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lunedì 15 giugno 2015

quattromesi

Kiki ride. Ride quando la si cambia, quando la si guarda e le si sorride, quando vede passare un gatto, quando si sveglia, quando si vede allo specchio, quando le si fanno le pernacchie sulla pancia. Quando la si solletica sotto al collo ride proprio come un adulto e i suoi genitori con lei.

Kiki parla, nella sua lingua buffa, parla così tanto che quando è in giro nel suo passeggino tante persone si fermano a guardare e raccontano dei loro figli e dei loro nipotini. E questa non è cosa da poco in Svezia.

Kiki guarda. Guarda il mondo coi suoi occhi grandi e attenti e la faccia seria. Guarda le sue mani per ore. Guarda i suoi piedi. Guarda le api nella giostrina e i pesciolini di stoffa appesi nella babygym di Pingu. E adesso, da qualche settimana, ha imparato ad acciuffarli e a tenerli bene stretti nei suoi pugni per osservarli meglio. E infatti ultimamente, Kiki afferra, stringe e tira: capelli, code, occhiali, orecchie, nasi.

Kiki si gira. La mamma l'ha lasciata sdraiata di schiena e quando si è voltata di nuovo l'ha trovata sulla pancia. Le è quasi preso un infarto, e ha capito come mai tanti film horror abbiano bambini e bambole nel loro plot. Naturalmente, Kiki odia star sulla pancia, dunque le conseguenti arrabbiature hanno favorito il suo imparare a voltarsi anche nell'altro senso. Come già detto, Kiki è molto mediterranea nella tempra.

Kiki inoltre morde. Perché Kiki ha messo due denti, e deve essere davvero sensazionale passare da zero a due denti nel giro di ore, perché adesso non può che tenere sempre una mano in bocca a controllare che siano ancora lì. E se non è una mano, è qualsiasi cosa passi a tiro. Specie se non è stata prima lavata o almeno privata degli imperanti peli di gatto.

Si apre parentesi necessaria. A quanto pare diverse persone toglierebbero la patria potestà per questa cosa dei peli di gatto. Quelle per esempio che, quando Kiki aveva un mese circa hanno esclamato sconvolte: ma come, li avete ancora i gatti? Beh sì francamente ai suoi genitori non era mai venuto in mente di sopprimerli...e poi sarebbero loro quelli strani eh. Ebbene sì, con Kiki vivono due gatti da appartamento che in questa stagione lasciano in giro pelo sufficiente a farci due gatti nuovi ogni settimana. Però sono pulitissimi e, per quanto stronzi come tutti i gatti, parecchio meno di certa gente. Chiusa parentesi.

E insomma, riassumendo, Kiki cresce. E il tempo è diventato un concetto davvero strano. Va veloce, va lentissimo. La sua mamma si guarda indietro e non si ricorda più com'era vivere prima, guarda avanti e non sa immaginarsi niente. E vorrebbe premere avanti veloce, perché non vede l'ora di conoscere la piccola donna che sta dietro quella voce, quelle risate e quelle arrabbiature, sentirla parlare, sentirla parlare italiano. Oppure anche riavvolgere il nastro, perché guardando i vestiti che non le entrano più non se ne capacita e in fondo nella sua testa sostanzialmente è come se fosse appena nata.

Un giorno, quattro mesi, c'era la neve e adesso è estate.

4 commenti:

  1. Wow.
    Quanta bellezza in questo post!
    Auguri Kiki! :)
    Virginiamanda

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  2. Kiki però nelle foto che ci mandi non ride mai e qua i soliti malvagi hanno già detto che è proprio svedese... per il resto è bellissima e mi fa venire tanta nostalgia, sigh!

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    Risposte
    1. non mi è ancora riuscito immortalarla nell'atto (forse la macchina fotografica non le sembra divertente) ma chi la incontra di persona non fa che sottolineare questa cosa che sorride tantissimo. Per tacere di quanto strilla eh. Fidatevi, è mediterranea.

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