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lunedì 27 ottobre 2014

Neuschwanstein

Compivo trent'anni e volevo fuggire in un posto dove non mi raggiungesse nessuno.
Così ci mettemmo in auto, pronti a fare quei duecento km, e pronti a rimanere bloccati a lungo su quell'autobahn che è un po' la Salerno Reggio Calabria di Germania.
Che bella sensazione mettersi in auto e non avere fretta, guardare solo il mondo fuori dal finestrino e solo di tanto in tanto uno sguardo alla cartina.
E poi arrivammo qui, a Hopfensee.

Un paese quasi inesistente, abbracciato ad un lago, una sfilza di hotel demodé, ristoranti e spa. Il nostro era uno di essi, tanto legno scuro, molti turisti americani anziani. E poi, il giorno dopo, finalmente, questo.


Era un giorno brumoso, senza pioggia veramente ma immerso in una nebbiolina sospesa che dava a tutto un'aria un po' magica. È un luogo meraviglioso del resto, e non mi stupisce che abbia ispirato negli anni tante persone, e che il folle principe vi abbia voluto costruire un castello degno delle fiabe. E ha fatto un lavoro tanto perfetto che è divenuto il castello delle fiabe per antonomasia, ispirando secoli dopo la Disney che ne ha fatto il suo marchio.
Ma di castelli fatati quella regione è piena, come si scorge dalle finestre visitandone l'interno.


Nonché di laghi. Sono ovunque, piccoli e grandi, con acque verdi e trasparenti e sembrano anche loro un po' incantati. In questo ai piedi della rocca nuotavano i cigni e i loro "brutti" anatroccoli. Il nome del castello in effetti significa "nuova rocca del cigno" e una foto a questo bellissimo animale andava fatta - del resto pure di cigni le favole son piene, a ripensarci.


La sera che compii trent'anni avevo quindi il cuore pieno di magia, e lo stomaco pieno di buon cibo locale: maltauschen, bretzeln, knüdeln e fantastica birra scura. In camera mi aspettava una bottiglia di spumante e un cestino di frutta, e abbiamo guardato a lungo la luna specchiarsi nelle acque scure.

Sono passati oltre quattro anni, da quel giorno.
A volte il ricordo ritorna, specie in giorni brumosi e autunnali, come questo.
A volte ritorna anche solo perché è un bel ricordo.
E penso: accidenti, quattro anni, due gatti, un dottorato, un burn-out, due traslochi, un nuovo paese, un matrimonio e adesso una pancia abitata. Tanta vita, eppure è difficile scalzarlo dalla sua posizione nella lista dei miei magic moments.
È una lista dove peraltro risiedono quasi solo momenti casuali, gioie inattese o non troppo calcolate, giorni senza grandi aspettative, giorni in cui ti svegli e ti dici, massì, lasciamoci incantare.

8 commenti:

  1. Sono proprio i giorni più belli quelli in cui si è disposti a farsi incantare...
    Non ho capito se è il tuo compleanno. ..se sì, tanti auguri!!!

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    1. era un mese esatto fa, come al solito dovrei rileggermi ;-) ma grazie comunque!

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  2. Nonostante nutra una grande antipatia per la Germania devo dire che i posti di cui parli sono davvero incantevoli!

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    1. anche avendoci vissuto anni, ho ancora sentimenti contrastanti per la Germania, quindi capisco. Però ha zone davvero belle, senza dubbio.

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  3. bei luoghi e bella soprattutto la tua nostalgia a voltarti indietro di quattro anni. Nel frattempo un burn out, oltre a cose più gradevoli. bè, consolati, è come il morbillo, una volta fatto non torna più :-)
    massimolegnani

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  4. mi ero persa questo bel commento, Massimo! è davvero incoraggiante sapere che è questione di anticorpi ;-) e in effetti sono ansiosa di trovar lavoro per mettere alla prova quel che l'esperienza mi ha insegnato.

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