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venerdì 24 luglio 2015

it all keeps adding up, I think I'm cracking up

Un mio amico mi ha chiesto se do già segni di mummybrain, perché a quanto pare è comune in questa fase della vita sentire che la mente non lavora allo stesso modo di un tempo. Non so se io possa accampare scuse biologiche, fatto sta che sento che mi sto rincretinendo e mi chiedo se sia un transitorio o una cosa irreversibile. Ultimamente propendo per la seconda.

In particolare, c'è la questione lingua. Sono passati i tempi in cui la gente si stupiva per come avessi imparato velocemente lo svedese: adesso sono solo una che quando parla non la capisce nessuno. Deprimente. Imparare una lingua straniera dopo i 30 anni è una faticaccia ed è molto frustrante. Ci si trova per esempio a cercare la stessa parola sul vocabolario duecento volte, come se fosse il giorno della marmotta. E ogni volta, trovandola, ci si batte un palmo in fronte e si esclama "ma la sapevo!".

Essere mamma forse non c'entra con le mie défaillance linguistiche ma ha creato un overload, una causa ulteriore di confusione per la mia povera mente rattrappita, ossia la necessità che io parli solo italiano con Kiki, secondo la regola one-parent-one-language , allo stesso tempo in cui io parli "solo e soltanto svedese" con Danne. Questo per evitare di introdurre in famiglia una terza lingua non indispensabile e che non è la madrelingua di nessuno. (Buffo, per anni ho pensato che avrei parlato in inglese coi miei ipotetici figli e ora lo devo evitare accuratamente). L'inglese in Svezia è però onnipresente, per esempio nel 90% dei programmi televisivi, ed è impossibile eliminarlo completamente dalla mia testa. Dunque mi giostro tre lingue tutto il giorno ed evidentemente nun gliela fo.

Peraltro, sebbene fuori casa non mi dispiaccia parlare questa lingua, io odio parlare in svedese con Danne. Quando parlo svedese sento di avere la proprietà di linguaggio di un seienne e mi sento irrimediabilmente idiota. Questo mi preclude diverse cose che all'interno del mio matrimonio ho sempre ritenuto fondamentali:
1) vincere nelle litigate nei dibattiti grazie alla mia superiorità intellettuale (ahahaha)
2) imprecare in modo variopinto, efficace e catartico
3) essere incredibilmente arguta e ironica.
Dunque mi rode tantissimo non poter più parlare inglese e lo faccio proprio a malincuore. Eppure ci provo, eh. Ogni giorno comincio animata di buone intenzioni. Poi capita che ci sediamo sul divano a guardare qualcosa insieme, un film o una serie tv, e puff, dopo dieci minuti massimo mi salta la sinapsi e si ricade nell'inglese.

Contemporaneamente c'è questo altro problema: parlare con i neonati, apparentemente cosa fondamentale e importantissima, è un'attività un tantino straniante, visto che non possono rispondere. Nel mio caso, oltre al bambino, non mi capiscono nemmeno gli astanti. Per esempio, mia cognata parla in tedesco con la figlia, ma sa che tutti noi possiamo capirla. L'italiano lo parlo solo io. E mi sento a disagio a parlare in una lingua che estromette chi ho intorno. È il peccato mortale degli italiani (ma non solo) all'estero ed io l'ho imparato dopo tanto e ora non riesco a non impostarmi direttamente sulla lingua parlata da tutti i presenti. Quando sono da sola infatti non mi succede, ma se c'è Danne spesso e volentieri mi rivolgo a Kiki in svedese o in inglese. Madornale Errore, madre degenere, sta figlia parlerà a diciotto anni se va bene.

Sia chiaro, Danne, che odia studiare le lingue, è comunque il primo a dirmi che devo superare il blocco e che non importa se lui non capisce. Ed io voglio parlare italiano con mia figlia. È solo che la mia mente ancora incespica e non sono mai sicura di quale delle tre uscirà dalla mia bocca. Spesso, tutte e tre insieme. Oppure nessuna delle tre, tipo quando a metà frase in svedese mi blocco alla ricerca di una parola e non la trovo in nessun cassetto mentale.

Insomma un gran caos, condito dai soliti sensi di colpa (una spruzzatina su tutto), dal quale i miei neuroni rischiano di non riprendersi mai più. Se qualcuno all'ascolto avesse esperienze di bilinguismo e trilinguismo famigliare da condividere, vi prego, fatevi avanti!



11 commenti:

  1. Io ti vendo l'esperienza dell'Amico Mostro, cresciuto negli anni Settanta/Ottanta, da famiglia molto consapevole ma anche poco indulgente alle teorie pedagogico-linguistiche in auge (e non perché non le conoscesse): padre italiano, madre tedesca, tra loro in inglese. L'hanno tirato su alla come viene viene, linguisticamente, si è ritrovato trilingue, con pochissimo stress per lui e per nessuno. Vedi tu!

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    1. questo mi rincuora! resta il problema di come io riesca a gestire le tre lingue contemporaneamente senza confondermi troppo. Spero sia solo questione di tempo e abitudine. Ma...il nomignolo al tuo amico non discende dall'avere avuto un'infanzia trilingue, vero? ;-)

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    2. Oh, no, è detto con l'affetto di un amico per la vita, che mi ha 'salvato' in notevoli circostanze, una delle persone più affidabili e equilibrate che conosca. I genitori dell'Amico Mostro semplicemente non le gestivano, parlavano tra loro, e ai figli, indifferentemente nelle tre, lasciando ai parenti monolingue l'onore del monolinguismo, tutto qui

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  2. Come ti capisco!!! Io ho dei blocchi come te e confusione da morire!!! Se devo parlare in italiano mi esce qualche parola in greco, se devo parlare in greco faccio lo stesso con l'italiano...e la gente mi guarda divertita......
    L'inglese ormai l'ho messo da parte (mio malgrado!!!) perché altrimenti ci sarebbe solo ulteriore confusione nella mia mente già debole....
    Vedremo con l'arrivo del bimbo.....praticare il one-parent-one-language non so se sarà possibile perché il bimbo sarà tutto il santo giorno con me e non vorrei che imparasse solo l'italiano visto che qui non lo capirebbero...insomma un casino!

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  3. Eccomi. Non ti preoccupare. Parla come ti viene e l'italiano con kiki ti verrà spontaneo, ne sono sicura. Noi siamo avvantaggiati perché siamo italiani, ma ho amici che addirittura si giostrano 4 lingue e i bambini parlano almeno 3 lingue proprio bene. Kiki parlerà lo svedese come prima lingua e italiano e inglese verranno di pari passo. Se ti viene di parlare inglese con damme che ti frega? Da retta, non ti fare più problemi di quelli necessari. E il mummybrain è (parzialmente) reversibile.

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  4. @ povna e @Fede: avete ragione a dirmi di non preoccuparmi per Kiki, i bambini infatti hanno grandi risorse. Vorrei solo spiegare meglio cosa intendevo. Quando dico "gestire" le tre lingue intendo farle coesistere nella mia testa tutto il tempo. Questa è la ragione per cui vorrei evitare l'inglese, soprattutto: perché sento che la mia testa si affatica e finisce che le mischio. Questo perché le tre lingue non sono sullo stesso piano, lo svedese mi causa molto più sforzo e finisce che parlo inglese peggio di prima, e persino l'italiano esce fuori zoppo spesso... Sono sicura che col tempo e l'abitudine passerà ma al momento ho la sensazione che se l'inglese uscisse di scena lo svedese ne gioverebbe. Ed io ho bisogno di impararlo e di impararlo bene e se non lo parlo con Danne non lo parlo tanto, visto che non lavoro e sto a casa tutto il giorno... Per la bimba, penso solo che sia potenzialmente dannoso sentirmi mischiare e massacrare tre lingue, una parola di una in una frase di un'altra, la pronuncia influenzata da una lingua o dall'altra.. Toglierle l'inglese sarebbe soprattutto per aiutare me, considerato che tanto lo imparerebbe comunque molto bene...

    @diventeromamma: secondo me non c'è rischio che non impari il greco. Il greco sarà la lingua del gioco con altri bambini e cugini e questo anche se tu non lo portassi all'asilo. L'italiano invece può impararlo solo da te, quindi io non lo ridurrei... Mia nipote infatti, nonostante sia stata a casa con la mamma per due anni, parla soprattutto svedese.

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    1. beh allora e' diverso. se vuoi cogliere l'occasione per affinare lo svedese ben venga. ma davvero non ti preoccupare per kiki. ti stupirai di come reagiscono alle lingue. solo un piccolo consiglio per quando sara' il momento. falla stare con bambini italiani se vuoi che parli italiano. vedrai come in quattro e quattr'otto passa da una lingua all'altra. al primo 'asco' siamo in italia e si parla italiano, se parli cosi' io nn capisco una parola', l'italiano esce come per magia ;)

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    2. sì Fede infatti spero di poterlo fare anche qui. In teoria ha anche diritto a studiarlo a scuola, dalle elementari, come tutti i bilingue, ma cercherò di portarla all'associazione italiana in cerca di coetanei! E anche di portarla in Italia più spesso, speriamo.

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  5. Annosa questione quella linguistica anche a casa nostra. io italiana, mio marito spagnolo, conosciuti in inglese, ma subito abbandonato per la lingua di Cervantes, ora viviamo in Svezia. Con Margherita adottiamo il OPOL, anche se io e il papà ci parliamo in spagnolo e la maggioranza delle amicizie che ho a Stoccoma, molte con prole, sono ispano parlanti. Ora, mettici il rincintrullimento del "mummy brain", mettici pure il maladetto svedese, che nolente o volente ho dovuto studiare fino al famigerato SAS3 e l'inglese che comunque è sempre presente, io mi sento il cervello e la lingua atrofizzati. Adesso dopo un mese di Italia sento di aver recuperaro la fluidezza (fluidità...oddio come si dice fluency???) in italiano, ma all'inizio proprio non mi vengono le parole e i miei mi rimproverano del mio accento spagnolo, oppure, non so come, chi mi conosce per la prima volta mi chiede se sono toscana (io sono piemontese), non so proprio dove ho riesumato sto accento.
    A volte mi preoccupo per Margherita, vorrei che riuscisse ad avere una completa dimestichezza dell'italiano nel futuro, ma forse chiedo troppo.. e poi sai come si vergognerá dell'accento svedese dei suoi genitori quando inviterà gli amichetti a casa??Ma forse a quell'ora avremo giá cambiato paese...

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    1. Io mi accontento che lo parlino bene e ho giurato che mi impegnerò a insegnare loro a scriverlo in maniera decorosa. Non mi aspetto virtuosismi danteschi eh. Come ho detto prima, l'unico vero modo è portarli (o mandarli) in Italia il più possibile.

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    2. Accidenti che bel mix Lucy! anche io mi vergogno già per il mio orrido svedese. La tua situazione assomiglia a quella che avremmo avuto se fossimo rimasti in Germania. Buffo che ti sia cambiato l'accento in italiano, a me non è successo, in compenso quando parlo italiano viene fuori il mio accento toscano molto ma molto più di un tempo! Andrebbe studiata sta cosa...

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