Non sono giorni facili. Neanche un po'. Sono giorni talvolta troppo pieni e talvolta troppo vuoti.
Avere i suoceri qui in visita è un troppo pieno. Avere nello stesso giorno il corso di massaggio, il bookclub e un acquazzone è un troppo pieno. Avere da mandare cv e lettere alle quali ti immagini già la risposta è un troppo vuoto. Guardarsi allo specchio e chiedersi com'è che è finita che di tutte le tue amiche quella che fa la mamma e la casalinga sei proprio tu, è un troppo vuoto. Kiki che piange disperata senza motivo apparente mentre due gatti reclamano cibo e tu non hai ancora fatto colazione, è un troppo pieno. Tu che provi a consolarla e non ci riesci...un maledetto vuoto, d'autostima. Kiki che ride con tutta la bocca aperta due secondi dopo è un pieno e basta. Just the right amount.
Mia suocera continua a dirmi che dovrei buttar giù note e appunti su Kiki mentre cresce. Prima che dimentichi. Ed io finora non l'ho proprio fatto. E come farsi sfuggire una tale occasione, nell'immenso buffet di sensi di colpa che è diventata la mia vita? Infatti. Chissà a quali appunti pensa lei, esattamente. Un mio amico mi ha detto che andando a riguardare gli appunti sulla prima figlia hanno constatato che la seconda mangiava esattamente uguale, anche se a loro pareva mangiasse di più. Capite, questi avevano un diario (immagino un foglio excel, son mica ingegneri a caso) in cui annotavano i millilitri di ogni pasto di ogni giorno. Tu no? mi fa lui. Ehm, no. Oui, je suis Mèredemerde (lui è francese). Forse mia suocera pensa a questo. O forse che dovrei annotare tutti i mal di pancia, tutti gli episodi di vomito in stile esorcista e quelli che hanno visto protagonista il povero muro opposto al fasciatoio. (A questo proposito, pensavamo di aver battuto ogni record e invece no. Ho persino una foto che testimonia il tutto, e quel che da allora è stato ribattezzato "the shittiest day since measurement began". Ma evito di postarla perché ho pietà di voi). È importante, mi dice, avere i dettagli precisi e non ricordi fumosi, ed ha ragione, medicalmente parlando. Eppure io mi trovo ad annotare altro.
Kiki fisicamente pare non aver preso nulla da me. È decisamente la piccola hobbit che ci apparve nella eco morfologica, coi suoi piedoni. E ha le dita lunghe di suo padre, le manone che la mia Sorella Putativa ha già definito mani da pianista. O violoncellista. (Tutti strumenti, si noti, che prevederebbero un nostro trasloco in appartamento più grande). Mia suocera quando l'ha vista per la prima volta ha esclamato: ma me l'aspettavo più scura! I miei invece mi han chiesto se avessi notato che Kiki fosse particolarmente più chiara di me. Beh, più chiara di me sarebbe praticamente albina, gli ho risposto. Come se non lo vedessero bene tutti che son messa maluccio a melanina, checché ne dica il mio passaporto. Non è buffo che le nostre famiglie percepiscano me e Danne, rispettivamente, come aggiunte molto esotiche al genoma famigliare, a dispetto dell'evidenza? Invece ha preso da me quel suo sguardo spesso così serio e corrucciato sul mondo. Il suo annoiarsi facilmente - e come non capirla, è noioso star sdraiati per ore a fissare quelle dannate apette - e il suo esigere intrattenimento. E il suo modo di reagire (malissimo) alle frustrazioni, alle cose che non riesce a fare e a quelle che non sono come le vorrebbe. Le sue arrabbiature così istantanee, totali, così violente che le tolgono il fiato. E poi però di colpo, una risata che la illumina tutta come una lampadina da dentro. Anche quella ha preso da me, perché è facile farmi arrabbiare ma anche facilissimo farmi ridere.
E insomma Kiki, dovrai fartene una ragione di questo mondo bizzarro che non si comporta quasi mai come vorresti tu. The world is bent your deeds to cross, diceva il bardo. Con questa testa che fai fatica ad alzare, è tutta questione di muscoli e di allenamento, non serve strillare. Basta insistere. E non mollare. Ed ecco, ora che l'ho detto a te, cercherò di crederci anche io.
se ti puo' in qualche modo consolare io, non solo non ho mai annotato niente, ma credo anche che sia intuile e dannoso. che te ne fai di sapere quanta cacca ha fatto? hai solo un foglio di carta che si presta a essere un ottimo metro di giudizio altrui o di confronto con altri bambini, che e' sempre deleterio. ho fatto pero' parecchie foto, non artistiche, col telefono. quelle almeno si fa presto. la suocera rispediscila a casa ;)
RispondiEliminanemmeno io ho mai scritto niente eppure mi ricordo tutto (come abbiamo avuto modo di constatare in queste edificanti conversazioni WA su cacca e vomito. sono felice di vedere che la suocera svedese alla fine rompe i coglioni pure lei, seppure in sottotono. E pensare che potesse venire più scura la figlia tua e di danne mi pare pura follia...
RispondiEliminail mio bimbo, che ora ha 4 mesi, si chiama Arya; e' buffo ma e' cosi' che ho scoperto il tuo blog e mi ci ritrovo tantissimo...anche io vivo lontana da casa con un marito straniero (indiano; e mio figlio e' leggermente piu scuro di me che sono color muro)...e molto altro molto simile. Io ho tenuto un diario per qualche tempo, perche' ero preoccupatissima che non mangiasse a sufficienza, e il latte speciale e il reflusso e tante belle cose...ora lavoro 10 ore al giorno (benedetta "maternita'" americana) e su questo fronte mi sono un po rilassata...voglio solo dirti che tutto passa e in ogni cosa (anche i vuoti vuoti) c' e' del positivo...(mamma cosa ho scritto non mi riconosco piu). un abbraccio a te e alla tua Kiki. Silvia
RispondiElimina@Fede e Connie: care, non mi fate parlar male della suocera che ho appena ricevuto una dolcissima cartolina da lei nella posta, da sciogliere questo cuore di pietra. Lei è una che annota la provenienza di ogni regalo e persino cosa ha cucinato ad ogni ospite in modo da non rifargli due volte lo stesso piatto. Capite, è tutto un altro campionato ;-)
RispondiElimina@Silvia: benvenuta! anche qui in Svezia ho notato molti maschietti di nome Arya e mi chiedevo appunto di quale lingua o cultura si trattava (io ipotizzavo Iran). Il fatto di annotare tutto è infatti pensato per semplificare eventuali diagnosi mediche, e lo capisco, ma appunto è anche il caso di rilassarsi un po'. Mi fa tanto piacere quello che hai scritto, grazie!
io non ho mai scritto niente, mi ricordo le cose che ritengo importanti io, tipo che faccia avevano appena nate che me le hanno messe sulla spalla, oppure quel giorno che hanno scoperto i mandarini . Se mi chiedi il numero di scarpe guardo sotto la suola delle scarpe, mica me lo ricordo a memoria. Ricordo quando hanno iniziato a camminare: era l inizio del'autunno ed eravamo in giardino, sara' stato a occhio ottobre, l ho guardata sorridere con lo sguardo trionfante e non lo dimentichero' mai, ma che giorno fosse esattamente BOH. Ricordo che erano ancora senza denti ma mangiavano masticandola con la forza delel gengive la pizza, ma non ricordo esattamente ne' quando gli ho introdotto l'uovo nello svezzo ne' esattamente che giorno e' uscito il primo dente. Insomma, mi ricordo quello che secondo me e' importante ricordare, e quando vado dal pediatra qua in america e mi tocca riempire il questionario con ottomila domande tipo : se chiedi a tuo figlio di stare in piedi su un piede solo e tirare la palla con il braccio opposto e dirti in contemporanea di che colore e' la palla, ci riesce sempre, a volte, non ancora, oppure a 18 mesi e 1 settimana ha raggiunto la conoscenza attiva e passiva di 25 parole?, rispondo si a tutto cosi' non mi fanno storie e amen
RispondiEliminaEcco, hai proprio centrato lo spirito del mio post! però appunto, per questioni mediche magari tanta accuratezza a qualcuno torna anche utile, a volte. Tipo per questa cosa dell'allergia al latte mi avevano detto di tenere un diario (io non l'ho fatto lo stesso e sono andata a memoria, eh). Per tutto il resto preferisco se mai annotare le mie sensazioni qua sopra, più che i millilitri su un foglio excel :-)
EliminaE' la millesima volta che provo a risponderti, il primo era una roba lunghissima, il secondo un riassunto, ora un ciao mi sa. A parte gli scherzi, io non ho mai appuntato nulla per nessuno. Solo per Figlia1, quella di mezzo, la perdita dei denti e peso e altezza, per poco pochissimo tempo, tipo che al terzo dente ho smesso. Il senso? Lo ignoro. Piuttosto potendo tornare indietro registrerei le parole buffe, come chiamano un certo oggetto in modo strano, le bimbe me lo chiedono sempre e io invento o mescolo i ricordi quando va bene. Madredimerda, lo so. Di Figliogrande invece ho ricordi nitidi. Ah, tu e suocera non stata giocando in due campionati diversi, sono gli sport diversi, non vorrai correre una maratona con le pinne ai piedi vero? Secondo me stai andando alla stra grande. Ora clicco pubblica, se non parte sentirai in svezia i miei improperi :)
RispondiEliminauffa ma che ha blogspot ultimamente?? hai ragionissima e mi hai fatto morire con l'immagine di me che corro con le pinne. Grazie grazie pitciù
EliminaAnch'io mai annotato niente. Fatte tante foto, quello sì. Ma confesso che l'album del mio primogenito, ora settenne, aspetta ancora di essere fatto. Figuriamoci quello del secondo, credo di non avere nemmeno una foto stampata. E quello devo dire che mi dispiace molto. Sono quindi contenta di scrivere di loro sul mio blog anche se non parlo mai del quotidiano, ma più delle difficoltà o dei momenti speciali. Credo che amerò un giorno rileggere e ricordare. Forza Arya! I primi mesi sono quelli più pesanti soprattutto con un figlio urlante anche per le piccole frustrazioni. Non voglio dirti che dopo sia più facile, ma almeno inizi a interpretare un po' meglio i suoi comportamenti.
RispondiEliminaUn abbraccio
grazie carissima! sono anche io fiduciosa per il dopo, non perché mi illuda che sia facile ma perché appunto la nostra reciproca comprensione renderà la nostra relazione più interattiva. Hai ragione anche sullo stampare le foto. È tanto più facile farne rispetto a quando ero piccola io ma finisce che se ne stampa e se ne fruisce molto meno.
EliminaMa tua suocera dovrebbe incontrare la mia psico che è finalmente riuscita a liberarmi dopo anni e anni dall'ossessione di appuntare un resoconto di OGNI giornata nelle agende. Tipo che ero arrivata a sentirmi in colpa se non riempivo OGNI pagina dell'anno, da ricovero. Quindi spero di non ricadere in questa follia quando - e se - un giorno avrò un figlio. Nel frattempo, tu non mollare, che Kiki sicuro non lo fa :)
RispondiEliminaAccidenti non avevo mai pensato che pure una cosa così bella come scrivere un diario potesse trasformarsi in una ossessione. E complimenti a te perché liberarsi di una compulsione è tanto importante quanto difficile! Quanto al non mollare, ci son giorni più duri di altri ma si fa il possibile :-)
Eliminain un diario di crescita avrebbe senso annotare solo ciò che comunque ricorderai, un'espressione buffa, un malanno, un sorriso particolare, un gioco insieme rotolandosi per terra, non certo le variazioni anatomiche o le assunzioni alimentari come fosse un topino da laboratorio. Insomma un diario non è così indispensabile, gli occhi per guardare e ricordare sì.
RispondiEliminaml
Giusto, la cosa indispensabile sono occhi che vedano e cuori che ricordino. Magari il tempo che non passo a scrivere su un foglio excel lo passo a guardarla crescere :-)
EliminaSe posso dire, da non mamma, io non scriverei che quello che voglio. E di certo NON parlerei di cacca. Cara, ti assicuro, tutte voi mamme, beate voi, parlate di cacca molto più spesso di quanto un qualunque essere animale non genitore riesca a comprendere. Se proprio vuoi fare un buon proposito, fai quello di NON parlare MAI di cacca con nessuno che non sia il babbo della tua creatura. Vedi che è una cosa figa! ;-)
RispondiEliminahai ragione, sigh. E ti assicuro che mai avrei pensato e ancora non mi capacito che la mia giornata, sostanzialmente, ruoti attorno a questo avvenimento!
Eliminama come sta Kiki? rientrati i disturbi che sembravano allergia? A me l'unico motivo che pare sacrosanto e doveroso per annotare con cura è se c'è disagio. F
RispondiEliminae porcaccia! il commento della povna qui su mi pizzica, chè sì, lei ha anche ragione, anche a me fa un po' orrore se mi si parla (solo) di cacca. Eppure son quattro mesi che mi tocca annotare i movimenti di corpo del mio treenne trovato in fortissimo stato di costipazione. Chè io dovevo essere quella che mangi quel che gli pare, figuarsi se mi metto a far lotte e faccia quel che deve fare, son altre le cose a cui tengo... e mi ritrovo a cercare strategie perchè mangi fibre e beva più acqua e a segnarmi tutto per monitorare da quanti giorni, di grazia...
Poi però anche, santocielo, fa parte del tutto, pappa cacca nanna e un po' di psicologia di entrambe le parti, di che vuoi parlare, abbiate pazienza. E anzi, ti ripeto, me ne avessero parlato di più! forse mi sarei evitata mesate difficili e tante cose molto brutte.
Per cui arya, il mio consiglio spassionato: facciamo "lâche prise"! Parliamo di cacche dove e con chi ci pare, ma parliamone! chè è più "sano" che il contrario!
In effetti il disagio in questo campo è molto comune, ossia sono tanti i bambini che hanno problemi per un verso o per un altro. E purtroppo un disagio in tal senso finisce che ti condiziona la vita in vari modi e forse per questo si finisce col parlarne anche nei contesti meno adatti? Kiki sta meglio (niente più pelle secchissima da far paura e pancino a palloncino) ma ancora la questione cacca resta spinosa. O l'anelato evento si fa attendere per giorni e giorni o si manifesta in modo...ehm...spettacolare, cosa che condiziona un tantino le mie uscite. Dalla settimana prossima si torna al latte normale per verificare se davvero è allergica, perché certezze per ora non ne abbiamo, e dunque un diario, almeno mentale, di quel che avviene lo dovrò tenere per capirci qualcosa. In tutto questo, è vero, trovare in rete altre persone che raccontano le loro esperienze ti aiuta a farti un'idea (ma...ancora? povero Pisti! spero davvero che ne usciate presto!)
EliminaHo appena scoperto il tuo blog e inutile dire che appena lette le parole öppna förskola, massaggio, visita dei suoceri e cv mandati invano, ho pensato che il post avrei potuto scriverlo io! Sei anche tu a Stoccolma? Prima che nascesse Margherita anch'io pensavo che avrei tenuto una sorta di diario annotando le sue prime conquiste, cambiamenti etc... ma sono passati sette mesi e l'unica cosa che sono riuscita a fare è stata stampare alcune foto di quando è nata..
RispondiEliminaLucia
che bello trovare un'altra mamma italiana in Svezia! Ma no, che peccato, non sto a Stoccolma ma nella sua odiata sorella minore ;-) Per la cronaca, noi ancora non abbiamo stampato niente e dobbiamo davvero darci una mossa. Scrivere qualcosa in questo blog è il mio modo di annotare certe sensazioni e penso che in futuro ne sarò felice. Il tempo di farlo però, come si vede, ahimè, non è più tanto...
EliminaPeccato davvero! Sarebbe stato bello far conoscere Kiki e Margherita :)
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