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domenica 15 marzo 2015

I know we're cool

Il Fidanzato l'ha perdonata. Ci sono voluti anni, qualche cattiveria, molto dolore, un poco di pazienza, ma alla fine che sono approdati in questa dimensione dove ci si scambiano auguri e conversazioni di convenievoli, consigli, interessamento sincero, pure qualche ricordo che non fa più male. Una dimensione un tempo insperata. Una dimensione comunque segreta, grossomodo, perché non tutti capiscono. Anzi, quasi nessuno.
È in fondo un gioco di equilibri - poche regole inviolabili e la consapevolezza che tutto potrebbe rovinare giù da un momento all'altro. E se succedesse, loro non potrebbero che limitarsi a guardar le rovine, non ci sarebbe nemmeno da piangere, dopotutto: tutti gli addi son già stati detti mille volte, tutte le recriminazioni fatte, tutte le lacrime versate. Dunque si prende il tutto come viene, con una quieta accettazione e un codice non scritto da seguire senza sgarri. 



La prima regola è che i loro percorsi fisici non si intreccino mai. Nonostante condividano ancora, nel loro peregrinare decennale per l'Europa, lo stesso porto sicuro, la stessa città dalla quale partire e alla quale tornare. La seconda regola è nessuno sappia. In realtà, chi può capire sa, ma appunto non sono molti. Ad onor del vero, sanno soprattutto gli spettatori che siedono sugli spalti dalla parte di lei, che a suo tempo la Storia proclamò vincitrice. Lo sa persino suo marito, che si limita a tacere. Lui preferisce tenerli all'oscuro, i suoi supporter: le sue fidanzate che non approverebbero, i suoi genitori che anni fa furono molto feriti, i suoi amici fraterni che lo inciterebbero a qualche maschia dimostrazione di orgoglio. Che vuole ancora da te, gli direbbero. E dunque, la dimensione dove si incontrano, e dove i fragili equilibri sopravvivono, è di quelle virtuali ma private. Ma amici su facebook mai, per chi si ama come noi. 

Hanno ancora battute cui solo loro ridono - e talvolta scrivono entrambi la stessa identica frase, in simultanea, e poi ridono. Hanno ancora ricordi da condividere, anche se tra essi ci si muove talvolta come su un campo minato, selezionando quelli più innocui, ché non si sa mai. Hanno un genuino volere il bene l'uno dell'altro, che nemmeno le cattiverie, e le lacrime, e la rabbia di anni fa hanno scalfito. Si scambiano link ad articoli, recensioni, curiosità che sanno l'altro apprezzerebbe, e c'è un che di consolante nel sentirsi rispondere esattamente quello che ci si aspetta. è consolante anche potersi dire "sai come sono io" o "mi conosci" - specie quando si tratta di quei difetti che a suo tempo hanno contribuito di più alla loro fine. Sono mostri coi quali hanno fatto pace, che non li feriranno più. Non sono più, rispettivamente,  l'uomo e la donna delle loro vite, e va bene così.

Poi ogni tanto il loro cammino presenta qualche rischio di mettere il piede in fallo. Lui che le chiede consiglio su come riconquistare una fidanzata alienata. La notizia di un matrimonio, di una gravidanza. Eppure ancora nessuno è inciampato, ancora è stato possibile e sereno parlarsi, solo un filo surreale. 

Ogni tanto parlando con altre persone lei si lascia sfuggire di questa storia, di questa dimensione. Gli sguardi che riceve sono duri e di condanna. Vorrebbe poter spiegare che ha lasciato che fosse lui a scegliere, che non avrebbe mai preteso amicizia dopo la loro fine se non l'avesse offerta lui per primo. Che lui aveva detto "the winner takes it all", e invece era stato suo privilegio decidere delle spoglie di quel che era stato. Vorrebbe spiegare che non sente nessuno di quei sentimenti che in molti danno per scontati. Che sa per certo che nessuno ha da temere. Vorrebbe far capire che a volte l'amore finisce ma se ci si è voluti bene e non per caso non si smette mai davvero di farlo, anche quando non c'è stato alcun vincolo legale o religioso da sciogliere, anche se si era appena ragazzini quando ci si è trovati e persi. Ma non è facile, spiegarlo.

E non importa nemmeno, dopotutto.




9 commenti:

  1. Ecco appunto, che ti frega. L'importante è quello che pensate voi. O loro. O chiunque siano i personaggi.

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    1. è vero, ma come sai certe accuse di egoismo ogni tanto qualche dubbio te lo fanno venire

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    2. certo. ma non in questo caso e lo sai bene

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  2. ma tu l'hai spiegato benissimo. Mi sfugge naturalmente il contesto (ed è bene così) ma non mi ha tratto in inganno la terza persona.
    a me sembra una bella storia, compreso il tenace residuo affettivo, che solo i protagonisti possono e devono assaporare appieno.
    ml

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    1. grazie Massimo. La terza persona a volte se ne esce da sola, su certi argomenti che forse mi toccano di più, chissà perché.

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  3. Capisco così tanto bene. Che infondo ci si fidanza perché quella persona ci piace no? e magari quella persona, come persona, ci continua a piacere per sempre, anche quando smette di essere 'uomo della vita' o 'compagno di viaggio'. non capisco cosa ci sia di così difficile da capire. e parlo da ex-fidanzata di almeno due grandi personaggi, con i quali ci siamo fatti male assai - assai - e ai quali auguro tutto il bene della terra.

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    1. esattamente. Chi mi critica non capisce come il persistere di una dimensione amicale non sia una minaccia alle rispettive relazioni. La gelosia del resto mi appartiene pochissimo come sentimento, quindi forse sono anche io a non capire loro...

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  4. Mi piacerebbe poter scrivere un post così un giorno, sai. Non perché ci sia lasciati male, e tanti anni insieme creano per forza un legame che difficilmente si dimentica...però non so se arriveremo mai alla fase del "ricordiamoci come eravamo - restiamo amici". Forse non sono passati abbastanza anni né abbiamo avuto ancora pazienza, e certi ricordi fanno ancora male e rimangono tabú. In ogni caso, concordo che esser tacciati di egoismo è la cosa che riesce meglio alla gente, anche ai più vicini, ed è una lotta dura, rimanere ancorati al proprio bisogno di stare bene prima di tutto con se stessi che con un prolungamento del proprio essere (perché il rischio molte volte è di avere prolungamenti, non più "compagni di vita"). Insomma, mi perdo già nel mio flusso di pensiero, ma per dirti che questo post mi è piaciuto molto e mi ci ritrovo altrettanto :)

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    1. Benvenuta innanzitutto e grazie del bel commento. Forse serve un tempo più lungo, o che entrambi si arrivi ad essere in pace con quel che è accaduto, più che con l'altra persona. Noi non c'eravamo lasciati bene per niente, del resto, e a lungo sono stata sicurissima che a questa quiete non saremmo arrivati. Gliene sono grata perché il percorso è stato soprattutto suo.

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