Sui prati la gente faceva barbeque ovviamente. (Io la devo ancora capire questa fissa nordica per i barbeque! Non che non mi piaccia, ma non ne sento questo bisogno spasmodico, settimanale, spesso incurante del clima. Conosco persone (uomini), per dare una idea, che in un nuovo appartamento comprano per prima cosa il barbeque per il terrazzo, e poi dopo, se proprio proprio, il tavolo e le sedie per la cucina.) Ma non è tanto meglio mangiarsi un gelato? Dio quanto mi mancano i gelati.
Tutti sono superabbronzati, e noi eravamo quasi fluorescenti per contrasto. Tre settimane di lavori in casa mentre il resto della nazione si crogiola al sole possono questo e altro! E oggi Danne è tornato al alvoro, un po' scottato, stanco morto peggio che se non avesso preso tre settimane di ferie, ed io torno ai miei compiti di svedese, che mercoledì ho l'esame. Il tutto mentre fuori il tempo è previsto assurdamente caldo per un'altra settimana almeno. Quando si dice good timing.

bene, ti farà sapere che in madrepatria (beh, regionepatria, del resto non so) il tempo fa schifo e c'è stata pure l'alluvione. IO LAI! Co
RispondiEliminaL'alluvione addirittura! ma non succede un po' troppo spesso da quelle parti? il mondo alla rovescia. Ma sai è che qui le dobbiamo cogliere al volo queste rare botte di c..o che chissà quando ci ricapita!
RispondiEliminain effetti sì... che due p...
RispondiEliminaobbrava che sei loggata! ora si vuole il blog. dai non ti è venuta voglia di fare anche tu la blogorroica? ;-) Oggi 31C, eh, fra parentesi, e pare che lassù verso il circolo polare fosse anche più caldo. Mi si squagliano i gatti.
Eliminaoh tesoro, mica sono brava come te io!
RispondiEliminatzé! non dire stupidaggini! c'è proprio bisogno di un blog da lady di ferro, col turpiloquio toscano sdoganato, e poi è catartico!
Eliminalo chiamiamo "GRAZIE SIGNORA Thatcher" :)
RispondiEliminanon c'entra niente ma nel leggere questo titolo e pensando a tutte le vostre opere edilizie, mi è venuto in mente un Simpatico Aneddoto occorso ad una mia amica tedesca. Quando abitava a Londra aveva comprato uno scaffale per la sua camera e il ragazzo (inglese) di una sua collega di laboratorio era andato ad aiutarla a montarlo con gli attrezzi del caso, ovvero trapani e altre amenità. Lei l'aveva ringraziato, ignara, dicendogli "oh, luckily you came and helped me! I have been screwing all night yesterday and now I'm so tired!"
RispondiEliminaDa bravo inglese lui non osò dirle niente, ma quando tornò a casa confidò alla morosa che era stata dura resistere. La mattina dopo in laboratorio la cosa si chiarì e Maria si fece due risate.
Per dire che essere stranieri e doversi confrontare con le lingue & con i native speakers richiede una bella dose di autostima e di autoironia! Ad un certo punto ti devi buttare, sapendo che non si tocca e magari inghiottirai un bel po' d'acqua prima di riuscire a galleggiare. Ma vuoi mettere la soddisfazione! :)
aneddoto fantastico!!! chissà quante ne ho dette anche io. I britannici sono sempre così attenti a non ferirci con critiche e correzioni, benedetto il loro self-control! Io mi ricordo le risate in faccia alla mia povera insegnate di tedesco madrelingua, in italia, che disse in classe: "e ora che avete fatto gli esercizi possiamo scoreggiare!"
Eliminasantinumi! Ahahahah, mamma mia, povera davvero. Il fatto è che per una che padroneggia la propria di lingua con una notevole disinvoltura accettare di poter dire strafalcioni non è cosa da poco. Una volta seguimmo un corso di tre giorni in una villa di campagna inglese, facendo un sacco di attività di gruppo e di chiacchiere, cose che cementano in un certo senso i rapporti. Al momento di salutarci (dopo il consueto siparietto in cui noi italiani ci eravamo abbracciati e avevamo salutato gli inglesi da mezzo metro), il mio amico Joe mi dice che non pronuncio correttamente la parola "calm" e dal tono con cui lo disse mi feci l'idea che probabilmente l'avessi pronunciata sbagliata ad nauseam nei precedenti tre giorni. Aggiunse che comunque c'erano degli scozzesi di sua conoscenza che la dicevano simile a come la dicevo io, fornendomi una specie di scusa pronta. La cosa mi fece imbarazzare ma anche abbastanza ridere!
RispondiEliminama dai, in qualsiasi modo tu possa aver pronunciato calm immagino che non avesse creato troppi fraintendimenti, quindi perché fare il pignolo proprio al momento dei saluti? o forse ho interpretato male io il suo tono? io penso sempre ai miei colleghi inglesi che sopportavano senza fare una piega il fatto che "heat", "eat", ed "it" fossero pronunciati praticamente in modo interscambiabile e random da un sacco di gente. Invece gli svedesi hanno una lingua tale che se non pronunci le loro 18 (sì, diciotto, cioè 9x2 quantità) vocali nel modo giusto non capiscono proprio che cosa tu gli stia dicendo, e noi poveracci ce la prendiamo a morte ;-)
EliminaE' vero che gli inglesi non fiatano. Ma non perchè sopportino pazientemente quanto perchè "personal remarks" sono considerati una specie di "confidenza" che non ci si prende. Anche per questo il fatto che me l'avesse detto mi aveva stupito non poco: voleva dire che eravamo diventati amici! Ma concordo sull'insofferenza per la pignoleria al 100%. Adesso ho a che fare con un olandese senza peli sulla lingua e ogni tanto lo prenderei a quadernate. Poi mi dico che non lo fa con cattive intenzioni, non se ne rende conto proprio, che ogni tanto le opinioni personali possono anche rimanere nel profondo del nostro cuore. Ah, quanta pazienza! ;)
RispondiEliminaEh anche l'olandese deve essere una bella sfida in termini di pronuncia! Almeno è la sensazione che mi dà. Gli inglesi sono molto attenti in effetti a non prendersi certe confidenze (uno una volta si mostrò sconvolto dall'avermi sentito dire shut up! a qualcuno, una cosa inaudita, maleducatissima!)...quindi questa pignoleria era in realtà un gesto di intimità, fantastico!
EliminaL'olandese è una sfida per le corde vocali. E gli olandesi lo sono per i nervi! :) Una mia amica belga mi ha detto che ogni tanto ad Amsterdam persino lei si sente rispondere in inglese.
EliminaUn olandese al corso di francese mi ha detto che gli ci sono voluti 3 mesi per abituarsi alla lingua di Anversa "dove dicono cose tipo op cafè invece di in een cafè". Ahhhh be'...
pare anche a me, con tutti quei suoni che partono inspiegabilmente da sotto la lingua o dentro la gola! ho diverse amiche olandesi qui, hanno imparato lo svedese in un soffio...sigh!
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