Questo natale svedese è stato un ardito esperimento di interazione culturale.
Già si è cominciato con la questione di quando effettivamente sia Natale. Perché pare che nel nord europa il giorno importante sia solo il 24 (Julafton), il 25 dicembre (Juldag) invece è il giorno del recupero. E a S.Stefano (Annandag) non fanno nulla, tranne precipitarsi al centro commerciale a spintonarsi per i saldi 30-70% dei cosiddetti giorni di mezzo (mellandagar). Però, sebbene in netta minoranza, mi è stato chiesto circa le mie tradizioni. "Quando si festeggia in Italia?". Io ho sfoderato il mio evergreen, la risposta che ormai scatta a qualsiasi domanda circa il mio paese. Dipende (Det beror på). Perché io non mi permetterei mai di fornire stime generali, quando si tratta di tradizioni. Le differenze regionali in Italia sono immense, tanto per cominciare. E poi. soprattutto, la mia famiglia di bastian contrari ha sempre avuto in uggia uniformarsi, tanto per principio. Ad ogni modo, che ne sappia io in Toscana conta soprattutto il 25. Poi conosco anche famiglie cha fanno il cosiddetto cenone. Ma di certo non si può paragonare questo con la versione scandinava: cme si fa a chiamare cenone un cosa che inizia all'una del pomeriggio?
Stabilito dunque che avremmo festeggiato ENTRAMBE le date, si è passati all'annosa questione menù.
Il menù del 24 è stato dettato dalla padrona di casa, mia cognata, tedesca, ed il verdetto è stato "Raclette".
La Raclette è stata una costante dei miei anni tedeschi. La raclette per i tedeschi è un culto, un must. Tutti ne hanno un set, da sei o da tto padelline. I miei suoceri hanno chiesto se fosse una tradizione tedesca, ma la risposta è stata che è piuttosto svizzera. Ha soppiantato, dicono i genitori di mia cognata, la fonduta di moda negli anni ottanta, come piatto "sociale". I miei amici francesi però mi hanno detto che in Francia la si usa esclusivamente per fondere il formaggio omonimo, senza aggiunta di salumi o verdure e tanto meno senza la variante tutta di tedesca di fondere la qualunque, dalla feta al brì.
Ma è stato il 25 che si è raggiunto il non plus ultra dell'integrazione middeleuropea. Knudel di patati e rolade di manzo di manifattura tedesca (la mamma di mia cognata) e elementi sparsi del cosiddetto Julbord svedese. I piatti natalizi svedesi hanno questo in comune: sono difficili da preparare, vengono mangiati solo a natale e mentre li mangi pensi che va benissimo aspettare 365 giorni per mangiarli di nuovo. Perché non sono male, intendiamoci, ma non sono in effetti piatti da sognarseli la notte. Tipo il pesce marinato nell'idrossido di sodio, non sa di niente, per opinione comune: ci devi versare sopra un litro di salsa e badilate di sale e pepe. Poi c'è il prosciutto di natale, le papatate (ovviamente), la salsa di lingonberries che va su tutto, e la gelatina di carne. Ci sono anche altre cose che non ho avuto modo di provare perché in nome dell'integrazione e del buon senso solo un limitato numero di piatti è stato concesso ad ogni partecipante alla gara culinaria.
Io me ne stavo buona e zitta pensando di portare un panettone, finché non mi è stato chiesto se volessi anche io portare qualcosa di tipico. E qui è scattato il panico.
Perché il problema è che io ho sempre e solo fatto natale con i miei. E non lo so cosa si mangia altrove, a natale. Det beror på. Al nord non si fa il vitello tonnato? ma io che ne so. I cappelletti in Emilia? Boh. a casa mia si fanno i crostini toscani coi fegatini di pollo ma la cosa è infattibile. Primo perché che cappero ne so di come si fanno. Li faceva mia nonna, per dire, mia mamma ha imparato a 50 anni, quando è morta nonna, ed io sono fermamente incline a fare altrettanto. E poi dove li trovo i fegatini? minimo minimo devo trovare un negozio etnico dove si parla solo curdo. E poi stai sicura che non li mangerebbero manco sotto tortura, i crostini di paté di fegato, gli svedesi. Molto meglio il pesce decomposto, hmmm (scherzo).
E dunque ho detto lasagne, perché mamma a noi fa le lasagne. Ma non è natalizio, diranno i miei piccoli lettori! Eggià. Il fatto è che quando ero piccolissima facevano i tortellini in brodo ma poi c'è stata una sollevazione popolare ed è circa dall' 89 che si fanno lasagne, punto. (E una marea di altre cose, ovviamente). E dunque lasagne furono, con grandi perplessità a destra e a manca. O a Nord e Sud del Baltico.
E bon, siamo sopravvissuti.
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