Pagine

sabato 3 ottobre 2015

fatti aiutare di più

Allora, con ordine.
Per prima cosa sono uscita una sera da sola senza bimba né marito per andare al compleanno di un'amica olandese, la quale compiva solo 30 anni mannaggia a lei e si lamentava che si sente vecchia. Il marito al compleanno era invitato ma l'ho lasciato a casa apposta perché oggettivamente avevo bisogno di una pausa - ed è stata una gran cosa mettermi un vestito e persino i tacchi e togliermi la soddisfazione per una volta di uscire con una borsetta invece che il solito borsone stipato di cambi, biberon e vario ambaradan bambinesco. Ovviamente, dopo aver mangiato una quantità preoccupante di dolcetti olandesi (l'ingrediente segreto è il burro. Tanto, tanto burro) e aver bevuto una infima quantità di vino bianco che però mi ha steso, ho preso barcollando il tram di mezzanotte come Cenerentola. Perché nonostante avessi la serata libera, la belvetta alle sei sarebbe stata in piedi comunque e io non me lo posso permettere di scendere sotto le 5 ore di sonno visto che immagino ci vorranno ancora degli anni prima che io possa recuperare.

Poi sono arrivati in città i suoceri che hanno pernottato per il weekend dai cognati ed io ho compiuto gli anni. C'è stata una torta al frutto della passione, dei fiori e dei regali - un training watch, un buono per un giorno alla spa, e delle magliette fichissime (per me che da troppo tempo mi vesto solo da H&M). Compiere ben 5 anni più della mia amica che si sente vecchia non è stato proprio piacevole ma abbiamo fatto il possibile per non pensarci.

Dal lunedì la suocera si è stabilita da noi, sollevandomi da tutti i lavori pesanti e pure da quelli solo noiosi, e permettendomi di prenotare una bella lista di appuntamenti medici e ludici. Uno di tali appuntamenti era il fisioterapista del post precedente: ne sono uscita in dieci minuti netti con il mio tutore al polso sinistro e la raccomandazione di sforzarlo il meno possibile. Il trucco è usare due mani per ogni oggetto che afferri, mi ha detto (per cambiare la scimmietta ne occorrerebbero minimo sei quindi) e poi - rullo di tamburi - fatti aiutare di più!

Adesso la suocera è tornata a casa, dunque ho usato per il momento tutti i buoni aiuto a disposizione. Mia madre doveva venire tra due settimane ma ci si è messa di mezzo la sfiga - e la mia cara nonna - e dunque non credo sarà possibile (but more on this later on). Del resto tra gli appunti ludici cui la presenza di mia suocera mi ha permesso di presentarmi senza Kiki, sono stata letteralmente sommersa da offerte di aiuto, senza che io avessi chiesto nulla (probabilmente il tutore era abbastanza eloquente). E mi rendo conto che a volte è più un nostro limite questo di non chiedere aiuto, e forse nemmeno di accettarlo troppo a cuor leggero. Avere figli lontano dalle proprie famiglie è possibile, non ci piove, ma è pesante e talvolta ci si sente un tantino sopraffatti. È però una condizione sempre più frequente nel mondo e dunque è solo naturale che ci abituiamo ad altre forme di solidarietà ed altre reti di salvataggio.



16 commenti:

  1. Intanto auguri!!!!!
    In effetti anche io tendo a non chiedere aiuto...è più forte di me....però quando viene mamma qui e l'aiuto volente o nelente me lo dà...beh fa piacere!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! mi fa piacere che almeno per te sia facile ricevere la visita dei tuoi ogni tanto. Anche se non è un aiuto quotidiano è comunque un contributo importante, me ne sono accorta questa settimana...

      Elimina
  2. Dai dai! Lo vedi che quando c'è bisogno... ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. già, a volte basta chiedere...o almeno accettare ;-)

      Elimina
  3. Prima di tutti Auguriiiii per i tuoi nuovi 25! :)
    Poi, effettivamente questa cosa di avere figli da expat è l'inizio della nuova era...che questo permetterà alla donna di sviluppare ancora più strategie di multitasking e "facciotuttodame"? Io spero che vinca la tua opzione, nuove forme di solidarietà e reti di salvataggio alternative è quello di cui abbiamo bisogno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie Giulia! si pare un po' anche a me che bisogna contrastare questa tendenza alle wonderwoman col superpoteri del multitasking. Il problema è solo come valutare una persona che ti offre aiuto - e i bambini piccoli sono impegnativi e sono responsabilitá - ma senza che vi leghi una conoscenza di anni e anni: diventa necessario imparare a usare parametri diversi, che non avremmo usato nella vita "tradizionale" a pochi km da mamme e parenti vari.

      Elimina
  4. E'proprio vero, tante volte per orgoglio o per senso di onnipotenza pensiamo di potere e dovere fare tutto da sole..che sia quasi una vergogna farsi aiutare. Mi ricordo mia sorella, con mia nipote di un anno e una separazione fresca fresca, piangere mentre si sobbarcava tutti i lavori più pesanti..non perchè nessuno volesse aiutarla, ma perchè era lei a considerare una sconfitta non farcela a fare tutto da sola. Ora che aspetto un bimbo mi sono ripromessa di accettare senza indugio e anche un po'sfacciatamente ogni aiuto offerto..e vaffanculo l'orgoglio! E'un piacere anche farsi coccolare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma cosa leggo qua tale righe!! congratulazioni cara! Hai detto bene, a volte è una strana mistura di orgoglio e senso di onnipotenza. In più c'è questa cosa che a farsi aiutare magari da amici di non lunghissima data ci si fa un sacco di problemi in più. E ora fatti coccolare per bene!

      Elimina
  5. Intanto AUGURI!
    Poi avevo scritto un bellissimo commento che mi è sparito e ora 'gna fo a riscriverlo.
    Vedo che questa malattia del non chiedere aiuto è ampiamente diffusa, e mi ci metto pure io, colpevole come e più di tutti.
    35 anni non sono poi troppi per imparare che chiedere aiuto è non solo sacrosanto nel bisogno, ma anche un modo per dire agli altri che sono importanti per noi. Mi ci sono voluti un paio di amici-di-non-lunghissima-data offesi perché non li avessi contattati per rendermene conto.
    Si impara, pianino e mettendo un po' a tacere l'orgoglio, ma si può imparare. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! ma mica si può dire che ho imparato ancora... quel che dici è proprio quello che mi è successo con le amiche di qua - una di loro si è praticamente imposta su di me, venendo a casa mia ad aiutarmi con la piccola. Inutile dire quanto la cosa mi abbia toccata.

      Elimina
    2. oddio, vedi, io quella che mi viene a casa non la reggerei. Nel senso che mi irrito molto quando vengo esautorata da persone che decidono di prendere in mano la situazione, anche se lo fanno con le migliori intenzioni. Se mi vuoi aiutare mi chiedi e io non dico di no. Mi ricordo il pomeriggio che ho dovuto telefonare a M. per chiedergli esplicitamente se veniva ad aiutarmi a spostare la lavatrice. Conosco la sensazione che avevo mentre componevo il numero, gli ho spiegato che era lontano e che c'erano 3 rampe di scale. Chili di orgoglio mi sono ingoiata. Ci siamo fatti 40 km andata, carico di lavatrice e altre cose, 40 km ritorno in furgone (guidato sempre dalla sottoscritta). Quando finalmente ho visto la mia lavatrice in bagno l'avrei abbracciato, mi sono trattenuta solo perché ero sporca e sudata, ma l'ho ringraziato tantissimo. Lui mi ha guardata e out of the blue se ne è uscito con "I'm honestly impressed by the way you're handling all this".
      E lì ho capito che eravamo pari. Un pochino del mio orgoglio me lo sono visto restituire.
      Si è anche sbafato un pacco di Lindt che avevo trovato per caso in credenza.
      :)

      Elimina
    3. ho sicuramente dato una impressione errata, la mia amica non mi ha soverchiata è stata molto delicata ma aveva chiaramente capito che io non sarei mai riuscita in prima persona a dirle "vieni ho bisogno di aiuto". Proprio perché, come penso tu comprenda fin troppo bene, tendiamo a chiamare per aiuto proprio di fronte ad ostacoli insormontabili, tipo il trasporto di una lavatrice, che non è lavoro per uno solo manco se è grande e grosso...altro che orgoglio Fughetta, tu sei una guerriera, lascia fare ;-)

      Elimina
  6. auguriiiiiiiiii tardi!!!!!!
    ma quando hai esattamente compiuto gli anni??
    sul farsi aiutare ne avrei a kili da dire...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie! il 27 settembre. Solo che la cosa si è un po' persa nella centrifuga. Posso immaginare quanto potresti dire in merito! ma tu almeno hai imparato a contare sulle reti alternative?

      Elimina
    2. No macché! Non ho imparato! é l'orsite che mi frega a me.
      c'ho giusto un post in bozza che avrebbe titolato "how happens you do not ask for help" ma é troppo troppo troppo amaro e ombelicale. E francamente inutile. Imparare a chiedere aiuto é una cosa piuttosto avanzata. Se sei nella c@cc@ vera e completa mica ce la fai! Io credo.
      Poi uno puo' pure aiutarsi in modi creativi.... Avevo 3 propositi per il 2015. Dimagrire, trovare una babysitter e tornare a bazzicare facebook... tre cose completamente diverse. Quella più fondamentale la seconda. Ancora niente. Pero' tra pochi giorni vengono i suoceri e a settembre é venuto di nuovo mio padre (against all odds, avevo detto basta!) e sono sopravvissuta, anche se devo lottare duro contro quel senso di approfittamento profondo che mi pervade.

      Elimina
    3. ahahah quanto hai ragione, sull'orsite e tutto il contorno di paturnie. Che pure io vorrei evitarmeli i post amari e ombelicali, ma ho pure la sensazione che quanto più li evito, autocensurandomi qui, tanto meno mi faccio aiutare anche dai miei interlocutori in carne ed ossa, è un attimo mettere la maschera sorridente e via, ed è un circolo vizioso.

      Elimina