In Svezia si dice che, a meno di vivere in una di quelle zone residenziali fatte di villette con giardino, non è facile avere rapporti coi vicini di casa. La mia esperienza finora è stata diversa, chissà se per mera aberrazione statistica, oppure se davvero ci sono là fuori tante realtà come questa in cui vivo.
Vivo in un complesso di oltre 650 appartamenti, distribuiti su molte palazzine a tre piani (sette appartamenti per scala) che sono a loro volta disposte come su un lungo serpente. Nelle anse di questo serpente ci sono spazi comuni: giardini, parchi giochi, casupole per la lavanderia, la palestra, le feste private. Questi spazi comuni sono, come sempre qui, gestiti dall'associazione dei condomini e quindi sovvenzionati dalle nostre quote mensili, assieme agli eventi stagionali e alla manutenzione regolare e straordinaria.
Il giardino e il parco giochi su cui si affaccia il mio appartamento è molto più frequentato degli altri e pare essere popolato perlopiù da famiglie con bambini che hanno deciso di intessere rapporti più stretti della media. Ogni giorno di bel tempo, se mi affaccio posso contare tra i 10 e i 30 bambini. Alcuni dei genitori sono particolarmente determinati e organizzati e montano sui prati coperte da picnic per la merenda e piscinette gonfiabili, e si portano dietro enormi ceste di giochi da esterno e da sabbia. I giochi spesso restano lì tra un giorno e l'altro e chiunque può usarli, però nessuno se li porta via, cosa che trovo molto bella. Questi genitori che passano la gran parte delle loro giornate libere fuori coi bambini hanno creato una specie di circolo compatto e i loro figli praticamente crescono come in un gruppo.
Noi siamo qui da meno tempo e siamo anche dei noti timidoni quindi ci abbiamo messo un po' a unirci a questo gruppo. Ci siamo forzati pure un po' e lo abbiamo fatto soprattutto perché Sissa è figlia unica e nei lunghi mesi d'estate in cui non andava a scuola aveva evidente bisogno di socialità. Una sera è stata anche organizzata una cena in giardino: sono state montate tende e gazebo, si sono accesi gli svariati barbecue del vicinato e ognuno ha portato qualcosa, mentre lo sciame dei bambini correva tutto intorno. Adesso ci conosciamo meglio ed è ancora più facile fare due chiacchiere quando ci troviamo fuori. Crescendo spero diventi più facile lasciarla fuori da sola, visto che è uno spazio dove non transitano auto e passa solo chi vive qui.
Mi piace che possa stare all'aperto: quando sono in visita dai miei mi rendo conto di quanto raro sia in quella zona vedere bambini fuori, mentre quando ero io ero piccola passavamo tutti i pomeriggi in strada senza problemi. Anche gli asili e le ludoteche hanno poco spazio all'aperto e quasi sempre è cementato e coperto da un panno sintetico. Ho parlato con una educatrice che lavora in una scuola lì vicino, che invece ha un bel parco moderno fuori, e mi ha detto che comunque molti genitori preferiscono che non li facciano uscire, per paura si sporchino o sudino. È davvero così?
Non avrei mai osato sperare che mia figlia potesse avere un'infanzia così, non vivendo in una grande città di un paese del Nord, e sono davvero grata che sia possibile. Ecco una ragione in più per cui non abbiamo nessun progetto di trasferirci, come tutti si aspettano da una famiglia svedese con prole, nel noioso quartiere delle villette!
Io vivo in un paese del nord Italia. Qui le varie amministrazioni comunali che si sono susseguite sono riuscite a mantenere il paese "vivo". I bambini nei pomeriggi si ritrovano nel parco giochi vicino alle scuole o all'oratorio. Una ventina di anni fa hanno anche rifatto la piazza e l'hanno resa area pedonale, spesso ci fanno eventi (concerti, manifestazioni storiche, gare di cucina). Inoltre hanno incentivato molti locali ad aprire, ora è piena di bar e qualche pizzeria.
RispondiEliminami fa piacere! però anche il paese dei miei genitori è molto "vivo", fanno molti eventi e ci sono molti locali, solo non vedo bambini fuori davanti alle case, come facevo io quando vivevo lì.
EliminaFuori dalle case nemmeno qui, nei parchi e in piazza, sì ci sono, anche in inverno.
EliminaFortunata Sissa a crescere in un bell'ambiente così. Abbasso le villette unifamiliari, allora, che già il nome fa pensare a un allontanamento dalla società.
RispondiEliminaMagari in Italia ci sono ancora posti dove i bambini giocano in strada fuori dalle case. Nel mio paesello in Sardegna, garantito, non si usa più. Ma c'è anche da dire che di bambini, in generale, ce ne sono molti meno.
sull'urbanizzazione svedese vorrei davvero riuscire a scrivere di più, perché è davvero un problema scottante. C'è molta più segregazione nelle città svedesi che in quelle italiane, infatti, a dispetto di una società meno apertamente razzista.
EliminaIn effetti temo anche io che la differenza all'occhio sia numerica, qui i bambini sono tanti di più e quindi li si vede di più. Il nostro quartiere comunque deve essere un po' una felice eccezione quando si tratta di rapporti di vicinato, siamo proprio fortunati.
non so cosa ti invidio di più giardini, parchi giochi o la palestra!?
RispondiEliminaE' una bella opportunità vivere così con i bambini. Abbiamo visuto in una realtà simile negli stati uniti, nel quartiere universitario, ed era molto molto bello. Ai tempi eravamo senza prle, ma ricordo i bimbi di ogni nazionalità giocare fuori liberi e felici.
che bellezza deve essere stato, un quartiere universitario!
EliminaLa maggior parte dei condomini o complessi di appartamenti qui ha spesso spazi comuni come questi (palestre, saune, appartamenti per ospiti etc) ma pochi hanno uno spazio esterno così vasto e così ben delimitato come il nostro, e deve essere questo a far la differenza.