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giovedì 5 marzo 2015

anche gli svedesi saltano la coda

Niente, è decisamente troppo presto per tornare a bloggare. Il fatto è, come si immagineranno facilmente tutti, che qui non si dorme. Peggio, ci si ammala. E quando si chiama per informazioni il numero apposito (in Svezia c'è un numero per tutto, il punto spesso è solo scoprire quale) ci si sente dire che forse è il caso di presentarsi al pronto soccorso apposito. Che però è all'altro capo della città, io non ho la macchina e alla bimba sono vietati i mezzi pubblici finché si è in periodo di virus. Cioè per altre 3 settimane minimo. Per fortuna sono qui in visita i suoceri. Dunque il suocero mi accompagna in auto all'ospedale e la suocera sta con la bimba a casa, poiché l'auto è sprovvista di seggiolino. Solo che la suocera è nel panico perché ha paura di non sapersela cavare da sola con una neonata - cosa che mi fa sorridere perché lei ha avuto due figli e ha lavorato coi bambini tutta la vita, se non fosse in grado lei ci sarebbe da chiedersi con che coraggio due settimane fa IO, che non avevo mai visto un neonato coi miei occhi, sia stata autorizzata a portarmelo a casa... Il suocero ha il problema opposto: millanta sicurezza e dice di conoscere la strada. Ovviamente ci perdiamo (questa città è famosa per la viabilità impossibile). E solo quando si rassegna a chiedere informazioni ad un passante, si scopre che aveva anche il navigatore in macchina. Vabbè. Quindi arrivio al pronto soccorso che io sono ormai un fascio di nervi, lui sta parcheggiando. La signora alla reception mi fa: siediti e aspetta che un'ostetrica venga a parlarti. Quando mio suocero mi raggiunge, ripeto a lui quello che mi hanno detto. Lui di colpo si alza e si fionda a parlare con la reception. Immagino sia per controllare che io abbia compreso bene, per via della lingua etc. Inoltre, mio suocero parla pochissimo, a voce bassissima, quindi  le mie conversazioni con lui mi lasciano sempre dubbiosa di non aver capito bene. Tempo due secondi arriva l'ostetrica...ma come, c'era una sala d'attesa piena di donne incinta e bambini...ma non faccio domande e mi faccio visitare. Tutto ok, mi dice sei solo stanca e disidratata. Se vuoi aspettare un ginecologo fa' pure ma non te lo consiglio, visto che secondo me è tutto ok e ci vorranno ore e tu hai la bambina a casa...Ed io penso:_accidenti che acume, ha visto subito che la bambina non era con me in sala d'attesa! Ed esco. E solo molte ore dopo metto insieme tutti gli indizi, compresa una strana frase borbottata da mio suocero e scopro che in pratica aveva chiesto alla reception di non farmi attendere troppo perché avevamo dovuto lasciare una bimba di due settimane a casa con una persona poco esperta! Mia suocera ancora ride a ripensarci, e dice che magari rischiavamo pure che ci mandassero i servizi sociali, però, accidenti, questo suocero silente e scandinavo ha sorprendentemente un gran talento per saltare la coda al pronto soccorso.

8 commenti:

  1. Mi hai strappato un sorriso in una mattinata un po ' così!
    Un abbraccio

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    1. mi fa piacere...ma spero che la giornata poi sia migliorata! un abbraccio a te

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  2. hai visto? certo che se è poco esperta lei...

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    1. davvero! un po' è rispetto, un po' è insicurezza. E chissà come me la caverò solissima da lunedì...

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  3. grandioso tuo suocero, anche nel farti saltare la coda non ha perso il suo aplomb scandinavo, poche parole sussurrate ma scelte con intelligenza, grande davvero.
    ml

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    1. è stato fantastico, davvero, anche se non finirò mai di stupirmi della loro capacità di tenere le emozioni sotto controllo...a casa mia il tutto sarebbe avvenuto molti decibel più su ;-)

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  4. Finalmente, questi vichinghi con un po' di umana canaglieria! ;-)

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    1. una gradita sorpresa! ma il resto della famiglia si è un po' imbarazzato

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