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domenica 22 marzo 2015

#ioleggoperché (22 marzo)

Da tanto vorrei partecipare a questo bel gioco creato per #ioleggoperché, ma in pratica la sua creazione ha coinciso con l'arrivo di Kiki nella mia vita e la conseguente perdita di controllo su qualunque routine, schema, orario o priorità. Nel senso che è già un successone se riesco in capo ad una giornata a mettere insieme tre pasti una doccia e una spazzolata ai denti (ai capelli no, ci abbiamo rinunciato). Ma insomma, l'idea mi piaceva e ci tenevo prima o poi, prima dei diciottanni di mia figlia diciamo, a partecipare.
E il libro che cito è uno dei pochissimi che mi sono portata in giro per il mondo, mentre la maggior parte dei libri comprati prima dei 25 anni è rimasta per motivi logistici a casa dei miei in Italia. È un libro che ho molto amato, perché è bellissimo e perché sono un chimico, e quell'estate che mi martoriavo sulla scelta della facoltà universitaria, e non riuscivo a scegliere tra Lettere e Chimica - tra lo studio delle cose "chiare e distinte e verificabili" e il fascino della parola, della comunicazione, del racconto, di tutto quello che c'è di imponderabile nell'animo umano - un uomo che incontrai per caso mi disse "Nulla vieta che tu scriva lo stesso, Campana era un chimico, e pure Primo Levi". In realtà non ho mai smesso di rimuginare su quella scelta, che temo ancora sia stata un grandissimo errore, eppure è stata l'origine di tutto quello che di bello e importante è accaduto nella mia vita. Persino ieri notte ho visto bene di rotolarmi nell'insonnia (tra un pasto e l'altro della scimmietta) ponderando quest'annosa questione e ricavandone un poderoso malditesta. E forse è per questo che porto questo libricino con me attraverso i traslochi e le frontiere, anche se nel tempo i sentimenti con cui ho letto un racconto o un altro sono mutati. Ad ogni modo, il Sistema Periodico non è, come dice Primo Levi stesso nell'ultimo racconto (Carbonio) un trattato di chimica, ma un modo bellissimo e poetico con il quale un chimico ha potuto raccontare pezzi della sua vita e le storie che a quella vita si sono intrecciate. Attraverso un quarto di secolo, dagli anni degli studi universitari sotto le leggi raziali, passando per la guerra, la militanza partigiana ed il campo di concentramento, sempre guardando il mondo da dentro un laboratorio, ha raccontato, un elemento chimico alla volta, la sua storia ma anche la Storia, della quale è stato testimone drammatico. E per questo, dopotutto, penso che possa partecipare al tema di questa settimana.

18 commenti:

  1. Bellissimo. E poi proprio Carbonio è un racconto che rimanda al significato ultimo, metatestuale, della raccolta e del raccontare, così come al rapporto tra letteratura e scienza (non a caso ci sono legami con la fine del Barone di Calvino), e dunque tutto si tiene tra oralità, antropologia, letteratura e scienza, rapporto con gli elementi fondativi. Benvenuta a bordo, cara.
    (Regole tutte a posto, no panic!).

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    1. Grazie 'povna! in effetti avrei voluto citare più passaggi che mettevano in luce proprio l'aspetto metatestuale che dici. È difficilissimo scegliere 400 caratteri accidenti! il Barone non mi era venuto in mente ma che gran voglia mi fai venire di farmi spedire tutti i miei Calvino...

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  2. Oh arya che bello che tu ce l'abbia fatta! E un bacio alla scimmietta!

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    1. grazie cara, ce ne è voluto di tempo, ma meglio tardi che mai :-)

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  3. oh, dio, io quel libro l'ho letto prima di cominciare il liceo (e no, non c'era nessun dilemma sull'indirizzo, a differenza tua), ed è stata una lettura affascinante. Io la chimica mai la capirò, però le materie scientifiche, alla fine, mi affascinano, e è anche grazie a questo libro - e a Primo Levi in generale - che sopravvivo, durante le ore di chimica, siccome oni tanto mi capita di pensarci, a Primo Levi, nel bel mezzo dei bilanciamenti di equazione XD
    Minerva

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  4. Io invece che della Chimica ho fatto la mia vita non sono riuscita a finirlo!! Shame on me!

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    1. no, macché shame! il bello di ioleggoperché è che ognuno legge quello che gli pare! :-)

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    2. Ma quindi devo partecipare anche io??!?

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    3. perché no? io sono proprio pessima ultimamente ma mi piacerebbe partecipare più spesso!

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  5. non potevi che scegliere Levi, e trarre conforto dal suo conciliare due materie che a te sembravano distanti.
    ml

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    1. è vero, segno che dopotutto c'è poesia nell'universo, basta saperla cogliere!

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  6. Bella questa iniziativa. ..bello il libro che hai citato.
    Da un po' sento come una profondissima ingiustizia e torto che faccio a me stessa a leggere così poco.
    Si rimedia!

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    1. anche io leggo troppo poco e devo assolutamente porvi rimedio!

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  7. Penso che questo libro abbia spostato l'ago della bilancia per me in quell'estate di (troppi) anni fa e mi iscrissi a chimica. Vista la mia condizione attuale mi domando ancora se sia stata davvero una scelta saggia. A volte mi dico che più che la chimica mi sarebbe piaciuto diventare una persona come lui, un uomo con questo senso discreto e potente della dignità, della correttezza, del rispetto per l'uomo, ancora più impressionante se si pensa alla sua storia personale. Primo Levi resta uno di quei giganti che sei contenta siano capitati nella tua vita.

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    1. Non so quale sia la tua condizione attuale ma potrei quotare il tuo commento parola-per-parola, accidenti.

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    2. la mia condizione attuale? eh, dovrei seriamente riprenderlo in mano quel blog... insofferenza per una tesi che devo finire, consapevolezza ora di una serie di errori fatti per pura e semplice giovinezza e ignoranza. Non mi pento di nulla ma mi chiedo se ne sia valsa la pena, davvero. La cosa più bella restano gli incontri. Certi incontri, che molti sono proprio da dimenticare.

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    3. accidenti di nuovo potrei quotarti alla let-te-ra. Alla fine quella tesi l'ho finita, ma i dubbi sono rimasti e la consapevolezza degli errori ancora mi tiene sveglia la notte...quanto agli incontri, idem: di alcuni avrei fatto a meno ma che vita sarebbe senza gli altri, quelli che me l'hanno cambiata? ad ogni modo, in bocca al lupo!

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