Come è possibile sentirsi così a terra sotto questi cieli tersi, immersi in questo mare d'anemoni e narcisi, circondati da gazze e fringuelli e gabbiani? Eppure.
Sono giù di morale da quando ho ricevuto notizia che l'università ha sospeso i corsi universitari di formazione docenti per le superiori che volevo fare. Mi son trovata di colpo senza il mio piano B. Poi ho fatto le mie solite application che mi hanno lasciato quel bel senso di fallimento addosso, ormai non mi ricordo nemmeno più se mi sono mai sentita in un altro modo.
Poi ho fatto un altro esame di svedese, sperando di averlo passato sarebbe il livello B2 - proverò anche l'esame cosiddetto Svenska 3 che darebbe accesso all'università e corrisponderebbe in effetti a C1, ma per ovvi motivi non è che abbia molta motivazione, visto che all'università non mi sono potuta iscrivere.
E però intanto la primavera è arrivata violenta e baldanzosa e pare quasi estate. Abbiamo tenuto il nostro meeting settimanale del circolo di lettura ad un caffè coi tavolini all'aperto, tazze bollenti tra le mani, le solite coperte sulle ginocchia e dolcetti svedesi come se non ci fosse un domani. Abbiamo finito di leggere il libro di Kallifatides e per celebrare l'arrivo imminente dell'estate abbiamo deciso di darci ai gialli. Il prossimo sarà Änglamakerskan, di Camilla Läckberg, inedito in Italia.
E poi è arrivato il weekend e bisogna proprio lanciarsi fuori ad abbronzarsi sui prati, sulle spiagge rocciose, sulla prima aiuola che capiti a tiro. Il sole a queste latitudini è pure più efficace che a sud, e infatti i biondi scandinavi non sono affatto pallidi come li si disegna, d'estate, sono anzi già tutti più dorati di me, in deficit genetico da melanina.
E poi abbiamo cominciato a correre. C'è un meraviglioso parco a un chilometro da casa. Un bel saliscendi di salite e rocce, come è ovvio da queste parti, ma davvero un bel posto. Nella parte più piatta hanno costruito diversi campi da calcio e per salvare le mie ginocchia mi limito a correre intorno a quelli.
Anche la sera tardi qui c'è già tanta luce e poi comunque c'è un sacco di gente che corre o fa nordic walking. Molte donne sole anche, cosa che mi rassicura subito. Sarà la mia teoria psicologica per questa estate, correre.
A quanto pare (ma lo sospettavo da tanto) ho un deficit di forza di volontà aneurotica. Sono cioè pigra, scansafatiche, mi concentro con difficoltà e mi sta sulle palle l'universo mondo nella sua interezza. La corsa dovrebbe allenarmi a sopportare meglio la vita e ad avere un atteggiamento più positivo. La meta finale è correre 10 km di fila. Sarebbe un risultato storico visto che io già dopo 5 minuti "vedo vagamente la madonna" (cit.).
Il punto sarà, come è ovvio, continuare per più di due settimane di fila, anche quando pioverà o farà freddo. Riusciranno i nostri eroi? Ho fallito già tante volte in passato, ma stavolta, non lo so, sento che è una questione importante, ecco, che è una questione cardinale.
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