Gli svedesi sono uno dei popoli più abitudinari che conosca.
Ho già detto che ogni 24 dicembre dal 1959 si trasmette lo stesso identico cartone disney, e, fatto ancora più sconvolgente per me, lo si guarda sempre, trovandogli posto in mezzo alla routine di pranzi, caffè e cene.
E ogni 1 Gennaio la televisione di stato trasmette invece Ivanhoe. A meÈ parso da subito difficile immaginare di attaccarsi ad un'abitudine insignificante come un film che di certo non è nemmeno particolarmente memorabile, o particolarmente a tema. Eppure in realtà non dovrei stupirmi: fin dal nostro primo anno insieme io e Danne abbiamo costruito piccole tradizioni, quasi sempre nate per caso e poi caparbiamente mantenute.
Per esempio il nostro capodanno. A lungo, capodanno era il giorno in cui ci ritrovavamo dopo aver passato le feste di natale a oltre 2000 km di distanza, ognuno a casa dei propri famigliari. Era il giorno in cui ci saremmo scambiati, in ritardo, i regali, ed era anche il giorno in cui ci saremmo trovati in un paese, la Germania, dove non si trovavano nemmeno i nostri amici e colleghi poiché tutti a loro volta expat e dunque impegnati nei loro paesi d'origine. Quel primo capodanno, ormai otto anni fa, ci ritrovammo a pensare solo molto tardi che forse era il caso di affrettarsi verso il supermercato, prima che chiudesse, per comprare qualcosa e mettere insieme una cena degna di nome. Al supermercato regnava un clima quasi surreale, era semideserto, e noi ci aggiravamo senza idee per i corridoi. In un impeto acciuffammo un'aragosta dal freezer, dei ravioli al tartufo, dei formaggi francesi e ormai lanciatissimi, pure una bottiglia di champagne.
A casa seguì un frenetico giro di google per determinare il da farsi circa il crostaceo, che non avamo la minima idea di come gestire. Apparecchiai la tavola con quelle prime cose comprate, l'unica tovaglia, quei portacandele comprati d'istinto, gli unici due calici da vino. E poi ci mettemmo ridendo degli abiti eleganti, anche se eravamo scalzi, e questa cena improvvisata e cazzona come noi cominciò tardissimo e si protrasse lentamente in quella nostra mansarda sgangherata, fino allo champagne e alla sorpresa di scoprire che il piccolo e sonnacchioso paesino della campagna tedesca aveva in serbo per noi dei fantastici fuochi d'artificio, visibili al meglio dalle grandi finestre su tutti i lati della casa, uno spettacolo inatteso e bellissimo.
Da allora ogni capodanno per noi è stato questo, più o meno. E ieri per la prima volta abbiamo mancato, trascorrendolo invece con suoceri e cognati, e preda di una stupefacente letargia, visto che come ormai sanno anche i sassi la notte di solito non mi addormento nemmeno a piangere.
Durante la sera abbiamo scoperto grazie a mio suocero che il 1 gennaio è il giorno della pizza. Perché non ci si crede ma al posto di santi e madonne, il calendario svedese è zeppo di giorni dedicati a cibi o dolci specifici. Alcuni tradizionali, altri introdotti da poco. C'è il giorno delle kanellbullar, il 4 ottobre, e il giorno dei waffel, il 25 marzo, per esempio. E mille altri, molto più scemi. In un tentativo di sollevarmi il morale - visto che avevo dovuto brindare con la fanta e astenermi dal mio adorato camambert e quando ho sonno sono malmostosa - Danne ha deciso che oggi avremmo celebrato almeno il pizzans dag, che almeno non ha controindicazioni in gravidanza.
E pizza è stata, con Ivanhoe in sottofondo. La pizza è una delle poche preparazioni che mi motiva a vincere la pigrizia atavica e usare l'impastatrice, che ho comprato ma poi snobbo regolarmente. Lievitazione lenta, ho cominciato a lavorare al mattino in vista della sera, ma in mezzo in pratica ci sono solo lunghe attese con la "palla" a riposo al caldo. Risultato strepitoso...e che soddisfazione la pizza vera, accidenti a me che me lo dimentico e finisco per accontentarmi del simpatico turco sotto casa e della sua kebabpizza.
Dunque è deciso: è nata una nuova tradizione. Perché dopotutto si vede che ne abbiamo bisogno.
Buon 2015!
Buon 2015!Anche da noi, seppure non è segnato sul calendario, il 1 gennaio è il giorno della pizza:di solito trascorriamo il capodanno in casa con gli amici, e tiriamo moolto tardi giocando a vari giochi idioti come Taboo e Pictionary (quest'anno siamo andati a letto alle 7!). E siccome non siamo più dei ragazzini, il giorno dopo siamo degli zombie..quindi voglia di preparare la cena zero..quindi pizza!!;)
RispondiEliminano ascolta, la kebabpizza del turco era buonissima!
RispondiEliminaBuon 2015!!!
RispondiEliminaA me piacciono le tradizioni nuove che nascono, come quelleidi cui parli. Con quelle vecchie e imposte a chi non le sente o peggio le aborre ho dei grossi problemi invece.
Milkfree: ah ma sai che ho pensato che non è un caso se hanno fissato il giorno internazionale della pizza proprio il primo dell'anno? peraltro, pare che la pizza sia perfetta per i postumi della sbornia. Buon anno anche a te!!
RispondiEliminaConnie, lieta davvero che ti fosse piaciuta! la pizza del turco è del resto indispensabile per una pigrona come me!
Squa, buon 2015! La penso esattamente come te sulle tradizioni! E pure quelle create da me, quando e se hanno fatto il loro tempo voglio poterle interrompere senza divenirne schiava.
buonissimo 2015 e buona pizza (confido che la rifarai presto!
RispondiEliminaIo il 1° gennaio guardo il concerto di Capodanno, quello a Vienna, tipo da sempre. Quest'anno non ho potuto e mancava qualcosa al mio Capodanno!
Spero, un giorno, di avere i soldi - pare i prezzi siano proibitivi - per vederlo dal vivo, quel concerto, fa parte della mia infanzia da che ricordo :)
Minerva
mi hai ricordato di quando ogni 1 gennaio pranzavamo da mia nonna e il Concerto era sempre in sottofondo mentre preparavamo.. buon 2015 Minerva, ti auguro di poter esaudire presto questo sogno!
EliminaAnche per me sempre il concerto di capodanno! Divertente il pizza day!
RispondiEliminaIl concerto sarebbe stato pure più adatto come sottofondo delle operazioni di impasto rispetto ad Ivanhoe! ma chissà come si creano certe tradizioni...
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