La fine delle vacanze ha coinciso con l'arrivo di un'altra attesa fase di "tempesta". Del resto, i cambiamenti sono davvero tanti in questo periodo. È questo il periodo in cui i bambini scoprono che il mondo è un luogo vasto, vastissimo, e loro, per quanto possano strillare, sono al suo confronto piuttosto irrilevanti. Scoprono quindi il concetto di distanza, per cui ci sono oggetti fuori dalla loro portata e persino mamma e papà possono anche allontanarsi e sottrarsi alla loro vista. Sono tutte scoperte terrificanti ed è anche normale non prenderle benissimo, no?
Non a caso è in questo periodo che si fano anche progressi piuttosto importanti. Per esempio, si impara a muoversi! A sei mesi precisi Kiki ha imparato a gattonare. In realtà è più uno strisciare da allenamento per marines. Dal quinto mese aveva dato segnali di essere lì lì per riuscirci ma ogni volta che vedeva davanti a lei qualche oggetto che la interessava agitava gambe e braccia a mo' di aeroplanino, soprattutto. E invece un bel giorno ho comprato una bottiglietta di bolle di sapone e la spinta a cercare di afferrarne una è stata la motivazione che evidentemente le era fino ad allora mancata.
Si capisce quindi che questo progresso significa che di colpo mia figlia è semovente e molto attratta da nuovi e curiosi modi di attentare alla propria vita. Ho una teoria, che siamo tra i mammiferi gli unici i cui piccoli hanno questa forte tendenza all'autodistruzione. Attendo commenti da etologi. Il giorno dopo aver scoperto il dono del moto, mia figlia è riuscita in meno di un minuto, giuro, ad attraversare la stanza, aprire la finestra scorrevole del mobile-tv. accendere sia la playstation che la wii, tirar fuori il DVD di guitar hero e cominciare a crucciarselo felice - in altre parole a fare qualcosa di cui nessuna delle sue nonne è capace. Tre giorni dopo mia figlia ha scoperto l'esistenza del cibo per gatti, e ormai quotidianamente devo risolvere il problema di come sfamare i miei gatti senza lasciar che mia figlia si strozzi con un croccantino royal canin. Una soluzione cui stiamo seriamente pensando è dare ai gatti direttamente babyfood.
Altre cose che ho già tolto dalla bocca di mia figlia circa venti volte: il cavo di alimentazione del mio cellulare (che non lascio sul pavimento, ma ce lo trovo, misteriosamente, ogni giorno. Sospetto la complicità felina); i suoi calzini (che si toglie da sola); tutto quello che fuoriesce dal cestino della carta una volta che è riuscita nell'impresa di ribaltarlo (ormai è un'esperta); le mie scarpe. Inoltre, mentre uno dei gatti ci vede benissimo e quindi si tiene bene alla larga dalla chiassosa bestiolina, l'altra è cieca e capita che la pupa l'afferri per la coda. Chiaramente io faccio il possibile ma è solo una questione di tempo prima che la gatta me la faccia a fettine. È evidente che né noi, né i gatti, né l'appartamento eravamo preparati a questa rivoluzione.
Forse dovremmo procurarci un "box" o come cavolo si chiama quella specie di recinto di gioco per bambini. Che però qui non è affatto comune (l'ho sentito definire "prigione per bambini", i soliti estremismi!) mentre mi dicono i miei amici che in Francia e Germania sia quasi la regola.
In attesa di trovare soluzioni, passo le mie giornate ad inseguirla, e mi rendo conto che sono già distrutta. Non che non me lo avessero detto eh, ma è tipico dei neo-genitori questa fretta di vederli crescere e arrivare allo step successivo, per poi trovarsi a guardare con nostalgia a quelli passati.
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