Ultimamente colleziono post nelle bozze ma non riesco davvero a scrivere quello che sto attraversando. Sono molto insonne e molto fragile. Sento che ho bisogno di fermare i pensieri almeno qua sopra ma per spiegarmi meglio è necessario anche descrivere come funzionano le cose in Svezia in gravidanza. Magari è noioso, ma considerando che i blog degli altri hanno rappresentato per me una valida fonte di informazioni, magari a qualcuno che passasse di qu tutto questo potrebbe risultare utile.
Questa settimana sono andata ogni giorno alla clinica ostetrica. Lunedì avevo una visita di routine, oggi il primo incontro del corso preparto. Nel mezzo, martedì, una visita urgente e fuori programma perché è diventato evidente che ho bisogno di supporto psicologico o quanto meno emotivo. Martedì, peraltro, uscita dalla clinica, sono andata nella adiacente biblioteca e ho letto per tre ore filate libri molto tecnici, in svedese, sull'argomento.
In Svezia funziona così: non esistono cliniche private per partorire, tutti nascono in strutture gestite dallo stato. Ginecologi privati esistono ma praticamente nessuna vi ricorre, a meno, immagino di particolari patologie, necessità, fissazioni. Per tutta la durata della gravidanza, si frequenta, gratuitamente, una clinica ostetrica di riferimento (quella più vicina geograficamente) dove si incontrano solo ostetriche. La mia è a dieci minuti a piedi, dentro ad un centro commerciale, scollegata da qualsiasi ospedale. Se le ostetriche notano qualcosa di cui non si sentono sicure sono esse stesse a metterti in contatto con un ginecologo, che ti visiterà all'interno della stessa struttura, sempre gratuitamente. Se si rendono necessari esami particolari, saranno sempre le ostetriche a farti chiamare dall'ospedale che ti notificherà un appuntamento. Durante la gravidanza non sta mai a noi prenotare visite, e dalle nostre mani non transita nessun risultato di analisi. Tutto quello che hanno misurato, sta nei loro computer e se è tutto nella norma non ne verrai informata direttamente. Dal loro punto di vista, tutto questo è fatto per limitare le tue preoccupazioni. Per chi viene dall'Italia, abituata a portare personalmente i risultati delle analisi al proprio medico, per interpretarli, tutto ciò può causare anche un senso di insicurezza, di mancanza di controllo, ma in generale ammetto che lo stress è inferiore, nonché il tempo necessario a recarsi in vari luoghi per prenotare visite, e ritirare esami. Gli incontri sono regolari e sempre con la stessa ostetrica, circa uno al mese. Le ecografie sono invece molto poche, e in teoria nessuna dopo il 5o mese. Alle visite si prendono piuttosto le misure esterne, si misura il battito cardiaco, si fanno delle analisi del sangue veloci e mirate e sopratutto si parla.
L'ostetrica che ti segue in teoria è sempre la stessa. A me non è andata così, ma credo sia un caso dovuto al fatto che nei mesi estivi molte sono in vacanza e vengono sostituite da colleghe. Ad ogni modo tutte le mie informazioni, anche le cose che avevo menzionato brevemente ed ero certa fossero state dimenticate, stanno nel mio file. Questo file è accessibile da entrambi gli ospedali cittadini dove potrei trovarmi a partorire, a seconda delle disponibilità di posti. Il numero da chiamare in caso di dubbi, di avvio del travaglio o di qualsiasi emergenza è uno solo, che coordina entrambi gli ospedali. L'ostetrica che ti segue in gravidanza non è la stessa che ti segue nel momento del parto, ovviamente, ma se per qualche ragione una si trovasse a sentire che a pelle con questa persona non si instaura un buon rapporto, si può sempre chiedere di sostituirla senza problemi senza dover discutere. In ospedale non si vedranno ginecologi a meno di problemi, ma un medico è sempre presente e così anche un anestesista. Per l'epidurale non c'è da fare richieste particolari e preventive ma se si è molto decise per averne una, può essere bene che questa informazione compaia subito nel famoso file personale, così come altre necessità, paure, preoccupazioni etc. Altre forme di trattamento del dolore sono il gas esilarante, disponibile per tutto il travaglio in tutte le stanze, l'agopuntura (ohibò), una stimolazione con elettrodi (credo si chiami TENS) e delle infiltrazioni di acqua sterile sottocute.
Tempo fa avevo chiesto all'ostetrica, che però era una delle supplenti, del cosiddetto programma Aurora. Si tratta di un programma speciale per le donne che sentono di aver molta paura del parto. Lei tagliò subito corto dicendomi che quel programma aveva posti limitati, e che la precedenza era data a donne al secondo parto che ne avessero avuto uno traumatico prima. Quella risposta mi aveva scoraggiata dal chiedere oltre. Lunedì invece. le mie lacrime a fiume nel momento in cui una giovane apprendista ostetrica mi aveva semplicemente chiesto perché non dormissi, hanno fatto un'impressione maggiore. Sono stata presa molto sul serio. Il giorno dopo mi hanno voluto incontrare di nuovo, sia la mia ostetrica ufficiale, Gunilla, che l'apprendista e mi hanno fatto parlare in inglese, cosa che mi permette di esprimermi più naturalmente. Quel che è venuto fuori, vorrei riuscire a scriverlo presto, per ora mi limito ai fatti concreti: hanno fatto richiesta di iscrivermi al programma Aurora ma mi hanno anche offerto tutta una serie di altri supporti che fino ad allora, per disinformazione mia, pensavo fossero disponibili solo dentro ad Aurora. Ossia, incontri con una psicologa specificatamente formata (che spero di fare presto) e visite informative ad entrambi i reparti di ostetricia dei due ospedali. Questa pare una stupidaggine, ma per me è davvero importante vedere, farmi un'idea prima. In fondo, tutte le immagini che ho nella testa si riferiscono ad altri paesi (gli USA della tele e l'Italia dei racconti, magari pure datati).
Gunilla avrebbe voluto che posticipassi il corso preparto di oggi fino a quando non avessi avuto modo di vedere la psicologa. Probabilmente aveva paura che reagissi male alla vista del celebre filmato esplicativo. Io ho insistito per andarci, perché sento che la causa più grande di preoccupazione viene da quel che non so più che da quello che so, anche se forse agli altri può sembrare strano che mi angusti per non sapere che forma hanno le sedie, i letti, le camicie da notte e le mutande di rete (pure su questo dovrei tornare, ma per ridere).
Dunque ci sono andata. Il corso era tenuto da una ostetrica sulla sessantina, molto calma, molto asciutta nei toni e persino sarcastica: un tipo che si adatta molto bene a me. Io ho più problemi con le persone che sviolinano sulla forza delle donne e si ammantano di toni new-age, nonché ovviamente con quelle dai toni molto bruschi, il tipo "insegnante di educazione fisica" incazzosa. La signora peraltro mi teneva d'occhio, l'ho visto bene, e so che si riferiva a me quando diceva che se qualcuno non se la sentiva di vedere il filmato poteva certo assentarsi. Aveva parlato con Gunilla, lo so perché mi ha passato un foglio che Gunilla si era dimenticata di stamparmi ieri. Su di me è stata messa una bandierina che dice "maneggiare con cura" e non mi dispiace affatto, mi rassicura. Mi rende fiduciosa che a qualcuno importa di come sto dentro.
Il risultato di questi tre giorni è che ho pianto davvero tanto, di notte e di giorno, ho dormito davvero poco, ho parlato, ho pensato, ho letto e ho scritto e sto un po' meglio. So per certo che il "ma su non ci pensare" con me non funziona: io ci devo pensare eccome. So anche che non sempre si trova la persona giusta con la quale parlarne, e penso che se ci fosse stata solo Gunilla, lunedì, nulla di questo sarebbe venuto fuori. Parlarne davvero, al di là delle battute, al di là delle brevi menzioni di ovvie e comuni paure, è difficile perché si sente chiara la pressione sociale a non farla tanto lunga, in fondo partoriscono tutti, da sempre. Devo ringraziare questa ragazza così giovane (apprendista ma già mamma a sua volta quindi non è questione) per aver saputo riconoscere i segnali e aver dato loro importanza.
io sono qua
RispondiEliminagrazie :-*
EliminaNon essendo mamma non so cosa dirti, nè mi sento di consigliarti..ti mando solo un abbraccio!!
RispondiEliminagrazie, cara, e non temere, non sono sicura che siano le esperienze dirette degli altri in simili frangenti a potermi aiutare, è più una questione di supporto senza giudizio, penso.
Eliminaun abbraccio stretto. il metodo inglese che molto ben conosco e' molto simile a quello svedese. per qualunque cosa sentiti libera di scrivermi. ora siamo anche sullo stesso fuso ;)
RispondiEliminagrazie Fede! sicuramente esagero con le paturnie ma evidentemente sono una di quelle che quando non sente di avere controllo sulla situazione si sente persa...
EliminaCarissima, è cosa buona che qualcuno si sia accorto del tuo disagio e che ti sia offerto del supporto professionale. Evviva!
RispondiEliminaHo un'amica italiana, sposata ad un tedesco, entrambi dispersi nelle Fiandre. E' il tipo di persona molto affidabile, precisa e attenta, mi ha aiutata per ogni tipo di questione, dal disinfettante per il bucato (qui non esiste) al carrozziere per cambiare un fanale fulminato. Gentilissima. Il tipo che ha bisogno di sentire che controlla la situazione. L'ho vista affrontare una gravidanza qui e ho visto quanto le pesasse essere da sola, ovvero senza una madre o un'amica storica e fidata che magari avesse fatto la sua stessa esperienza. Oltre alla questione "gravidanza e parto" era abbastanza preoccupata per tutte le cose pratiche tipo il corso pre-parto (che qui non esiste) l'ospedale (che va prenotato e pagato) il tempo di maternità, l'allattamento, eccetera. Che dire? Chapeau, siete brave! Forza e coraggio!
Grazie cara, hai ragione, il bisogno di sentire che si ha tutto sotto controllo è una brutta gatta da pelare per una expat! e dire che qui dopotutto il sistema ti viene anche abbastanza incontro, dando per scontato che tutti ce la debbano poter fare senza aiuti famigliari, ma quanto sarebbe più facile essere vicino casa...
EliminaAh mi conosla sapere che la svezia non è l'unico luogo della terra senza napisan o simili!
Scusate, non ho capito, a che vi serve il napisan?
RispondiEliminaesattamente come l'amuchina, è uno di quei prodotti per disinfettare che paiono colonne portanti della matritudine e dai per scontato che esistano, Ma si vive anche senza, eh.
EliminaMa ora ci sono i detersivi direttamente con antibatterico... io li scoprii in America nel '99. A parte il fatto che sono sempre stata dell'idea, toxo a parte, che quel che non ammazza ingrassa e non li ho mai usati...
Eliminaconfermo che si vive benissimo anche senza, ci ho passato 2 anni.
EliminaLe mie lavatrici hanno dentro di tutto dalle mutande alle camicette, tendo a lavare tutto a basse temperature, e una passata di disinfettante non guasta.
Cosa rarissima è pure il sapone di marsiglia (a cosa serve? Serve a lavare cose piccole senza buttare tutto in lavatrice, soprattutto se abiti in una camera 2x3 e la lavatrice la devi andare a fare al lavaggio automatico che sta a 2 km a piedi da dove vivi e non hai un mezzo di trasporto alternativo).
Il borotalco era una chimera. Trovavo solo una baby powder carissima (a cosa serve? A levare le piccole macchie d'olio senza buttare tutto in lavatrice, ecc ecc).
Anche il sale grosso è un caso interessante. Più esotico dei semi di Gogj (o come si scrive). Più o meno come il detergente intimo. Mi sentivo scema a girare tra gli scaffali senza vederlo: ce n'erano un paio di confezioni in un angolo, sommerse dalle "salviettine igienizzanti".
Tutte cose di cui si fa tranquillamente a meno, per carità. Ma sono proprio cose che non ti aspetti di non-trovare!
qui ovviamente non esistono nemmeno i detersivi con antibatterico dentro (in Germania sì per es.), per la stessa ragione. C'erano fino agli anni 80-90, poi li hanno eliminati perché hanno paura che rinforzino le colture batteriche esistenti. Quindi la pensano esattamente come Connie, che è meglio farsi un po' di anticorpi. Per il marsiglia, il sale grosso e i detergenti intimi (idem, idem, idem) invece credo sia proprio una faccenda di abitudini, per cui certi prodotti non avrebbero mercato per loro. Io sono anni che i detergenti intimi me li porto dall'italia, perché in Germania ne tenevano una sola marca seminascosta dagli assorbenti e SOLO nelle parafarmacie!
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