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mercoledì 15 aprile 2015

please wake up and feel the love (the sinner is you)

I miei sono venuti a trovarmi. Per l'occasione ho affittato il piccolo appartamento degli ospiti che esiste nel mio complesso abitativo, a 500m da casa mia circa. Quindi la convivenza era limitata a circa 12 ore al giorno. Eppure non è stato facile lo stesso.

Era la prima volta che mio padre veniva a trovarmi in circa dieci anni di vita all'estero. Per un'intera settimana poi, un evento davvero insperato. Mia nonna era ben poco felice quando ha saputo che suo figlio si sarebbe assentato dal suo capezzale (figurato, mia nonna non è allettata, solo molto anziana) e difatti ha chiesto: ma devi proprio? Perché in fondo che bisogno c'era di lui? che gliene importa ad un uomo di un neonato? di certo io avrei al massimo avuto bisogno di mia madre.

Io non riuscivo certo a definire questa visita il risultato di un "bisogno". Se vivo lontana da nonni vari per tutto l'anno, non è una settimana a cambiarmi la vita, no? per me era più un'occasione per passare del tempo insieme, e sì, in questo senso mio padre doveva esserci, guarda un po'. Mia nonna intanto si è autoconvinta che questo imprescindibile viaggio di mio padre fosse in occasione del battesimo di Kiki - ha fatto tutto da sé. nessuno ha mai parlato di battesimi e Kiki non sarà battezzata. Si vede che altre ragioni per mio padre di incontrare sua nipote non ne vedeva.



E ancora non riesco a crederci che sia venuto, e devo ammettere che sostanzialmente tutto ciò è il risultato di molti mesi di velate minacce. Dovrei quindi essere molto soddisfatta di me, per esser riuscita a fargli fare quel che volevo...eppure non riesco a scacciare l'idea che avrei tanto voluto che le minacce non fossero necessarie. Che fosse lui ad attivarsi per esserci.

Peraltro, ho la sensazione che l'autocoscienza di mio padre sia messa peggio di sempre. Per esempio, mia madre mi stava aggiornando sui parenti e conoscenti, e mi parla di una sua cugina che ha divorziato e sta molto male. Chiedo quindi di chi fosse la decisione o la responsabilità e mio padre entra a gamba tesa e dice: l'ha lasciata lui, ma la colpa è di lei, visto che per anni ha trascurato la sua famiglia per prendersi cura dei suoi genitori malati!. 
Io spalanco gli occhi e non mi trattengo: ma stai scherzando vero? proprio tu lo dici??
Lui furente: ma che dovevo fare, lasciare mia madre in mezzo a una strada? 
Io scelgo di sorvolare sull'evidente esagerazione (mia nonna non è in mezzo a una strada per niente, e non lo sarebbe certo di più se ogni tanto lui e mia madre se ne andassero in vacanza...tipo 3 giorni, ma vabbè.) e dico: perché, secondo te invece lei poteva lasciarli "in mezzo a una strada", i prozii?
E lui: ah ma mica è la stessa cosa! qui si tratta di salvaguardare un matrimonio! 

Capite il livello di denial? Avevo gli occhi fuori dalle orbite. Mia madre lì accanto serena. Lei che passa la vita a inveire contro la vita che le ha dato in sorte questa suocera, e a litigare con mio padre ogni volta che accade una stupidaggine che riguardi mia nonna, in questo caso non ha reagito minimamente.
Seriamente, la famiglia tradizionale è la cosa più sopravvalutata del pianeta.

Come sempre, a posteriori vorrei essere capace di trattenermi. Di non far tracimare qualsiasi conversazione in uno scontro all'ultimo sangue. Ma non a caso sono figlia loro, eh. In casa mia nessuno si è mai trattenuto dal dire alcunché. Mobbing famigliare, lo ha definito una donna molto intelligente. Ed io ripeto pari pari il solito pattern: giudizi immediati e taglienti, mai chiedersi scusa nemmeno sotto tortura, mai accettare le critiche e cercare sempre di scaricare una colpa sul primo che passa. A casa mia abbiamo i campionati mondiali del lancio della colpa. Io lo so, ne sono diventata consapevole con grande difficoltà e molte sofferenze - non sono migliorata poi molto, ma un po' sì. Eppure appena ritorno in famiglia mi ritrovo trasformata nella solita persona, per quanto magari le mie idee sono diverse da allora, le modalità tornano ad essere inesorabilmente le stesse. Ed io non mi piaccio molto in quei casi. Non mi piaccio per niente.

Si dice che capire cosa non va sia già metà della guarigione. Sono anni che non faccio che rendermi conto di cosa non va, e francamente per ora l'unico risultato è questa mia rabbia da contenere, perché vorrei essere diversa, riavere indietro il tempo e poter essere più giovane e flessibile e ancora in tempo per cambiare. E poi guardo Kiki e lo so, lo sento, che per quanto io mi sforzerò di non fare certi danni, sono destinata a farne altri. L'unica cosa che spero è che almeno sul chiedere scusa riusciamo a lavorarci. Così, per qualunque catastrofe educativa del futuro, io riuscirò almeno a dire che mi dispiace.

19 commenti:

  1. quindi se tua madre minacciasse il divorzio tuo padre manderebbe a cacare la vecchia nonna?

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    1. ovviamente no, scherziamo? lui non ha mica scelta, a differenza del resto del mondo. (Del resto, secondo me nemmeno lo calcola come rischio, il divorzio).

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    2. sì, credo anche io, da quello che racconti, che sia più che altro la seconda che hai detto...

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  2. Credo anch'io che essere consapevoli è già um passo importante. Così come saper dire mi dispiace. Certo che farai degli errori. Quale genitore non ne fa..
    Ma sono sicura che cercherai di non fare quelli che hanno fatto male a te...

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    1. eh sì penso che tu abbia ragione. Quelli li eviterò attivamente, negli altri ci incapperò mio malgrado. Ma finché saprò chiederne scusa, forse non è tanto male...

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  3. Robetta eh.. Sebbene io mi ritenga globalmente fortunata, nei momenti di maggiore vicinanza con la mia famiglia, sono colpita da quell'inerzia che fa scivolare verso modalità 'ataviche' che magari faticosamente ero riuscite a modulare.. Non so se intendevi una cosa simile. In ogni caso, a occhio, a kiki mi sembra sia andata molto bene :-) Meg

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    1. esattamente quello che intendevo. Una volta ho letto da qualche parte che nelle famiglie si tende ad assegnare dei "ruoli" senza volerlo, e anche a continuare ad impersonarli, appunto, per inerzia. (Grazie, lo spero davvero)

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    2. sono d'accordo su questo! io automaticamente quando entro a casa dei miei torno figlia in tutto e per tutto, a volte mi ci vuole una fatica a farmi considerare (e a considerarmi) un'adulta con i miei!

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  4. "Seriamente, la famiglia tradizionale è la cosa più sopravvalutata del pianeta."
    Ma seriamente eh.
    E i livelli di denial di cui sono capaci a volte...io ho fatto tanto di strabuzzate d'occhi che vabeh. Si impara molto dall'osservazione della propria famiglia, sono sicura che farai un gran bel lavoro con Kiki :)

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    1. grazie! hai ragione sai quando dici che si impara molto. Solo che si è sempre tanto coinvolti emotivamente e non li si osserva con distacco, a mo' di documentario del national geographic, i famigliari!

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  5. La famiglia tradizionale.
    Ma che roba è?
    Sopravvalutata, concordo. La faccenda dei ruoli è incredibilmente interessante, ne avevo letto parecchio anche io tempo fa. Quando cominciò ad insegnare chitarra ai bambini mia sorella mi raccontava come spessissimo i genitori arrivassero la prima lezione "dipingendo" il proprio figliolo o figliola in un certo modo, probabilmente per agevolare la maestra "così giovane" che chissà se sarebbe stata capace di prendere la creatura per il verso giusto. Molto spesso, mi raccontava, questa idea che i genitori avevano dei figli non collimava troppo con il comportamento dei figli durante la lezione. Queste bizzarre idee dei genitori sulle capacità (o molto più spesso sulla mancanza di certe capacità) dei propri figli l'aveva all'epoca molto stupita: i bambini incasellati in ritratti che i pur amorevoli genitori costruivano attorno a loro.
    Dura la vita!
    Ma farai del tuo meglio, sono sicura!

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    1. Grazie!. È proprio così, capita davvero spesso che i genitori "definiscano" i propri figli imponendo loro, senza accorgersene, l'idea che se ne sono fatti. Anche quando fosse quella giusta, sarebbe comunque importante riuscire a non farlo. Quanto alla famiglia tradizionale mi rendo conto di aver saltato qualche passaggio logico nel discorso: per me coincide con una certa idea che hanno certe persone del matrimonio come una cosa che non necessita di troppa cura, in quanto indissolubile.

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  6. Ah, come ti capisco! Quante volte ho sbottato con mia madre, o giudicato con estrema rigidità il loro matrimonio e il loro rapporto a 2...con il tempo però ho imparato ad essere meno supponente e a chiedermi se davvero noi sapremo fare di meglio..ma soprattutto a pensare che loro, parlo dei miei, con tutti gli innumerevoli sbagli che hanno fatto, hanno fatto quello che potevano...avrebbero potuto fare di meglio, forse, ma forse non erano pronti a farlo. E come genitori, come hai detto tu, forse noi non rifaremo gli errori dei nostri genitori ma ne faremo altri, e toccherà ai nostri figli, un giorno, saperci perdonare e accettare.
    Questa non è una critica nei tuoi confronti, ma forse più un consiglio da una che ha portato rancore per anni ai genitori (soprattutto alla mamma) e ora sta iniziando ad imparare ad accettare e a perdonare.

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  7. infatti hai ragione. La cosa frustrante è quanto ci si mette a fare il viaggio tra la mente e il cuore, per ora ci arrivo solo razionalmente ma le reazioni sono ancora quelle istintive!

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  8. È proprio una generazione diversa quella dei nostri genitori. Così incatenati a obblighi che poi diventano certezze e fonte di sicurezza. La mia zia, come il tuo babbo, quando la mia nonna era vita non veniva manco a Firenze a trovarmi se ero malata. Quando la nonna è morta, un po' si è sciolta, ma ha sempre avuta pronta la scusa dei gatti che non poteva lasciare. Solo in vecchiaia, con la testa ballerina, ha iniziato a viaggiare. Penso che se le si proponesse, adesso, verrebbe anche in Texas!

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    1. è vero che si sente la differenza tra le generazioni, specie nel dare per scontato l'obbligo di mia madre ad accettare le condizioni che lui accetta per entrambi. Quanto a me...in pratica il succo è: non hai bisogno che te lo dimostri, per sapere che ti voglio bene. E questo pure, temo, è un concetto tipico delle generazioni precedenti.
      Bellissimo che tua zia sia diventata più avventurosa con l'età!

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    2. Verissimo! Mia zia ha perso il capo e con quello anche tutte le barriere che le erano state imposte...

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  9. Giorni molto molto appannati, faccio fatica a prendermi questo tuo complimento. Oltre alla nebbia mio padre è ancora qui per tre giorni e quindi mi sento nel mezzo del ciclone, un filo più consapevole ma non meno doloroso e terrorizzante. E quei danni poi, quanto ci penso al fatto che è il mio turno di fare tanti tanti danni

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    1. Mi spiace! ma prenditelo lo stesso il complimento, perché mi hai fatto riflettere parecchio su questo punto. Spero il ciclone sia passato e sono convinta che ogni volta è un passo avanti, anche se piccolo.

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