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giovedì 19 settembre 2013

Eccomi per la prima volta ad aver bisogno di un medico qua in Svezia.
Prima differenza con la Germania, al telefono non mi risponde l'infermiera dell'accettazione, ma un lungo messaggio preregistrato che comprendo a fatica. Ci sarà di sicuro il modo di contattare una voce umana ma non ero in vena di tentativi ciechi. Tanto più che mi è parso di capire l'orario di visite senza appuntamento stava per finire quindi mi sono precipitata di persona. Io e la mia carta di identità svedese.
In pochissimi minuti, grazie all'infermiera che parla inglese, mi trovo iscritta alla lista di pazienti dello studio e in coda per vedere un medico. L'attesa vola via - e la cosa mi lascia stupita perché in Germania ci passavo le ore nelle sale di attesa, anche avendo appuntamento, e anche avendo la famosa celeberrima assicurazione medica privata, quella che è per molti ma non per tutti. Soprattutto, lo ammetto, sono andata dal medico piena di pregiudizi, perché tutti gli svedesi che conosco parlano sempre malissimo del sistema sanitario di qua. Non ho modo per confutare, però ecco, le cose oggi sono andate decisamente meglio delle aspettative.
Quando è stato il mio turno, mi sono sentita chiamare con il mio solo nome di battesimo, niente cognome, niente signora. Peraltro, pronunciato perfettamente, altra sorpresa, visto che sul mio (breve) nome zeppo di vocali i nordici ci si incartano sempre. Il medico che mi ha accolto era un signore attempato e che comunque parlava inglese, col solito guizzo di sense of humor locale.

A fine visita, mi ha detto di chiedere alla reception una lista di specialisti che eventualmente posso contattare. Mi aspettavo che avesse inviato al computer della reception anche la solita ricetta da portare in farmcia. Alla fine, non ricevendo niente ho dovuto chiedere esplicitamente: ma la mia ricetta? Ah, mi fa l'infermiera con un sorrisone, quella è inviata direttamente via computer...al computer della farmacia. Di quale farmacia? Di qualsiasi farmacia! Allora basta che vado lì e dico il mio nome? Eh già - sorrisone - basta che vai lì e gli fai vedere...no, non me lo dica, mi lasci indovinare: la carta di identità svedese!

Devo essere sembrata scesa dalla luna, o arrivata direttamente da un paese amish. Ma che figata! pensavo uscendo, ricambiando il sorrisone. Che ci posso fare, basta poco a svoltarmi la giornata.

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