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lunedì 18 gennaio 2016

Spigolature

Niente, questo anno non ingrana , ve ne sarete accorti.
E i post in bozza diventano così irritanti che alla fine li cancello e buonanotte.
Facciamo così, diciamole in breve, le cose, e poi passiamo oltre.

Kiki ha 11 mesi e 12 denti, capelli ancora pochi e distribuiti bizzarramente. Ha fatto i suoi primi passi qualche settimana fa ma ha subito deciso di non ripetere l'esperienza. Opta invece per la curiosa via di mezzo di camminare eretta sulle ginocchia, maggior risultato col minimo sforzo. Ogni giorno, al netto delle sue 12 ore di sonno notturno, ha una rigida routine che prevede: sgombero del tavolino del salotto da ogni inutile orpello; sgombero del comodino di mamma da oggetti senza importanza quali e-reader e occhiali; testare se nella notte è cresciuta abbastanza da raggiungere il laptop sul tavolo e procedere indi alla sua distruzione; acciuffare un gatto a piacere e sfidarlo a duello (per ora vince il gatto); tentare un furto di croccantini royal canin; svuotare la cesta dei giochi su un'area il più vasta possibile perfezionando l'uso degli arti superiori; nascondere la palla gialla e fare in modo che non venga mai più ritrovata (per ora ci sono stati avvistamenti nel cestino dell'immondizia e nel cassetto della mia biancheria, ma da martedì risulta di nuovo missing in action). È una full schedule, come si nota. Resta giusto il tempo di appendersi alle ginocchia della genitrice millesima volte al dì producendo ultrasuoni.

Non ho più male al polso dal 23 dicembre scorso. E vivo nell'angoscia che ritorni. Tutto ciò mi ha portato a riflessioni su quanto il dolore fisico possa condizionare le nostre azioni. Per diverse settimane per esempio non riuscivo lo stesso a compiere in modo rilassato azioni che temevo mi avrebbero fatto male. Mi ricordavo certi cani maltrattati che continuano ad aver paura delle scope a distanza di anni. E se ci si pensa, non si apprezza mai davvero a sufficienza cosa significa vivere una quotidianità esente dal dolore fisico, finché ce l'abbiamo.

A marzo verrà a trovarmi il mio amico J., che vive nella Germania del Nord ma viene da Singapore. E ha già cominciato tutta una storia che in Svezia fa freddo e lui viene dall'equatore, quindi starà malissimo e ommioddiochiglielofafare - e pensare che l'idea era sua! E io vi giuro, ho una gran voglia di mandarlo a quel paese. Un po' trovo quasi comica l'idea di uno che dalla Germania del Nord viene un giorno nella Svezia del Sud e si aspetta chissà che cambiamento epocale di clima. Mi chiedeva se qui dove sto io poteva vedere l'aurora boreale, per dire, e ci è mancato poco non gli chiedessi se per caso non voleva farsi un giro della città su una slitta trainata da renne, che insomma, siamo lì. D'altro canto mi fa un po' rabbia perché spesso si lamenta di come la gente che incontra mostri ignoranza sul suo paese d'origine, magari non distinguendo cinesi da giapponesi, ma poi non si rende conto che fa uguale (in questo caso con la Svezia, ma è capitato con l'Italia). E una volta corretto ci resta pure male! Gli ho detto, pazientemente, che il clima non dipende così strettamente dalla latitudine, e lui mi fa: ma ho un'amica in Norvegia che muore di freddo! Ah beh, ok, se la sua amica tailandese in Norvegia ha freddo allora evidentemente la Corrente del Golfo deve aver svoltato e bisogna allertare i meteorologi.

Ah, e poi la vera notizia di questi giorni, l'unica cosa che mi tiene in piedi: dal 26 comincio con Crudelia un corso di Yoga, una sera a settimana. Un'ora e mezza di musica pling-plong senza strilli e manine che mi tirano da tutte le parti, direi che anche se non meditassi e mi facessi una dormitina ne uscirei comunque ritemprata.









17 commenti:

  1. tesoro, coraggio...lo dico a te ma potrei dirlo a me eh...

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  2. ahahah! Be', la bimba ha una giornata piena mi pare, e tu anche.
    Leggere del tuo amico (ma è Quell'amico J?) che viene in Svezia dalla Germania e ha le paranoie per il freddo mi fa scompisciare: soooo true! Ma come fanno? Ma perché? Un mio amico inglese ha fatto lo sforzo sovrumano di prenotare un biglietto dell'Eurostar e venirmi a trovare, dopo che la sottoscritta gli ha ripetuto diverse volte che la piantasse di dirmi "prima o poi verrò" perché non avrei creduto alla sua venuta fino al momento in cui non fosse apparso fuori dalla porta di casa. O in stazione.
    Morale? Gli ho spiegato che deve prendere un treno da Bruxelles a qui, e quale, che io lo vado a prendere in stazione, ma in Questa stazione. Pareva un viaggio della speranza! Alla termine di una dettagliatissima lista di istruzioni mie, mi ha detto "well, I suppose everybody speaks English, right?". E avrei tanto voluto dirgli che No, qua parlano solo una variante dialettale dell'olandese. E che rimanesse dove sta!
    Parliamo di un tizio che ha vissuto un anno a Praga e due in Corea del Sud, dico. Mi sarei aspettata un minimo di autonomia in più.
    Mi sfugge se facciano le lagne perché tu li accudisca e li coccoli un po' o perché siano davvero in ansia.

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    1. Sì, è proprio quel J che la mia più antica lettrice ricorda! Ma alla fine è venuto il tuo amico? io penso che queste lagne siano, nel mio caso almeno, il modo maldestro di sincerarsi che io apprezzi lo sforzo che lui farà pur di vedermi. E devo ammettere che non è scontato visto quanti sono quelli negli anni che si sono guardati bene dal proporlo persino. Però ecco, non è che me lo puoi far cadere dal cielo così e pretendere che alla fine non mi girino almeno un po'...

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    2. wow, "la mia più antica lettrice" si sente onorata di questo titolo! :-)
      Sì, il mio amico è venuto, lo sono andata a prendere in stazione e tutto è filato liscio a Bruxelles, dove è riuscito a prendere il treno giusto e persino a ritornare autonomamente a casa. Nel caso in questione sono convinta anche io che sia un po' un modo per farmi capire che stesse facendo uno sforzo per venirmi a trovare e che sperava io apprezzassi. Ho naturalmente apprezzato visto che, come nel tuo caso, non sono in molti quelli dei quali potrei dire altrettanto.
      E' stato un weekend emotivamente impegnativo, ma ok, ogni cosa ha il suo prezzo.

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    3. mai onorata quanto me!
      sì capisco cosa intendi con emotivamente impegnativo, davvero. E infatti mi preparo un po' alla stessa cosa.

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  3. Cara, lo yoga mi pare una cosa splendida; il resto, pare che 'sto 2016 inizi in salita, ma noi ci impegniamo a renderlo migliore, per quel che si può. Un abbraccio grande.

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    1. Grazie cara! arrivo sul blog in preda all'insonnia e al rimuginare, avendo finito di leggere il libro che sai nel giro di ore. Speriamo nello yoga!

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  4. c'era una vignetta che girava su facebook e diceva: il 2016 inizia di febbraio questo era il mese di prova. ecco anche io mi sento un po' così!

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  5. tranquilla per i croccantini: Royal Canin fa crescere sani e robusti, cani, gatti e bambini :)
    ml

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  6. benritrovato Massimo! ah ottimo a sapersi, che qualcuno ogni tanto riesce a sgranocchiarselo felice, tanto che mi viene il dubbio siano proprio buoni, altroché

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  7. Ma questo yoga sarà bellissimo!

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  8. Lo yogaa lo riprenderei pure io! Questo tetto basso io non vedo l'ora di spupazzarmelo, deve essere tostissima la bionda!

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    1. Oh anche io non vedo l'ora! Lo yoga dopotutto si può fare anche da sole, se si è già fatto un corso in passato, ma non so come non ci si riesce facilmente, nemmeno senza bambini intorno...

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