Ha contraddetto molte delle mie convinzioni, ma non tutte, e mi ha sicuramente offerto un punto di vista apprezzabile, nel senso che non l'ho trovato fazioso.
Faziosi sono i commenti che lo accompagnano su youtube.'
Faziose sono certe definizioni date da altri di questo documentario: come far tacere una femminista in pochi secondi, come distruggere le loro argomentazioni, guarda come la femminista ti odia quando le dici una verità scomoda.
Da scienziata, mi piace quando vengono esposti dati, risultati di studi, e quando si possono ascoltare i pareri anche contrastanti di più ricercatori. Da scienziata, tendo ahimé a guardare un po' dall'alto in basso gli studi sociologici fatti col cuore e con le opinioni prima che con il microscopio, ecco. Però, da appassionata di psicologia e sociologia, trovo i gender studies importantissimi e appassionanti. Da donna, e da femminista, trovo fondamentale che ci si interroghi al riguardo.
Inoltre, quando ho visto per la prima volta il filmato, su youtube non era ancora partito il flame, ecco, i commenti cretini erano assenti ed io me lo sono guardato e goduto immensamente. Per questo spero che sia ancora possibile guardarlo con gli stessi occhi, ignorando che queste cose cerca di usarle per i loro comodi e i loro personali scopi ideologici.
Alla fine, le statistiche sono utili, ci raccontano qualcosa, ma non ci raccontano le singole persone.Secondo me non c'è niente di abominevole in una statistica che ci dice che la maggior parte delle donne ha problemi ad orientarsi, o che la maggior parte degli uomini non ha un talento per le lingue straniere. Non lo trovo pericoloso in sé - specialmente perché è platealmente vero. Io per esempio ho un buon senso dell'orientamento e so sempre più o meno dove sta il nord, senza doverci pensare - ma la maggior parte delle mie amiche si perde facilmente. Un mio amico di mestiere fa il controllore di volo in Germania e mi ha raccontato della durissima selezione a stadi successivi. Fino alla prova di orientamento le donne erano il 50% dei candidati, dopo quella prova sono state quasi tutte eliminate. Io sono sicura che questo non può essere ragionevolmente ascritto al solo sessismo, e introdurre le quota rosa in quella specifica selezione, con quegli specifici candidati, avrebbe potuto in effetti far passare dei candidati meno adatti a quel lavoro.
È un tema rischioso e difficile, e troppo sensibile. Perché introdurre il concetto di differenze di genere innate può essere facilmente strumentalizzato da gente che la userebbe come ragione per tenere le donne a casa a far la calza. L'idea che la differenza intellettiva fosse biologica era di fatto la scusa per negarci pure il diritto di voto, con la storia dei grammi di cervello in meno. Per me, basterebbe far capire che il valore di una persona non è in discussione, che l'intellligenza e la stupidità sono equamente distribuiti tra i generi. Forse non si può dire altrettanto degli interessi e delle pulsioni personali: ma questo non giustifica la polarizzazione bianco-nero imposta dalla nostra società, sfruttata ignobilmente dalle logiche di marketing e di conseguenza rafforzata nella percezione collettiva..
Un buon modello educativo è infatti, secondo me, quello svedese, dove a scuola si insegna a tutti, maschi e femmine, sia economia domestica che educazione tecnica, entrambe le cose con tanto di laboratorio pratico. Così tutti imparano tutto: cucinare, lavorare a maglia, fare il bucato, lavorare il legno, costruire circuiti elettrici etc. Dunque, le ragazze che hanno interessi tecnici saranno libere di svilupparli prima dei 20 anni (quanto mi sarebbe piaciuto!) e i maschi imparano a fare tutto in casa senza sentirsi degli eroi (quando va bene) o sminuiti nella loro virilità (quando va male). Poi però, una volta che vanno all'università, nemmeno qui in Svezia le donne ingegnere sono il 50%, né gli uomini che studiano lingue o fanno l'educatore d'infanzia. È davvero un problema? Le persone vanno lasciate libere di scegliere in pace - senza condizionamenti culturali né da una parte né dall'altra. Perché io temo che nel numero "stranamente" alto delle donne indiane che studiano informatica (per dirne una) non ci siano solo quelle davvero interessate, ma anche e soprattutto quelle che sperano di venir considerate meglio di un cane una volta che avranno ottenuto un lavoro da uomo...queste non sono pari opportunità, secondo me, tutto il contrario.
Piuttosto mi chiedo questo: anche accettando che esistono dei campi prettamente maschili e degli altri prettamente femminili, come mai ai vertici di entrambi ci sono comunque uomini?
Ma ci sarebbe così tanto da dire, e ho davvero paura di fare un danno ogni volta che mi approccio a questo argomento. Come se il fatto di non poterlo esaurire mi mettesse a rischio di dare una visione parziale, e dunque meno equilibrata.
ok, allora la dico io la scemenza di mezzanotte. :)
RispondiEliminaNon faccio fatica ad immaginare che se come dice la Campbell il cervello è responsabile della differenziazione sessuale a livello biologico possa anche essere responsabile di altre differenze in termini di "propensioni" o "attitudini". Penso alla famosa storia che l'occhio femminile riesca a discriminare una gamma cromatica molto più ampia di quello maschile. O al fatto che magari il cervello femminile sia maggiormente attratto dalle facce di quello maschile.
Però sono anche d'accordo con quello che dice ad un certo punto una ricercatrice: è davvero così importante sapere se ci sono più donne infermiere che uomini infermieri (o viceversa per gli ingegneri) perchè questa è una cosa che sta scritta nei geni?
Mi pare che trovare il fondamento genetico e abbattere le discriminazioni dovute alle differenze di genere siano due questioni ben distinte.
Mi ricordo un libretto che lessi qualche anno fa. Si intitolava "Sono razzista, ma sto cercando di smettere". Seguiva il revival di recenti studi sull'esistenza delle razze umane e spiegava, da scienziato, perchè nel genere umano non esistano razze mentre esistano razze canine. Ricordo questa frase che riassumeva perfettamente la mia opinione: potremmo benissimo ammettere che nel genere umano esistano razze diverse e continuare a dire che esse debbano godere degli stessi diritti e non essere discriminate, così come maltrattare un cane è un reato indipendentemente dal fatto che sia un bastardino o uno col pedigree. Le razze umane, in ogni caso, non esistono.
Possiamo ammetter che esistano differenze genetiche (qualunque cosa si intenda) tra uomini e donne. E allora?
Perchè poi l'impressione che ho io è che questi studi vengano "usati" per giustificare una qualche discriminazione. O meglio il mancato intervento per eliminarla, la discriminazione. Nel caso delle razze umane, la conclusione era che si stavano sprecando soldi nell'incentivare studenti afroamericani a proseguire negli studi perchè essi presentavano una qualche sorta di limite biologico.
Mia sorelle vinse a suo tempo (12 anni) la competizione provinciale di orienteering, seconda arrivò un'altra ragazzina. Anche io mi oriento abbastanza bene, e trovo decisamente irritante avere a che fare con 1.ragazze che nemmeno ci provano a leggere la cartina o a guardarsi attorno perchè tanto "si sa che le donne non si sanno orientare" 2.ragazzi che non mi ascoltano e non si fidano di quello che dico perchè "si sa che le donne non si sanno orientare".
Penso che probabilmente il fatto che fin da piccole in montagna mio padre ci mostrasse la cartina e ci facesse vedere i sentieri, il fatto che spesso in macchina ci lasciasse l'atlante stradale per dargli indicazioni forse ci ha aiutate. Come anche il fatto che da piccola quando in montagna ci andavo con i miei cugini maschi queste cose le facessimo sempre insieme e nessuno degli adulti avesse mai fatto balenare per l'anticamera del cervello a nessuno di noi che io potessi avere un qualche handicap biologico rispetto a loro.
nessuna scemenza e soprattutto ogni commento è ben accetto!
EliminaPeraltro, questo è esattamente quello che penso io. Che alla fine non importa e che questi studi possano essere usati come giustificazione a delle discriminazioni.
Ma mi spaventa anche l'idea che una qualsiasi ricerca onesta debba essere scoraggiata, perché io penso che valga sempre la pena di sapere qualcosa di nuovo su come il nostro cervello funziona. Gli scienziati intervistati non dicono che gli studi sociologici debbano essere interrotti, allora perché dovrebbe valere il viceversa? Accantonare una ricerca solo per la paura di scoprire cose pericolose per certi equilibri mi lascia parecchio perplessa, per quanto sia perfettamente in grado di vedere in che senso i risultati necessitino di cautela.
E soprattutto, sono convinta che questo modo di fare pure rafforza le convinzioni di gente retrograda che vorrebbe le femministe al rogo. Cerco di spiegarmi.
Qua in Svezia si è molto discusso di una questione relativa alle quote rosa, un po' come nell'esempio suddetto dei controllori di volo. Ossia, quote rosa non in parlamento, dove tutta la società dovrebbe essere rappresentata e dove non esistono connotazioni di genere (e dove io infatti le vorrei introdurre, almeno in italia e almeno per qualche tempo), ma in ambiti professionali che restano fortemente sbilanciati - persino in un sistema educativo molto ben bilanciato come questo. Con l'ovvia conseguenza che una donna diventasse capo solo in virtù di essere l'unica candidata donna a tiro. Questo può essere visto come un investimento sulle generazioni future: se metto donne ai vertici in questo settore, dopo ci saranno più donne per emulazione e si raggiungerà il tanto agognato 50-50. Ma in molti si sono chiesti: siamo davvero sicuri che funzioni così, che ci saranno più donne dopo? Non è semplicemente una cosa che possiamo accettare, dopo aver dato pari opportunità a tutti, che ci siano meno donne in un certo settore?
Il punto per me è lì: dare pari opportunità. Lasciare che a tutti siano offerte le stesse prospettive. Non dire ad una ragazza o ad un ragazzo: questo non serve che lo impari.
Hai ragione che molte ragazze rifiutano di orientarsi probabilmente perché sono cresciute circondate dalla convinzione che non era una cosa per loro. Così come conosco decine di donne che nemmeno ci provano a collegare la tv e il lettore dvd , per esempio. Tu probabilmente quella selezione per controllore di volo l'avresti passata - e bisogna sottolinearlo, ti sarebbe stato dato ogni diritto di passarla. Ma altre ragazze cresciute con quella tranquilla certezza di non doverlo fare (forse) e dunque poco allenate o capaci, è giusto non l'abbiano passata - non in quel momento perlomeno. Io solo quello intendevo: che mettere la quota di minimo TOT donne in quel caso sarebbe stato un errore, una selezione poco efficace ed un enorme regalo a chi tuona che le femministe hanno rovinato il mondo. Non so se riesco a spiegarmi.
È comunque una faccenda complicata e delicata.