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venerdì 25 novembre 2011

And they'll all be lonely tonight and lonely tomorrow

La mia vita si è come ristretta, come quei maglioni lavati male che diventano piccoli e densi, e rigidi e scomodi.
Talmente ristretta che mi fa fatica quasi ogni esempio di socialità, persino le più insignificanti. Vorrei stare a casa coi gatti e Danne, l'unico essere umano del quale sopporti la compagnia.
Al lavoro evito accuratamente la stanza del caffè e cerco di andare a pranzo nelle ore meno popolari così da non dover incrociare gente nello spogliatoio. Lo spogliatoio è forse il posto che sopporto meno, in assoluto. È che ovviamente è pieno di donne e le donne tendono a far conversazione, convenievoli. E poi, come sempre quando sono depressa, non mi va che mi si veda spogliarmi. Chissà perché.
Non è che le persone che ho intorno siano cattive, o sgarbate. Non so davvero dire perché ogni tanto mi risulti così faticoso l'atto di stare in mezzo agli altri. Spesso mi sono trovata a dire: ho più di trent'anni, non ho più voglia di chiedere scusa per come sono. Il che è un modo per dire che ho smesso di sperare di poter cambiare. O di provarci, che è uguale.
Ma dovrei?
Dovrei uscire il sabato sera, invitare amici a cena, organizzare attività o per lo meno partecipare a quelle alle quali mi invitano? Perché si fanno queste cose, normalmente, qual è il motivo dietro a tutto? è per la paura di essere soli, per il tentativo di dimenticare se stessi? è per abitudine, convenzione, atto riflesso?
Io non credo molto al "se è quel che senti, è la cosa giusta". Però è vero che la vita sociale non mi manca. Brutalmente una volta mi sono detta: quando ne vorrò una, andrò fuori e me ne procurerò una. L'ho visto succedere. Del resto non si parla di grandi amicizie, ma di frequentazioni, e quelle si mettono su in un baleno. Le amicizie no, ma quelle chi le ha? Di amici veri, seri, fraterni e di lunga data, se ne hanno forse uno o due a testa. E di solito li si incontra da ragazzini (non sempre, sia chiaro).Lo stesso, mi chiedo cosa non va in me.

Che io possa sopravvivere, lo so. Ma perché mi risulta tanto difficile vivere?

2 commenti:

  1. nonso bene perchè ma mi è venuta voglia di tornare indietro e mi chiedo come commenteresti tu stessa oggi questo tuo post antico?
    Io oggi ti risponderei che la socialità serve alla conservazione della specie. Soli e isolati non andiamo molto lontano e poi ti direi altre cose, ma non qui, non ora.

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    1. guarda, mi fa strano rileggermi adesso. In realtà non ero affatto convinta che la socialità non servisse, solo che mi risultava talmente faticosa dal farmi più male che bene. Dopo ogni uscita "sociale" stavo cioè peggio di prima. Ma non ero sempre stata così, e del resto non lo sono adesso, è solo che mi trovavo in un ambiente che amplificava certe mie difficoltà. Cambiato ambiente, è stato più facile cambiare un po' a mia volta. Ciononostante resto una che tutto sommato non ha abbastanza paura della solitudine da preferirvi la compagnia del primo che passa, in pratica. Ma tu dimmi le altre cose, eh, quando vuoi.

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