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lunedì 1 giugno 2015

farewell

La nonna di Danne ci ha lasciato.
Aveva 93 anni e viveva da sola a circa 50Km dai genitori di Danne. Era due volte vedova. La prima volta, aveva forse vent'anni ed una bimba appena nata. La seconda, erano gli anni ottanta. Nel mezzo ai due matrimoni c'erano stati lunghi anni di ristrettezze economiche, di vita da madre single e lavoratrice. E dopo anche il cancro, e poi, infine, la vecchiaia: poteva muoversi poco e non ci vedeva quasi più. Quando il secondo marito era morto, aveva venduto la casa e si era trasferita in un piccolo appartamento, come è cosa comune qua, cedendo quasi tutti i suoi mobili e le cose per le quali non avrebbe più avuto spazio.

Altissima, ancora, nonostante il peso degli anni, i capelli candidi come vengono solo ai biondi e gli occhi blu velati dalla cataratta, così l'ho conosciuta anni fa, durante il mio primo viaggio in Svezia. A casa sua, nel suo salottino ingombro di mobili antichi e i vetri pregiati, mangiammo salmone, patate e salsa di spinaci. E torta di fragole per dessert - le dolcissime fragole svedesi che ci sono solo a luglio inoltrato. Sul tavolo aveva messo i candelabri delle grandi occasioni.



foto da emmasvintage.se
Ad ogni visita mi ha regalato qualcuna delle sue cose. Una bellissima macchina da cucire Husqvarna degli anni cinquanta, tutta di metallo verde chiaro, ancora perfetta nella sua valigia: quelle cose eterne e meravigliose che non fanno più. E poi un quadro che avevo tanto ammirato a casa sua, l'ho trovato ad attendermi qua nella nuova casa quando mi son trasferita dalla Germania come regalo di benvenuto. L'estate che comprammo la macchina nuova andammo a trovarla, e lei mi prese da parte per darmi un grosso coltello nella sua custodia di pelle. Nel caso investiate un' alce, mi disse. Ai tempi non parlavo svedese e Danne tradusse per me - immagino che la mia faccia abbia mostrato tutto il mio stupore. Beh, queste sono le novantenni svedesi, pensai, donne che si pongono il problema di come ridurre le sofferenze di un'alce investito con l'auto. Senza scomporsi o farne un dramma, attrezzandosi.

Negli ultimi anni aveva avuto vari ictus. Vivere da sola però non è mai stato messo in questione. Non avrebbe mai potuto trasferirsi dalla figlia, perdere la sua indipendenza. Lo stato le mandava diversi aiuti a casa: qualcuno che la aiutasse con l'igiene, qualcuno che le portasse da mangiare, qualcuno che la medicasse quando serviva. L'anno scorso le avevano messo un pace maker e lei aveva accolto male la notizia: ma perché vogliono tenermi in vita a tutti i costi? aveva detto.

Solo pochi giorni fa parlavamo al telefono, era lucida come sempre, aveva commentato le ultime notizie, la politica, il nucleare. Il suo sguardo sul mondo era forse persino più a fuoco di tanti altri. Abbiamo ancora il pacco di pannolini che ci ha mandato tramite i miei suoceri per regalo - i piccoli regali che poteva permettersi, lei che a natale ancora allungava 50 corone a Danne, come quando aveva dieci anni. Mentre cambio Kiki e li uso penso che è tanto triste non si siano potute conoscere. E spero che magari le somigli un po', a questa donna speciale.

10 commenti:

  1. Certo che tu hai un dono per descrivere le persone. Si vede che le osservi con il cuore.. Meg

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    1. che piacere che mi fai Meg! spero davvero che sia così, grazie

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  2. tesoro, mi immagino gia' Kiki che un giorno guardera' il coltello in caso di Alce con un guizzo da donna svedese che non si scompone e non ne fa un dramma. Io non ho mai conosciuto la prozia di mio marito che purtroppo e' mancata poco prma che arrivassi a varsavia da "fidanzata ufficiale"..ma doveva anche lei essere un personaggio della stessa risma, quest'anno avrebbe ance lei 93 anni. Ho questa sua foto in bikini, coi boccoli biondi, che sorride giovane e bellissima insieme a un altro paio di ragazzi e una ragazza, su una delle spiagge di duna lungo la vistola poco fuori Varsavia, e dietro a matita c'e' scritto 1943. C'era la guerra, il ghetto, i campi di concentramento, i nazi, eppure nonostante tutto il modo di fare una scappata per un bagno prendere il sole e fare due risate, si trovava. Lei che anche l'estate dopo non ha mai abbandonato Varsavia e fu una dei resistenti durante la ribellione che duro' 60 giorni e fini' con la citta' quasi rasa al suolo. Mi auguro che qualcosa di lei sia nelle mie bimbe, che abbiano sia il suo innato senso per la gioia di vivere sia quello di combattere sempre per i propri ideali.

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    1. accidenti che bella storia, merita davvero di essere raccontata la vita di questa donna! peccato tu non l'abbia conosciuta. E che emozione pensare a come cresceranno queste piccole donne...

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  3. Una pacca sulla spalla al tuo vichingo, che mi sa che è il massimo che accetta. E un bacione a te.

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  4. Un abbraccio. E ti invidio molto la macchina da cucire che è il mio sogno nel cassetto!

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    1. Grazie Fede! io vorrei tanto saper fare più cose, ma già anche solo quelle due o tre stupidaggini che ho fatto mi hanno dato molta soddisfazione. Io comunque adoro questa vecchia macchina e la preferisco a quelle nuove!

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