Sarà l'espatrio, sarà la scarsità della mia vita sociale, fatto sta che che sono tendenzialmente un po' fuori dal mondo: io e lo zeitgeist, al massimo buongiorno e buonasera. Eppure persino io so ormai cosa sia Distruggere e questo perché non passa giorno senza che un suo post compaia sul mio feed di Facebook. E niente, ho letto qua e là, ho messo insieme i pezzi e ormai le so tutte, anche le cose che avrei voluto non sapere mai, dalle bambole reborn al freebleeding. Stavo meglio prima, in generale.
Penso di esser passata per una notevole gamma di reazioni: l'orrore, l'ilarità, l'indignazione. Ora mi sento assestata sullo sconforto. Sapere che esistono persone tra i 20 e i 30 anni che mostrano di non avere idea dei loro corpi, dei loro diritti di esseri umani, mi intristisce profondamente. Sono quelle bambine che erano in face quando io ero alle medie e già con le mie amiche discutevamo di educazione sessuale, di femminismo, di contraccezione. Come è possibile? Dove sono vissute, in che Italia? perché io dubito fortemente che qualche mia coetanea del Paesello viva in questo modo, ma forse mi illudo, forse mi sono illusa che ci fosse stato un progresso in questo senso, dai tempi di mia nonna.
E sarò onesta, col tempo, mentre smettevo di ridere e mi intristivo, ho anche cominciato a pensare che mentre tutti qua parlano di pancine, io vorrei tanto sentir parlar dei loro mariti. Davvero. Perché mi pare evidente che un fenomeno non possa esistere senza l'altro e comincio a trovare problematico che la discussione si concentri solo su queste donne e le loro tristi ma ridicole vite sottomesse. Mi chiedo quante di loro abbiano davvero scelto, cioè quante di loro hanno davvero avuto davanti il bivio se studiare o no, se essere donne indipendenti o no, o se piuttosto non siano stante incanalate dalla nascita, dalle loro famiglie (le madri e i padri), in questa dimensione di ignoranza e grettezza dove uno stupro nel sonno viene raccontato come un atto d'amore?
Magari, penso, quando erano ragazzine non avevano vicino nessun altro esempio, e nemmeno la scuola le ha illuminate su niente, forse davvero, come dicono, non hanno mai visto una coppia che si dice ti amo fuori da un film di hollywood. Forse l'umiliazione e l'ingiustizia sono talmente diffuse attorno a loro - ricordiamo che questa gente paga le babysitter una misera e al netto delle nanne e tratta le cameriere come schiave - che non potrebbero mai nemmeno metterle in discussione.
Però...però adesso ci sono i social media giusto? Internet ci mette in contatto con mondi lontani giusto? No, perché è proprio su internet che siamo e persino qui i mondi non si mischiano: loro si chiudono in circoli di gente simile a loro, gente che non le critichi, che le rassicuri che va tutto bene, che è così che deve essere, e noi le guardiamo da fuori ridendo. Lo scambio si limita ad un disprezzo reciproco, per giunta di donne contro donne. Nessuna chance che qualcuno si illumini. Nessuna chance che le loro figlie non vengano incanalate. Tra vent'anni saremo probabilmente ancora qui, come se gli anni cinquanta non finissero mai.
...i casi della vita.
RispondiEliminaSeguo Distruggere da un po', e riflettevo proprio su quello che dici tu. Mi domando quale sia il mondo sociale e affettivo di queste donne. A volte, spesso, spero che siano tutte, ma tutte, finte. E che stiano prendendo in giro noi che leggiamo!
sarebbe certo preferibile che fossero tutte finte! qualcuna credo lo sia, o perlomeno ne ho avuto il dubbio.
EliminaIo ho smesso di seguirlo o meglio non lo seguivo attivamente ma solo se qualche amico pubblicava commenti ai suoi post e quindi mi compariva in bacheca.
RispondiEliminaHo smesso perché trovo vergognoso tutto quello che si è creato intorno al fenomeno delle pancine.
ah non ti avevo mica riconosciuta! :D
EliminaCapisco cosa vuoi dire. Vorrei evitare i soliti schieramenti a blocchi, i pro panchine e i pro distruggere, mi pare parecchio limitante. Penso che abbia messo in luce un fenomeno che merita attenzione, ma non questo tipo di attenzione, che è molto fine a se stessa.
Ho letto qua e là di questo Distruggere pur non avendo Facebook (mi impegno a rimanere il meno social possibile) e sono rimasta sconvolta. La messa in scena del surreale, di tutto quello che pensavi potesse vivere nella tua idea di peggio del peggio, perciò leggendo, mi sono rallegrata della mia attitudine non-social.
RispondiEliminaanche io avrei preferito ignorare! per via dei miei studi universitari sono stata costretta ad usare Facebook più di prima, e il risultato ahimè si è visto...
EliminaStesso qua. Proprio lo stesso.
RispondiEliminaecco! menomale non sono l'unica :)
EliminaIn realtà si sta discutendo molto sulla costruzione a tavolino di un fenomeno che ha tutti i crismi del (cattivo) pastiche (le marche stilistiche delle cosiddette Pancine sono tutte uguali e fanno pensare in maniera abbastanza forte a un fake di un'unica mano). Non voglio assolutamente portare la voce del "va tutto bene, madama la Marchesa", ma credo che non sia improprio riflettere fortemente, come sempre in termini rigorosamente marxiani (cioè economici, che sono gli unici che spieghino certo fondo nel primo mondo), su a chi ha portato un vantaggio tutto questo, in che termini, e su quali basi. Perché qui abbiamo a che fare con una persona che, senza titolo, e con tanta università della vita, si è creato una identità che è anche professionale attraverso un meccanismo di spettacolarizzazione dell'impalpabile e, forse, dell'irreale. Cioè, detto in altre parole, bisognerebbe guardare dati, numeri, algoritmi - perché altra cosa è se le Pancine sono un numero rilevante sulla totalità del paese, altra cosa è se sono aberrazione statistica, stabilmente fuori da qualunque gaussiana, ad arte riportate dentro la gaussiana medesima approfittando di una narrazione poco scientifica, inattendibile e che si appoggia sulla credulità degli utenti saggi e turbati - che sono gli unici alla fine a 'feed' not the troll but the narrator. Che incassa, e ringrazia.
RispondiEliminasono d'accordo sul fatto che manchino dei dati che mettano il racconto in proporzione. Alcuni post sono bellamente opera di troll, senza dubbio. Forum di mamme però ne ho visti tanti in questi anni e la componente "pancina" era notevole, prima ancora che ci fosse l'eco che c'è ora. Ma anche fosse che l'intero baraccone sia stato costruito su uno zerovirgola che non conta molto, lo sguardo col quale il nostro paese si affaccia su questo zerovirgola secondo me è comunque triste. Tante donne che si ingegnano a mostrarsi diverse da quelle donnette dello zerovirgola, tanti uomini che denigrano e finiscono col generalizzare all'intera popolazione delle madri o delle donne sposate o delle casalinghe, e pochi, davvero pochi che interroghino invece sugli uomini di quei racconti, sul come sia possibile che esistano. Infine, il signor distruggere potrebbe pescare in molti gruppi frequentati perlopiù da uomini (io sono incappata in due o tre mio malgrado che farebbero da perfetto contraltare ai tanti forum di mamme di cui sopra) e trovarvi altrettanti motivi di imbarazzo, sdegno, involontaria comicità e arrabbiature. Ma il seguito sarebbe molto minore, temo.
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