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lunedì 21 dicembre 2015

when everything feels like the movies

a volte mi pare come se non ci fossi proprio io a vivere questa vita, come se la vedessi un poco da fuori, e senza nemmeno trovarla poi così interessante. Nel mucchio finiscono anche momenti piuttosto surreali. 

il momento "doctor house"

capita spesso qui che ad una visita medica sia presente uno studente, qualcuno che stia facendo un periodo di training e che sostanzialmente sta da parte e osserva. Quello che non mi era ancora capitato è che di studenti ce ne fosse una intera classe. E che il medico mi ricevesse prima da sola, in corridoio, per sincerarsi della diagnosi, per poi farmi sedere alla cattedra sotto una luce abbagliante davanti ad un piccolo pubblico cui avrei dovuto raccontare (in svedese, argh!) da capo i miei sintomi. ”ma mi raccomando, fai finta di non sapere quello che ti ho detto!”. Era una diagnosi facile, eh, per tutti tranne che per quel genio del mio medico di base, ma la dottoressa era tanto orgogliosa quando due studenti l’hanno azzeccata al primo colpo. E poi ha chiesto a tutti di avvicinarsi bene per vedere mentre mi faceva l’iniezione di cortisone. Sì ecco, un filo surreale, il tutto.

il momento "corazzata Potemkin"

Stavo col passeggino davanti al garage quando Danne mi ha chiamata da dentro, io mi sono voltata e per avvicinarmi meglio ho lasciato il manubrio. Per quel che vi posso dire, il garage e il parcheggio sono in piano, ma qualche misteriosa pendenza deve nascondersi nell’asfalto perché quando dieci secondi dopo sono tornata a voltarmi verso mia figlia ella non stava più là. Con una faccia che non mi leverò mai dalla testa stava a circa trenta metri da me, nel passeggino che stava placidamente rotolando via tra le auto del parcheggio. E siccome ho riso molto, mi vale una nonminascion cast-minute a mammadimerda 2015.  

il momento "monster in law"

mia suocera mi ha chiamato per chiedermi se pensavo fosse una buona idea regalare a Danne un ferro da stiro per il suo prossimo compleanno. Sai, mi fa, ho visto che ne avete bisogno ed io non penso che questi siano solo regali da donne. E per carità, servirci ci serve, tecnicamente, e le intenzioni sono encomiabili, e non è quindi minimamente nel mio interesse farla desistere. Anche perché già mi chiede come faccia a sopportare di star sposata ad uno che in casa fa così poco, se le dico che non stirerebbe manco sotto tortura mi manda direttamente a casa un bravo divorzista. Ha chiamato me perché ovviamente il regalo deve essere una sorpresa...Beh, penso che su questo non ci siano dubbi.

il momento "amici miei"

si sa che vivere in Svezia un po' ti taglia fuori. È un luogo un po' periferico, specialmente dopo aver vissuto così a lungo nel cuore dell'Europa, a un'ora di volo a tutto, quando mi potevo mettere in auto o in treno e in capo a un giorno sarei arrivata praticamente ovunque (sì ok, è un'iperbole). Sono lontana dai miei famigliari e loro da me, sono lontana dagli amici di una vita e pure da quelli che conosco da poco. Anzi, pure da quelli che tecnicamente non conosco, ma che pare di conoscere da sempre. E allora capita che questi, anzi queste, si radunino, in un luogo geografico che sarebbe tecnicamente "casa" ma io sono come al solito a 2000 Km di distanza. E allora c'è skype, e pure un autoscatto, tutte insieme, e pure me, lì nell'angolo, la faccia nello schermo del laptop. D'altronde, se c'è bisogno, c'è bisogno.





12 commenti:

  1. Quella foto mi è oltre modo cara, perché riassume tanto davvero in una epitome, con quel laptop, in cui tu ci sei, eccome se ci sei, e che esprime anche tanto altro senso. E poi c'eri nella musica, nella colonna sonora che era di tutte noi. Oltre che nella pratica quotidiana, che è e resta impagabile e irrinunciabile, per me. E poi ce la faremo anche tutte insieme, presto, come dice TT. Un abbraccio, cara.

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    1. oh sì sono davvero impaziente di riguadagnare un minimo di margine di azione, per esserci un poco di più e un poco meglio, qui o dove sarà. E intanto la foto davvero è un simbolo fantastico

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  2. oh, ma che bel post, questo. pieno di cose singolari e magnifiche, improbabili quanto inaspettatamente belle o paradossali. la storia del ferro da stiro e della suocera che dà del nullafaciente al figliolo perché fa poco a casa è spettacolare, e mi suona abbastanza familiare dato che anche mia nonna fa così col papà, e dice sempre a mia madre che, in caso i miei genitori dovessero litigare, lei è dispostissima a darle un alloggio e dei soldi. è un po' senile, la nonna, ma è fantastica, e pure la tua lo è
    E che diee del ritrovo fra blogger? dev'essere stato spettacolare, anche se tu non c'eri concretamente, ma immagino che la tua presenza fosse essenziale, e importante, e si sentisse lo stesso. E ne abbiamo bisogno, credimi, di accorciare le distanze, di sentirci parte di qualcosa anche lontani dei chilometri, e cose come quella che hai fatto tu, di stare su skype a parlare con amiche mai viste eppure così reali, è bellissima, e fa molto molto bene.
    Ti abbraccio, e spero di poterti fare gli auguri di natale il giorno esatto <3

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    1. grazie cara! Eh sì, ne abbiamo bisogno eccome. A volte la distanza pesa troppo, ed io davvero senza il blog e questa chat così improbabile mi sentirei ancora più distante dal mio paese.
      Tua nonna deve essere un personaggio davvero speciale!

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  3. di quella foto sono orgogliosissima e l'ho mostrata a tutti coloro (pochissimi in realtà) che sapevano dove fossi e per cosa. Perché rappresenta c'è bisogno al di là del tempo e dello spazio.

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    1. è vero! anche io l'ho mostrata molto fiera, la mattina dopo, quando ci siamo alzati al pianto della pupa (dopo ben tre ore di sonno) e Danne mi ha chiesto stordito: ma esattamente con chi parlavi ieri sera? :)

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  4. e vedrai quando nella foto ci sarai tu senza bisogno del laptop! Tua suocera un mito, il ferro da stiro tienilo impacchettato per me quando si rompe il mio. grazie

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    1. ehm sì credo anche io che non uscirà tanto facilmente dal pacco regalo...
      Al prossimo incontro cascasse il mondo!

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  5. Voglio tua suocera. Come suocera. O anche come marito. Sono flessibile!

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    1. :D
      in effetti lei controbilancia la sfiga di aver sposato l'unico uomo in quella famiglia (e chissà, forse in tutta la Svezia) a non avere propensione per le faccende domestiche

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  6. Confesserò qui e solo qui che quando ho aperto gli occhi e ti ho trovata di fronte a me, priva di una dimensione, dovendo mettere a fuoco ho per un secondo pensato fosse la tua omonima scrittrice e non solo io non aavevo finito i compiti ma mi aveva anche beccato dormire. Panico :D . Felice davvero che tu fossi tra noi cara, perchè c'eri eccome. Sul resto, beh, non male, la prossima volta ti racconterò dello stuolo di studenti polacchi che mi chiesero (almeno) di far assistere ad una delle visite per avere Figlia1. Mondo folle!

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    1. Ahahahah tipo il mio incubo base dei tempi del liceo! è stato davvero un privilegio esserci a quel modo e finalmente associare una voce ai volti, anche se davvero nulla sapeva di primo incontro.
      la storia degli studenti polacchi la voglio proprio sentire, ma così a occhio e croce direi che vinci a mani basse!

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