseguenti fasi di tempesta. È preso da un libro che ho solo in svedese, non ne trovo la traduzione italiana ma il titolo tradotto sarebbe più o meno: "Cresci e scopri il mondo - Sette scatti di crescita durante il primo anno di vita del bambino" È stato scritto da due olandesi.

autori: Hetty van de Rijt e Frans X. Plooij
titolo originale: why they cry (1999)
ISBN 91-46-21057-1


Da "växa och upptäcka världen - sju utvecklingssprång under barnets första levnadsår"
il calendario nella foto si legge così:

numeri contraddistinguono le settimane di vita del bambino. I periodi neri sono quelli in cui il bambino diventa più difficile, lamentoso o bisognoso di attenzione, sempre relativamente alla sua natura. La nuvoletta col fulmine indica il picco di nervosismo, la tempesta vera e propria (sempre con un margine di giorni eh). I periodi bianchi sono quelli più sereni, il sole indica il periodo in cui il bambino dà il meglio di sé. Le settimane 29 e 30 (periodo grigio) non sono visibili in tutti i bambini, ma se il bambino in quel periodo è difficile NON è a causa dell'arrivo di un altro balzo di crescita ma solo perché è in quel periodo che si scopre che la mamma può talvolta lasciarlo, si scopre il concetto di distanza. Anche questo è un progresso dopotutto, ma più psicologico che fisico.

7 commenti:

  1. Belli i sei mesi. Buon mezzo compleanno e buona scoperta del mondo!

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    1. grazie! è vero che sono belli, nonostante la faticaccia (tipo: servono quattro mani per cambiarla ormai,,,e io ne ho due) :-D

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  2. Bella lei!!! Tanti progressi!!!!
    Sul lasciarla piangere....non sono d'accordo...o meglio io non ci riuscirei proprio!

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    1. Grazie! non è facile infatti sentirli piangere senza reagire, ma si sente la differenza tra noia e sofferenza, per esempio. Comunque in questi primissimi mesi secondo me non ha tanto senso parlare di vizi. I bambini hanno anche predisposizioni, ci sono quelli che dormono e quelli che no, per esempio. Kiki si fa dieci ore filate tutte le notti, ma mica per merito mio!

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