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martedì 25 novembre 2014

Give me a touch of something sure I could be happy evermore

Reduce da una quattro giorni di convivenza coi suoceri, seguono osservazioni sparse. Come andremo a vedere i suoceri nordici sono curiosamente simili ai suoceri di qualsiasi latitudine, quello che cambia drasticamente è il grado di esternazione. Ossia, se anche pensano il peggio di voi, voi e vostro marito non lo saprete mai (almeno fino al divorzio).

La suocera nordica vive in media a centinaia di km di distanza, dunque le visite sono rare e mai improvvise.
In questo caso vi chiama al cellulare, proprio voi, non il figlio, per chiedervi come stiate e poi aggiunge: non è che vi serve che veniamo ad aiutarvi a piastrellare la cucina? Così ti pulisco anche le finestre.
Voi acconsentirete entusiaste. E non potete non notare che lo stato pietoso delle vostre finestre non è certo passato inosservato. Senza scuse, ché non le pulivate mai nemmeno quando non eravate incinta.

il risultato 
Seguirà contrattazione per definire i termini della visita. I suoceri nordici gradirebbero, possibilmente, soggiornare nelle vicinanze, ma non a casa vostra. Lungi dall'offendervi, vi rassicura sapere che all'indomani del parto nessuno si piazzerà stabilmente nel vostro salotto. Se insistete che restino da voi, per necessità o semplicità, essi si presentano con più bagagli che per un coast to coast. Perché quando vengono in visita si portano da casa lenzuola, cuscini e coperte - per non disturbare. Sia chiaro che il viceversa, come diceva il mio prof di analisi uno, è generalmente falso. Ossia, voi guardatevi bene dal fare altrettanto. Voi avete fatto il possibile per rassicurarli, dopo un paio di tentativi avete pensato fate un po' come vi pare e vi godete le lavatrici in meno.

Essi recano seco anche tutta una serie di cibarie cui sono abituati e cui non vogliono rischiare di dover rinunciare anche solo per tre giorni. Si tratta soprattutto di (graditi) doni dalla campagna svedese: le uova del contadino, il miele dell'apicoltore, il pane del forno locale. Meno giustificati, ma irrinunciabili: il loro formaggio, il loro burro, il loro caffè preferito, perché sia mai che provino un'altra marca e voi sicuramente comprate quelle sbagliate. La suocera svedese, siccome vuole pulirvi le finestre, viene anche provvista di tutto il materiale, che è ovvio che voi non possedete, anche perché se no le avreste pulite, no? (ehm).

Scoprite che avete serenamente rinunciato al concorrere alla palma di casalinga del secolo (ma quando mai, del resto) e vi godete il fatto che vi pulisca casa senza subirlo come una critica implicita (probabilmente lo è). Passa l'aspirapolvere più volte lei in un giorno che voi in un anno. Voi non muoverete un dito per dissuaderla, o per sostituirvi a lei nell'operazione. La lasciate decidere come apparecchiare, e cosa mangiare, perché certe piccolezze sembrano rivestire un'importanza notevole e voi non ci arrivate nemmeno se vi sforzate.

Bisogna anche ammettere questo: se anche vi tirasse delle fracciatine, esse vi passerebbero parecchio sopra la testa: parla una lingua di cui vi sfuggono ancora le sfumature (ed è un buon venti cm più alta di voi). E voi benedite l'ignoranza, tanto.

La suocera nordica del resto pensa che suo figlio non vi meriti e vi chiede regolarmente e seriamente come facciate a sopportarlo. E se una ha da ridire su un figlio così, è proprio il caso di mettersi l'animo in pace. L'uomo nordico peraltro vi dà il buon esempio di reazione zen poiché riesce a interfacciarsi con i suoi con il mero ausilio di dosi massicce di sarcasmo, e il suo tono resta sempre rigorosamente sotto l'udibile persino in quei frangenti (tipo piastrellare una cucina) che a casa vostra in Italia paiono più puntate del Jerry Springer Show.

Avete smesso di cercar di stabilire se ci sia un modo giusto o sbagliato, vi guardate la famiglia nordica con la stessa fascinazione di un documentario del national geographic e lasciate che tutto faccia il suo corso anche se, molto probabilmente, la famiglia nordica vi osserva contemporaneamente con pari sgomento, chiedendosi con un sopracciglio alzato se per caso voi non siate state cresciute dagli orango.

14 commenti:

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    1. :D mi dovevi vedere da sola con loro all'ikea, venerdì!

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    2. Nooooooo.... mi serviva giusto qualcuno che ci andasse... che io non ho voglia. ..

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    3. guarda, io la amo, ma dopo due anni di lavori in casa dell'ikea non ne posso più

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  2. Beh, il fatto stesso che non vogliamo dormire a casa vostra, ammonticchiandosi nel divano letto del soggiorno come una famiglia di funamboli vale da solo il viaggio.

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    1. sì è una grande cosa il loro rispetto degli spazi vitali altrui (questo oggettivamente molto svedese)

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  3. senti, ma non potresti passare il mio indirizzo alla suocera? Perchè io avrei proprio bisogno di una mano a dare una passata ai lucernai qui...
    :)

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    1. oddio hai addirittura i lucernai? tanta solidarietà. Le case nordiche coi finestroni sono decisamente high-maintenance...

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  4. Io sono fortemente convinta che per avere un rapporto sano con genitori/suoceri l'ingrediente fondamentale sia vedersi poco!!Io ho mamma e suocera che vorrebbero intervenire su tutti i fronti: mia mamma che è una maga della pulizia che ogni volta che viene a casa nostra si propone di pulirmi i vetri (altro modo per dirmi che sono lerci) e di stirarmi le cose (altro modo per dirmi che stiro male). Mentre la suocera,maga della cucina, che mi propone monoporzioni di ogni ben di Dio (altro modo per dirmi che ha paura che il suo povero figlio muoia di fame con me!)

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    1. concordo! e pensa, ero talmente abituata a non ricevere le loro visite quasi mai, abitando per anni a oltre 1000 km da entrambe la famiglie, che ora che vengono tipo 5 volte l'anno mi sembra di avere una frequentazione assidua! Comunque sta tutto nel non prenderla sul personale e godersela, secondo me.

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  5. dall'ultima visita dei suoceri ho deciso che anche io "me ne fotto", anzi ne faccio virtù... non riesce a stare ferma -la suocera- e ha l'istinto compulsivo per la pulizia? Faccia pure, perchè mi devo sentire male? Ci ho messo una cifra a fare questa transizione ma appena fatta mi è sembrato assurdo il prima.
    Però sulle finestre... io amo pulirle!! Magari non lo faccio benissimo, ma mi da una gran soddisfazione in davvero pochissimo sbattimento. Però parlo dei vetri, non degli infissi. E però bisogna dire che questa passione è sbocciata vedendo il sole del sud di francia infranersi sul triste sudiciume. In Olandia non ce l'avevo. Solidarietà ai vetri svedesi quindi!
    mi piacciono da morire i tuoi documentari sulla famiglia nordica!!!

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  6. "appena fatta mi è sembrato assurdo il prima". Esatto!
    Sai qual è l'aggravante degli infissi del nord? che contengono i doppi vetri non smontabili, e se sono un po' vecchi capita che ci siano delle macchioline di umidità dentro, in mezzo ai vetri, che non sono pulibili. E io questa cosa la trovo di un frustrante che mi abbatte ogni velleità! E poi sì, pure il clima ti fa passar la voglia. Deve esser bello però il sole del midi :-)

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  7. Non mi sembrano tanto male questi suoceri nordici...sarà che i mie sono calabresi!! Con tutti i loro pregi e difetti assolutamente chiassosi!!

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    1. eheh in effetti le differenze le vedo anche confrontandoli coi miei, che sono mooooolto chiassosi e in generale noi italiani abbiamo più tolleranza verso le invasioni di spazio e di privacy. Dai, un "vantaggio" dell'essere expat è se non altro che né suoceri né genitori hanno le chiavi di casa tua, per le evenienze ;-)

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