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venerdì 9 gennaio 2015

quand on n'a pas d'arguments, on tire

Dopo tanto covare, perché a me la rabbia ammutolisce, provo a spiegare perché ieri mi è parso si sia toccata una nuova vetta d'orrore.

Perché dopo una bomba alla stazione continueremo a prendere treni, pur piangendo, pur con paura, perché non ci sono altre possibilità e la vita va avanti, è sopravvivenza, mica eroismo, è quello che evidentemente fanno quelli che vivono in certi luoghi dove certe cose sono frequenti. E dopo che un giornalista d'assalto è stato freddato per aver scritto o indagato su qualcosa di scomodo, ci sarà un altro giornalista innamorato della verità che indagherà a sua volta su quella morte, e che farà venir fuori la storia. Ci sarà la potenza dell'indignazione, ovviamente, e il desiderio di celebrare il coraggio, l'orgoglio per le proprie idee.

Ma essere uccisi per una battuta, è una cosa un po' diversa. Fare battute e vignette difficilmente passa per eroismo, tanto che qualcuno pure dice che se la son cercata. Fare battute e vignette difficilmente passa per sopravvivenza. E dunque ho paura, più di sempre, che questo attentato sia andato più a segno di tutti, e che oggi siamo tutti Charlie, ok, ma da domani forse prima di fare una battuta su certi argomenti ci si penserà due volte. Non per vigliaccheria, che pure sarebbe umana e non certo condannabile. per lo meno non da me, ma per oggettiva mancanza di voglia di ridere. Che mica si può ridere per forza, a comando, di tutto. Oggi già c'era chi chiedeva a quelli del Vernacoliere "avanti su, fate una vignetta anche voi, non avrete mica paura?"

E allora la mia reazione oggi, è stata quella di tornare a cercare vignette e video satirici in cui siano stati presi di mira i fondamentalismi. Solo poche settimane fa John Cleese infatti diceva: i fondamentalismi sono intrinsecamente ridicoli. Per questo sono perfetto materiale di satira, perché sono l'emanazione di una ovvia mancanza di intelligenza che porta a prendere le cose alla lettera. Purtroppo, per questo stesso motivo, ridere dei fondamentalisti, e degli stupidi, chiunque siano, è anche pericoloso.

Continuiamo a ridere, oltre alla rabbia, ai dibattiti, alla solidarietà per chi non c'entra niente e ci finisce in mezzo, oltre ai banner e ai necessari propositi di investimenti in educazione, istruzione, tolleranza, continuiamo a ridere di "loro". E quando dico loro intendo gli stupidi. Sia quelli che hanno fin troppa facilità a reperire un mitra, purtroppo, sia quelli che magari questa non ce l'hanno ma invocano comunque censure, querele e pene di morte. E ti chiedi se per caso, ce lo avessero lì a portata di mano pure loro, e nulla da perdere, non lo imbraccerebbero eccome.

8 commenti:

  1. io sottoscrivo, sottoscrivo tutto.

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  2. è una ridicolaggine macabra la loro e t'immagino le risa intrise di lacrime mentre scorri le vignette.
    ml

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  3. le risa non possono essere la reazione di oggi, ma la resistenza di domani. Davvero poca voglia di ridere...ma se il terrore ci impone l'autocensura, ha vinto.

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    1. avevo perfettamente inteso il senso di scorrere le vignette satiriche per protesta (e sono solidale con te), per questo parlavo di tue risa sofferte.
      ciao
      ml

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    2. Grazie Massimo! avevo paura di non esser riuscita a spiegarmi.

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  4. Che belli i tuoi two cents, cara Arya. Quanto difficili e giusti, nello stesso tempo. Condivido, ma, soprattutto, cercherò di mettere in pratica.

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    1. grazie 'povna. È consolante, specie dopo la sfilza di #jeNEsuisPAS che ho letto ieri...

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