Il nostro appartamento è vicino ad una scuola superiore. Da un lato, ciò implica che di fronte alle nostre finestre ci sia una distesa di campi sportivi e alberi e in generale una vista aperta e piacevole. Dall'altro, la presenza di adolescenti a zonzo.
Vedendoli, seduti qua e là sui muretti e le ringhiere, oppure in giro su motorini truccati e senza casco, all'inizio ho creduto quasi di trovarmi in Italia! mi sono sentita trasportata di nuovo in via Benedetto Croce. Dove stavano i licei. Uno shock dopo anni e anni in Germania dove non solo non sono diffusi scooter e compagnia, ma col cavolo che giri impunito senza casco e col marmittone chiassone. Ti arresterebbero in due minuti. Ne ho visti poi addirittura in tre sullo stesso motorino, tutti col berretto da baseball e l'aria da scugnizzo, come si vedono sempre nei servizi al tg con le riprese nelle periferie di Roma o Napoli.
Stavano alla fermata del tram stamani, con gli zainetti ciancicati, le scarpe sdrucite, la sigaretta e la lattina di redbull in mano. Ho ringraziato il cielo di non essere una di loro - nemmeno una di delle ragazzine col trucco pesante e i pantaloncini di jeans microscopici da sotto i quali spuntano lunghissime tasche. Diciamocelo saranno ridicole ste tasche che spuntano dai pantaloncini? È che a quell'età ti metti qualunque cosa ti spaccino per mainstream, per quanto ti stia male, per quanto sia brutta. Avrei voluto abbracciarne una e dirle: andrà meglio, verrà il giorno che potrai vestirti come ti pare. Ma poi vedo la ghigna e so che mi darebbero una coltellata.
Età ingrata. Peer pressure. Poi si cresce, e poi si invecchia pure purtroppo, ma quei due o tre anni di inferno, ecco, mi sento come in Harry ti presento Sally e vorrei sospirare "dimmi che non dovrò mai più passarci".
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